«10... 9... 8... 7... 6... 5... 4... 3... 2... 1... Buon annooo!»
Tutti gridarono entusiasti, i bicchieri si alzarono e tintinnarono, le coppie si baciarono, gli amici si abbracciarono.
Jam si girò verso Charla. Sorrideva felice, le guance soffuse di piacere e di quel po' di vino frizzante che Greg aveva versato a tutti i suoi ospiti.
Si chinò su di lei e trovò la sua bocca pronta a ricevere il bacio. Un bacetto a fior di labbra, che non gli diede alcuna soddisfazione, solo voglia di approfondirlo. Ma non lì davanti a tutti e soprattutto a Honor che li fissava infastidita.
Si separarono. Lei era ancora più rossa, ancora più felice. Gli occhi scuri brillavano come stelle. A Jam parve più carina che mai.
Le sorrise e tutti cominciarono a scambiarsi gli auguri di buon anno.
Nel fracasso non sentì il telefono ronzargli nella tasca.
ALEASE HA 40 ANNI
Erano nel retro del "Sammio's". I gestori li avevano invitati a guardare i fuochi, perciò si erano affrettati a ripiegare i tovaglioli sul tavolo ed erano usciti nella notte gelida e sferzante. Alease si era riparata nel cappotto e Pete le aveva circondato la vita con un braccio. In quella posizione avevano ascoltato il countdown dei gestori al microfono e avevano osservato i meravigliosi fuochi d'artificio riempire la notte buia di mille colori.
Pete l'aveva stretta a sé e l'aveva baciata con dolcezza. Alease si era sentita incredibilmente felice e fortunata. Vedeva ragazze e donne osservarla con invidia e lei gongolava. Pete era suo, lo diceva l'anello che portava al dito e l'amore che leggeva nei suoi occhi.
Lo vedeva anche ora mentre percorreva la sua pelle fredda con dita lievi, facendola ansimare e rabbrividire. La luce lunare illuminava i loro corpi nudi e intrecciati, la gamba di Alease ripiegata a racchiudere le anche di Pete. I suoi muscoli guizzavano sottopelle, la sua barba le solleticava la gola, le sue labbra le avvolgevano i capezzoli.
Si muovevano lentamente, come in sogno, assaporando ogni momento. Poi Pete le sussurrò all'orecchio: «Te lo ricordi questo?»
E lei rispose di sì ma non era vero. Non ricordava, ma non aveva importanza. Avrebbe iniziato a costruire nuovi ricordi con lui per il resto della sua vita.
LACY HA 24 ANNI
Giaceva nel letto vuoto e freddo, scossa da brividi, il corpo ancora dolente per i morsi e le cinghiate, l'inguine che bruciava di desiderio insoddisfatto. Era la sua punizione per aver mentito a Grady, per aver cercato di stargli lontana.
Si sentiva talmente male che non le era neanche venuto in mente di disubbidirgli e darsi piacere da sola. Il pensiero di toccarsi lì dove lui l'aveva massacrata fino a pochi istanti prima le faceva salire la febbre.
L'aveva fatta giungere alla soglia dell'orgasmo solo per negarglielo con crudeltà. Aveva mal di pancia e nessuna voglia di alzarsi dal letto per andare in bagno.
Si asciugò le guance bagnate, domandandosi se sarebbe mai riuscita a vivere senza di lui. Lo odiava per quello che le aveva fatto e le faceva, eppure una piccola parte di sé piagnucolava perché se ne era andato e non l'aveva portata con sé. Quella sera non l'aveva neanche coccolata. Dopo due ore di sesso ininterrotte si era semplicemente allacciato la cintura con cui le aveva segnato la pelle e se ne era andato.
Non una parola, non uno sguardo. Come un cliente che si allontana dalla puttana che l'ha soddisfatto.
Lacy sentì la porta d'ingresso aprirsi. Alease e Pete erano tornati. Povera Alease, meritava di meglio di quel coglione fedifrago.
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Generations - Vol 2
ChickLitSecondo romanzo della serie "Generations" (INDISPENSABILE LEGGERE IL PRIMO) Sono trascorsi cinque anni dalla fine del primo libro. La terapia di Heather finalmente è conclusa ma lei non è più la stessa donna di prima: per qualche motivo rifiuta di r...
