40. CURT HA 38 ANNI

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«Perché non le ha detto che non siamo fidanzati?»

«Perché stava origliando invece di occuparsi di mio figlio?»

Alexa roteò gli occhi, continuando ad affettare verdure in cucina. «Marvin sta ripassando in camera sua per prepararsi all'inizio della scuola. A proposito, ha già deciso cosa fare in merito?»

Curt non aveva testa per occuparsi di quello, ora. Riusciva ancora a visualizzare l'espressione di Alease quando aveva accennato alla sua "fidanzata". Quegli occhi profondi e turbati, disperatamente alla ricerca di una smentita che le aveva negato.

Era stato preso in contropiede dal suo invito a cena. Era convinto che non volesse avere più nulla a che fare con lui, specie dopo l'insinuazione con cui l'aveva lasciata alla libreria. Non le aveva dato il tempo di chiedergli come facesse a sapere della proposta di matrimonio. Non avrebbe saputo cosa raccontarle. La verità - che li stava pedinando da settimane - sarebbe stata inquietante e l'avrebbe persa per sempre. Forse lo avrebbe pure denunciato per stalking, era quello che le riusciva meglio...

Sei ingiusto. Hai visto cosa sta passando. Hai visto cosa le sta facendo quell'infame.

Aveva osservato Pete attentamente, lo aveva seguito ogni volta che usciva di casa e andava a tenere le sue lezioni di chitarra. Ma il pericolo vero si celava dentro quella bifamiliare scura, negli occhi maliziosi di una ragazzina, la Tentazione in persona. Approfittando dell'assenza di tutta la famiglia, una mattina era sgattaiolato dentro casa e piazzato cimici ovunque. Quello che aveva sentito quella mattina, la conversazione tra Pete e la ragazza, gli aveva fatto digrignare i denti. Era soddisfatto di sapere che il marcio che lui vedeva in Pete fosse reale ma gli dispiaceva per Alease che ci viveva insieme, ignara delle cattiverie che diceva sul suo conto.

Sentire quei due parlare dell'intimità della donna che ancora amava lo aveva mandato su tutte le furie.

«Non posso certo dire che sia una donna passionale» aveva iniziato Pete, la voce ovattata ma chiaramente udibile.

«A letto fai tutto tu, immagino.» Era la prima volta che la ragazza si spingeva oltre, indagando la loro intimità.

Pete era parso sorpreso dalla sua audacia. Era rimasto zitto a lungo prima di dire con un risolino: «Se non prendessi io l'iniziativa andrei in bianco ogni notte.»

«Ma quindi non ti soddisfa mai?»

Curt si era pigiato l'auricolare più a fondo nell'orecchio, attento.

«In quel senso no.»

La risata stridula di Lacy gli aveva ferito i timpani e aveva dovuto abbassare il volume della ricezione per non stordirsi.

«Oh mio Dio, davvero?! Non te l'ha mai fatto neanche una volta?»

Curt aveva serrato le mandibole, provando la fortissima tentazione di entrare in casa e ammazzarli entrambi. Come si permettevano?! Perché quel coglione non zittiva la puttanella una volta per tutte? Aveva una santa al suo fianco e non aveva di meglio da fare che sparlare di lei con la prima belloccia che gli capitava a tiro!

Per non spaccargli il muso aveva ingranato la prima ed era uscito dal vialetto dove si era nascosto. Ma poi l'aveva vista scendere di corsa le scale, infilarsi nella sua auto e partire con uno stridio di pneumatici.

Curt era rimasto immobile finché non era sparita, poi si era dato da fare per seguirla, per impedirle di commettere qualche pazzia. Era in casa e, per giustificare una fuga del genere, doveva aver sentito tutto. E doveva essere furibonda e piena di dolore.

Era rimasto sorpreso quando aveva scoperto che la sua meta era proprio casa sua. L'aveva vista fronteggiare Alexa, aveva visto le sue movenze irrigidirsi e si era precipitato ad impedire la catastrofe. Alexa era stata intelligente abbastanza da ritirarsi in casa.

Generations - Vol 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora