23. DREW HA 22 ANNI

441 43 69
                                        

Avrebbe potuto riconoscere quei ricci focosi ovunque, anche se a separarli c'era quasi una trentina di persone che si contorceva sotto i led luminosi e una cortina di vapore profumato che annebbiava la vista.

Drizzò immediatamente la schiena, posando i drink sul tavolo in metallo dove sedeva insieme a Owen e due ragazze appena rimorchiate. La sua si chiamava Cynthia; era una bomba sexy coi capelli di platino e due impressionanti occhi da gatta. Quella di Owen era meno appariscente, una piccoletta con gli occhiali e due bocce incredibili.

In quel momento Owen ci stava dando dentro con la sua conquista, limonandosela come se non ci fosse un domani. Drew si era appena concesso una pausa, andando a prendere da bere per tutti. Cynthia sembrava non chiedere altro che abbassargli le mutande e di certo lui non si sarebbe lamentato.

Ma ora qualcos'altro aveva attirato la sua attenzione. Ricci rossi e un corpo atletico cui doveva ancora abituarsi.

Non si scusò nemmeno, in quel casino non lo avrebbero sentito. Cynthia cercò di afferrarlo per la camicia quando si girò verso i gradini per scendere dalla balconata a ferro di cavallo che circondava la discoteca, ma Drew sgusciò via facilmente, cercando di non scordare il punto dove aveva intravisto Becca.

Arrivò lì ma non la trovò. Uscì fuori pensando che avesse voluto prendere una boccata d'aria e la vide china a vomitare su un'aiuola.

Non aveva mai visto Becca ubriaca prima, ma era anche vero che si era perso tutta la sua adolescenza.

Lo spettacolo gli fece prudere le mani. Becca non doveva bere, era ancora una ragazzina, e cosa ci faceva in quel posto da sola ubriaca marcia?

Andò diretto verso di lei, controllando come stesse. Aveva finito di vomitare e restava lì, tenendo a bada i capelli con le mani, le spalle scosse da singulti. Drew prese la borsa che aveva gettato a terra, estrasse un fazzolettino e glielo passò sulla bocca. Lei sembrava intontita, quasi fatta.

Ti prego, non dirmi che ti droghi anche.

Lo guardava come se non lo riconoscesse, ciondolando la testa. Drew provò una rabbia assurda nel vederla truccata come una puttana. Il mascara le era colato agli angoli degli occhi, trasformandola in un panda versione horror. La bocca era di un rosso cupo e scintillante, sbavata per il caldo. Il sudore le scorreva lungo le tempie, inumidendole i capelli.

«Cristo» si lasciò sfuggire Drew, afferrandola poi per le spalle. «Becks, ci sei? Devo sapere se eri qui da sola.»

Becca diventò verde in viso e si chinò in avanti, proprio mentre un getto di vomito rompeva l'ostacolo di quelle labbra di ciliegia e si rovesciava a cascata sulle Adidas nere di Drew.

Lui si impose di stare calmo ma anche di farle un severo cazziatone appena fosse stata più sobria. Non guardò nemmeno il misfatto; si limitò ad afferrarla con forza e a spingerla dentro la sua auto. Alcuni ragazzi usciti per fumare li guardarono storto, forse pensando che volesse farle del male, ma nessuno intervenne.

Drew guidò rapido verso casa Blake, gettandole ogni tanto un'occhiata. Era pallidissima sotto l'abbronzatura e si lamentava confusamente.

«Così impari» fece Drew con un sorrisetto involontario. La forte e indomita Becca messa K.O. da qualche bicchierino di troppo. Non era roba da tutti i giorni.

Arrestò il motore sotto casa e l'aiutò a uscire dall'auto e salire le scale. Erano le tre di notte, non era il caso di suonare il campanello e svegliare tutti.

«Mi serve la chiave, Becks» la esortò, dopo averla messa spalle al muro.

Lei sbuffò e sollevò la borsa davanti agli occhi allucinati. «Ce l'ho la chiave» fu la prima cosa che le sentì dire, con voce impastata e alito pestilenziale.

Generations - Vol 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora