Pausa pranzo da "El Tucan", il miglior ristorante messicano di Spring Lake.
Quando il padre gli aveva comunicato che quel giorno non avrebbero mangiato un tramezzino in fretta e furia in ufficio ma si sarebbero incontrati con Barbie a "El Tucan", Jam si era fatto subito sospettoso. Robert Clive non era mai stato uno spendaccione, tantomeno quando si trattava di soddisfare i capricci della nuova moglie – e di Barbie molto si poteva dire ma non che fosse capricciosa.
Jam e il padre attendevano nel ristorante di lusso. L'avvocato come al solito teneva gli occhi incollati al tablet e con le mani sfogliava fascicoli di cause che gli erano state assegnate. Jam aveva iniziato la seconda settimana di stage e già temeva gli sarebbero venuti i capelli bianchi. Suo padre era un capo odioso e brontolone, non gli andava mai bene niente di quello che Jam faceva o diceva, aveva sempre da ridire su tutto; una volta gli aveva persino rimproverato di aver fotocopiato male delle carte solo perché erano leggermente più vicine al margine di destra...
Jam sapeva che non sarebbe stato facile lavorare con lui ma non immaginava che tutte le cattiverie che sua madre raccontava sul suo ex corrispondessero a verità. Era pignolo e perfezionista, non esitava a sgridare il suo stesso figlio davanti ad altri, anche col rischio di far fare una brutta figura ad entrambi.
E finora non gli aveva ancora permesso di lavorare a una causa insieme a lui. Era semplicemente il suo facchino e segretario, gli portava caffè e fotocopie e stava in silenzio a guardarlo lavorare. Non era certamente questo che pensava di fare ma era convinto che prima o poi sarebbe arrivata un'opportunità e lui avrebbe saputo sfruttarla. E suo padre avrebbe finalmente capito che Jam non era un idiota ma il degno figlio di Robert Clive, e sarebbe diventato il più grande avvocato del North Carolina.
Per il momento, restava in silenzio accanto al padre e sorvegliava il suo cipiglio concentrato, rimpiangendo di non poter giocherellare col cellulare – Robert non tollerava i telefoni a tavola.
Finalmente vide Barbie camminare verso di loro, elegante e perfetta nel suo tailleur nero e tacchi alti. La borsa di marca le ondeggiava sulla spalla, intrappolandole i capelli castani. Barbie si liberò la ciocca con un grazioso movimento del capo, rivolgendo loro un sorriso prima di accomodarsi.
Non baciò il padre – non si concedevano mai effusioni in pubblico – ma disse solo: «Buon giorno ragazzi. Scusate il ritardo, ero così assorbita dalla nuova causa che ho perso la cognizione del tempo.»
Robert fece un cenno alla cameriera che venne a prendere le loro ordinazioni. Marito e moglie cominciarono a parlare di lavoro e Jam si lasciò ben presto trascinare nel suo mondo di fantasticherie. La coda dell'occhio gli cadde sulla Trussardi appoggiata alla sedia libera. Aveva ancora il block-notes dove Roz Simpson aveva scritto il suo numero, ma non l'aveva ancora chiamata. Non sapeva perché. Forse era solo spaventato da quell'uragano di ragazza. Già immaginava la faccia che avrebbe fatto suo padre se mai gliel'avesse presentata. Avrebbe preferito perdere un figlio piuttosto che acquisire una nuora come lei. Sua madre invece si sarebbe data alla pazza gioia. In fondo erano abbastanza simili, due vulcani in eruzione ansiose di dare aria alla bocca. Solo che Alice risultava pesante e imbarazzante mentre Roz... Beh, diciamo solo che ricordava ancora esattamente il sapore di fragola del suo alito e la morbidezza delle sue labbra carnose.
Jam osservò Barbie di soppiatto. Nnon avrebbe potuto essere più diversa da Roz. Barbie era tranquilla e posata, gentile con tutti, sempre pronta a rinunciare a qualcosa per far felici gli altri. Dava un dollaro a ogni mendicante che trovava per strada, al supermercato aiutava gli anziani a raggiungere i prodotti più alti, rispondeva gentilmente ad ogni complimento che gli uomini le rivolgevano, ma poi sgusciava via per non infilarsi in una brutta situazione.
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Generations - Vol 2
Chick-LitSecondo romanzo della serie "Generations" (INDISPENSABILE LEGGERE IL PRIMO) Sono trascorsi cinque anni dalla fine del primo libro. La terapia di Heather finalmente è conclusa ma lei non è più la stessa donna di prima: per qualche motivo rifiuta di r...
