Lunedì mattina, pausa di metà turno.
Drew e Owen stazionavano fuori dall'officina per bersi una birra in santa pace e fumarsi una sigaretta. Drew pensava di essere un fumatore accanito ma poi aveva conosciuto Owen e si era sentito molto meglio. Quel ragazzo era capace di spararsi due pacchetti al giorno, arrivando a due e mezzo quando era nervoso. Ma tanto in casa sua nessuno gli faceva la morale; non aveva una madre rompipalle che si lamentava che presto o tardi gli sarebbe venuto un cancro ai polmoni e i denti gialli e se un ladro gli avesse rubato il portafoglio non avrebbe più avuto fiato per inseguirlo.
«Quella roba ti farà invecchiare prima di me» gli ripeteva sempre. Strano però che al suo "amore" non dicesse niente.
Era anche vero che Pete fumava meno di lui. Fortuna che c'era sempre il prof di chitarra dalla sua parte... La rimetteva lui in riga quando sua madre esagerava e si lasciava andare ad una delle sue crisi isteriche. Bastava una parola un po' dura e uno sguardo serio a smorzarla.
Drew ricordava che c'era stato un tempo in cui un altro uomo era stato in grado di fare lo stesso, ma all'epoca lo infastidiva perché metteva in evidenza la debolezza di sua madre. Ora invece era felice che Pete fosse entrato nelle loro vite. Era un figo; varie volte aveva passato una serata con lui e Owen in qualche locale di spogliarelliste, ovviamente all'oscuro di Alease che li credeva al bowling o al cinema a vedere "qualcosa di non adatto alla delicatezza femminile", come diceva scherzando Pete.
Una cosa del genere gli sembrava impensabile con un tipo gelido e losco come Colui Che Non Doveva Essere Nominato. Il giorno in cui sua madre smise di andare in prigione a trovarlo fu il più bello della sua vita. Non accadde da un momento all'altro. Semplicemente le visite si diradarono fino a cessare. Sua madre non gli disse mai di aver definitivamente chiuso col serpente e Drew non le domandò mai nulla, temendo che potesse tornare sui suoi passi. Poi era entrato in scena Pete e quel pericolo era svanito.
Non avrebbe saputo dire se sua madre fosse felice e francamente neanche gli importava. Dopo il breve periodo in cui era venuto a conoscenza delle circostanze della sua nascita, dello stupro, dello zio pedofilo, e si era sentito vicino a sua madre, era tornato indifferente a qualsiasi cosa la riguardasse. Riconosceva che non era una cattiva madre, a parte il fatto di essere troppo polemica riguardo al fumo e di ripetere in continuazione: «Se solo avessi continuato a studiare...»
Drew intuiva che sua madre lo paragonava costantemente a Jamison, il figlio di Alice. Non lo vedeva da una vita ma sapeva che studiava giurisprudenza per seguire le orme del padre. Drew non avrebbe mai potuto fare quella vita; stare in mezzo ai libri tutto il giorno, chino sul tavolo con l'evidenziatore in mano, e passare i weekend chiuso in casa a studiare invece di uscire a divertirsi con soldi che aveva guadagnato onestamente durante tutta la settimana, e che non si era fatto passare da mamma e papà come faceva Jamison.
Forse la sua vita non era meravigliosa, non viveva in una grande città, non mangiava al ristorante ogni sera e non girava in Porche, ma aveva uno stipendio che prima o poi gli avrebbe permesso di trovarsi un appartamento carino in zona, si toglieva qualche sfizio di tanto in tanto e aveva sempre dollari da parte per offrire un drink a qualche bella ragazza.
Owen spense la sigaretta, ormai bruciata fino al filtro, e se ne accese un'altra. Poi schioccò le dita, attirando l'attenzione di Drew che si stava assopendo sotto il sole cocente.
«Hai presente l'asiatica di prima?»
Drew ricordò la cinesina che era passata dall'officina mezz'ora prima a chiedere un'auto usata con cui spostarsi in città. «Mmm-mmm.»
Owen estrasse un foglietto dalla tasca dei jeans sbiaditi, con un sorriso vittorioso. «Mi ha dato il suo numero.»
«Cos'hai dovuto fare in cambio?»
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Generations - Vol 2
ChickLitSecondo romanzo della serie "Generations" (INDISPENSABILE LEGGERE IL PRIMO) Sono trascorsi cinque anni dalla fine del primo libro. La terapia di Heather finalmente è conclusa ma lei non è più la stessa donna di prima: per qualche motivo rifiuta di r...
