Si rifiutò di attendere la mezzanotte. Marvin cominciò a sbadigliare ancor prima delle undici e Alexa lo mise a letto. Scendendo le scale si imbatté in Curt che saliva.
«Vai già a letto?» gli chiese sorpresa.
«Per me è una notte come un'altra. A domani.»
Entrò in camera e si stese al buio, gli occhi puntati sul soffitto. Ripensò ad Alease, così bella nel suo vestito rosso. Doveva aver speso parecchio per comprarlo, e lo aveva fatto per quel coglione di Dicker. Cenetta al "Sammio's", che banalità. Non si era neanche impegnato.
Ma probabilmente io al posto suo non mi sarei nemmeno messo elegante per portarla in qualche ristorantino romantico. Con me non le sarebbe servito quel vestito nuovo. Tutto quello che vorrei vederle addosso è un sorriso mentre accarezzo la sua pelle nuda e sento i suoi gemiti risuonarmi in testa.
Serrò i pugni, girandosi su un fianco. Non sapeva quanto a lungo avrebbe resistito così. Aveva cercato di togliersela dalla testa ma vederla quella sera, così spensierata, così allegra insieme all'uomo sbagliato, gli aveva dato il voltastomaco. Avrebbe voluto uscire dalla macchina, raggiungere la loro e piazzare un proiettile nel cranio marcio di Pete. Ma in quel modo avrebbe perso Alease per sempre. Fare a botte con lui davanti ai suoi occhi era servito allo scopo di Pete: farlo apparire come il cattivo della situazione.
Chissà cosa le ha raccontato di me...
Non aveva ancora trovato l'occasione di parlarle. Ora Alease si fidava solo di Pete. Persino Drew se ne era andato, lo aveva visto caricare un borsone in auto e sparire. L'aveva abbandonata nelle grinfie di quel bastardo, e lo stesso faceva lui solo perché era troppo codardo per sopportare i suoi occhi accesi di rabbia.
Sarebbe stato più semplice scordarla e andare avanti. Aveva altri problemi. Non stava dedicando molte attenzioni a Marvin, tra i continui lavori che gli affibbiavano Marshall e i suoi clienti e la sua opera di stalking personale. Suo figlio e Alexa erano più vicini che mai, e adesso aveva trovato anche un'amichetta che gli andava molto a genio. Tranquilla e intelligente, un po' troppo timida forse, ma gli ricordava Alease. Sapere che suo figlio non era un completo emarginato a scuola placava molte delle sue ansie. Quel primo quadrimestre era andato bene, i suoi voti erano alti e i professori contenti.
Certo, anche da bambino era bravo a scuola, ha perso le gambe, non la testa. E ce la sta facendo senza di te. Non ti senti superfluo? Inutile? Impotente?
Non pensava più a Marvin, lo aveva già scordato. Pensò ad Alease e al suo vestito rosso domandandosi se fosse ancora a cena fuori o già a letto con Pete.
Fu in quel preciso momento che sentì Alexa urlare.
BECCA HA 22 ANNI
Fece la sua mossa e osservò sogghignando il volto di Drew incupirsi mentre lei gli mangiava un altro alfiere.
«Tocca ai pantaloni» gongolò la ragazza.
Lui sbuffò e si mise in piedi. Gli aveva già tolto maglietta, canottiera e calzini. Era stata buona. Avrebbe potuto arrivare subito ai boxer e sarebbe stato terribilmente divertente immaginarlo col culetto nudo appoggiato ai cuscini delle vecchie sedie della nonna di Owen.
I pantaloni vennero via e rimase in boxer. Drew li lanciò a terra con frustrazione. «Da quando giochi a scacchi? È un hobby per pensionati!» sbottò ripiombando a sedere.
«Aiuta a capire che ogni tua azione crea conseguenze e le devi prevedere per vincere.»
«Perché non ci riesco?»
«Sei troppo prevedibile. Lo sei sempre stato.»
Drew fece un versaccio, strappandole una risata. Poi disse, deciso: «Rispiegami le regole.»
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Generations - Vol 2
أدب نسائيSecondo romanzo della serie "Generations" (INDISPENSABILE LEGGERE IL PRIMO) Sono trascorsi cinque anni dalla fine del primo libro. La terapia di Heather finalmente è conclusa ma lei non è più la stessa donna di prima: per qualche motivo rifiuta di r...
