44. PETE HA 51 ANNI

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Anche se lo aveva proprio davanti ai suoi occhi, non riusciva a credere che Harris fosse lì veramente. Che lei lo avesse invitato al suo fottuto compleanno.

Com'era successo? Da quanto si frequentavano quei due? Cosa gli nascondeva quella donna? Si erano limitati a parlare o mentre lui la credeva a casa di Taylor in realtà si faceva sbattere dal suo ex?

La gelosia e la rabbia gli mordevano il cuore mentre si sforzava di inghiottire un boccone dopo l'altro. I pasti, benché eccezionali, gli apparivano insapori contro la lingua gonfia di bestemmie che tratteneva a fatica. Stava per esplodere ma doveva resistere. Sapeva che, se avesse fatto una scenata, avrebbe perso Alease.

E non poteva perderla. Non ora che suo fratello era tornato per reclamarla.

Nessuno gli rivolgeva la parola. Alease doveva aver raccontato a tutti il motivo della loro pausa. Percepiva il disprezzo di ogni invitato seduto a quella tavola, a parte i due ragazzini più piccoli. La cicciona e l'invalido. Marvin. Suo nipote.

Lo scrutò di nascosto. Ora che era cresciuto riusciva a notare delle somiglianze con se stesso. Non aveva ereditato il viso scarno del padre ma la mandibola decisa e la fossetta sul mento di suo zio. Gli occhi restavano dello stesso color ghiaccio del padre e della nonna, Karen. Erano occhi inquietanti, trasparenti come il vetro, eppure sul ragazzino facevano lo stesso effetto che su Karen; sapevano di innocenza e bontà.

Pete si trovò a pensare che Marvin avrebbe potuto essere suo. Non che avesse mai desiderato la paternità. Leslie non aveva neanche mai accennato a un figlio. E, scegliendo Alease, Pete aveva implicitamente rinunciato a ogni chance di crearsi una famiglia. Lei gli aveva spiegato che non avrebbe potuto avere altri figli dopo Drew, a causa di complicazioni legate al parto. E comunque Pete non era sicuro che lei avrebbe voluto un figlio da lui. Bastava vedere quanto lo aveva tenuto sulla corda per quel cazzo di matrimonio e come, alla prima scusa, fosse scappata da lui.

Aveva ragione, i problemi tra loro erano cominciati prima della ricomparsa di Curt, ma lui era sempre stato fra loro, un fantasma che le rubava il sorriso e le corrugava la fronte in ogni momento della giornata. C'erano voluti due anni perché finalmente Alease si lasciasse andare. Pete aveva sperato che dimenticasse e ricominciasse con lui.
Aveva sempre pensato che, nel momento giusto, le avrebbe chiesto di sposarlo. Era nei piani fin dall'inizio, fin da quando aveva scoperto che la ragazzina che cantava nel coro della chiesa usciva con suo fratello, il bambino che sua madre aveva abbandonato in un orfanotrofio per dargli una vita migliore, lontana dagli schiaffi di un padre collerico.

Curt si era salvato, si era costruito una vita. Aveva una bella casa, un figlio e una donna che per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa. E Pete aveva scoperto di volere tutto ciò per sé.

Voleva prendersi Alease perché era appartenuta a suo fratello. Voleva prendersi la sua casa, bere le sue birre nel suo frigo, scoparsi la sua donna nel suo letto. Voleva occuparsi di Marvin insieme ad Alease, voleva che il ragazzino arrivasse a volergli bene e, chissà, magari a chiamarlo pure papà.

Voleva prendersi la sua vita e aveva cominciato con un anello.

Era stato allora che le cose avevano iniziato ad andare storte. L'espressione di Alease quando aveva visto la scatolina era valsa più di qualsiasi risposta. Pete aveva capito di aver corso troppo e aveva fatto marcia indietro, dandole tutto il tempo che voleva. Non poteva perderla perché, se all'inizio lei era stata solo un mezzo per ferire suo fratello, dopo tre anni era diventata una presenza importante al suo fianco. Non riusciva a immaginare di stare senza quella donnina, quella perfetta casalinga che esaudiva ogni suo desiderio, o quasi.

Alease era ben lungi dall'essere perfetta. Come "donna" faceva acqua da tutte le parti. Pete si chiedeva perché Curt l'avesse scelta. Forse per le sue stesse motivazioni. Gli occorreva una serva devota, una cagnolina che non chiedeva più di quanto il padrone fosse disposto a darle.

Generations - Vol 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora