Un assolato martedì pomeriggio.
Libri sparsi sul tavolo della cucina. Una matita appuntita in pugno. Le parole più importanti sottolineate col righello. Silenzio completo.
Solo nel silenzio Jam riusciva a concentrarsi. Non capiva come facevano certe persone a studiare con la musica nelle orecchie o nei luoghi pubblici.
Il cellulare si illuminò. Un tempo lo spegneva sempre quando iniziava a studiare, ma Roz aveva cambiato molte cose. Per lei avrebbe sempre trovato il tempo.
Appena rispose, lei chiese: «Cosa fai?»
«Studio.»
«Dio, quanto sei noiosooo! Quando scopiamo mi dimentico di quanto sei noioso. Comunque smettila di studiare e vieni ad aprirmi.»
«Cosa?»
«Hai lasciato le chiavi per dentro e io non riesco a forzare la serratura.»
La testa di Jam scattò verso l'alto. Roz era davvero venuta da lui? E stava cercando di forzare la serratura? Era quello il raspare che aveva udito prima?
Camminò rapido fuori dalla cucina e verso l'ingresso. Quando aprì la porta, la prima cosa che vide fu il ghigno di Roz.
«Paura eh?»
«Da te mi aspetto di tutto» replicò Jam, prima che lei avanzasse e gli gettasse le braccia al collo.
Quel giorno non studiò più.
...
«Non sai quanto sono felice di conoscerti!» esclamò Alice, emozionatissima. «Ci siamo già parlate una volta al telefono. Mi hai detto di lasciare più guinzaglio a Jam.»
«Ah sì, alla festa! Mi ricordo, tanto piacere!» fece Roz, per nulla turbata dall'ironia della donna.
Le due si strinsero la mano e Jam riprese a respirare. Ci aveva pensato tantissimo prima di assecondare le pressanti richieste di sua madre. Stava con Roz da neanche due settimane, troppo presto per pensare di essere qualcosa di più di uno che lei si scopava quando aveva voglia. Era principalmente quello che facevano. La vita di Roz era troppo movimentata per i suoi gusti e Jam non aveva sempre voglia di accompagnarla a party o serate di giochi alcolici.
E di certo non poteva obbligarla a trascorrere il sabato sera con lui sul divano a guardare la tv.
Roz non aveva battuto ciglio quando le aveva chiesto se volesse conoscere sua madre. In realtà sperava che gli rispondesse con un "no" secco, almeno avrebbe avuto una scusa valida. Ma lei aveva fatto spallucce e detto: «Vabbè» e Jam si era ritrovato invischiato in una situazione che gli dava le palpitazioni.
Non aveva idea di come sarebbe andata. Non aveva idea se le due si sarebbero piaciute. Ma a quanto pareva erano partite alla grande.
«Il piacere è tutto mio» assicurò Alice con un sorriso che le andava da un orecchio all'altro. Era genuinamente contenta della scelta del figlio. Gli strizzò l'occhio. «E anche di Jam, scommetto!»
Lui strinse le labbra per non mostrarsi imbarazzato, ma dall'occhiata maliziosa che gli indirizzò Roz probabilmente fallì.
«Non sei vegana, vero? Va tanto di moda di questi tempi.»
«Non si preoccupi, mi piace la carne. Soprattutto le salsicce.»
Roz non lo guardò direttamente, ma la sua linguetta rosa fece capolino tra i denti per nascondere un sorrisino che fece ridacchiare Alice. Jam ricominciò a temere che quella cena fosse stata una pessima idea.
...
«Se dovessi scegliere un attore da baciare direi Colin O'Donoghue. Uno da schiaffeggiare... Kristen Stewart. E come partner comico prenderei Kevin Hart.» Roz roteò verso di lui, appoggiandogli il mento sul petto nudo e tenendosi le guance con i pugni. «Tu?»
STAI LEGGENDO
Generations - Vol 2
Romanzi rosa / ChickLitSecondo romanzo della serie "Generations" (INDISPENSABILE LEGGERE IL PRIMO) Sono trascorsi cinque anni dalla fine del primo libro. La terapia di Heather finalmente è conclusa ma lei non è più la stessa donna di prima: per qualche motivo rifiuta di r...
