25. JAMISON HA 20 ANNI (PT 2)

362 33 89
                                        

Non essendo mai stato a un party, Jam non sapeva giudicare se fosse ben organizzato. C'erano tavoli da buffet, ripiani pieni di alcolici, palloncini con la scritta "18" che coprivano il soffitto, ragazzi e ragazze vestiti eleganti, casual o in costume, ubriachi e sobri, che ballavano o chiacchieravano o amoreggiavano contro le pareti. Jamison vide un gruppetto intorno al tavolo da ping-pong, altri che si divertivano a sporcarsi di schiuma... da questi si tenne bene alla larga, la camicia Armani era nuova di zecca.

Roz lo trascinò da un angolo all'altro della casa, chiacchierò con tutti quelli che le capitavano a tiro e si preoccupò di avere sempre il bicchiere pieno di superalcolici. Jamison si limitava a seguirla come un cane al guinzaglio, deprecando la propria mancanza di fermezza. A quest'ora sarebbe stato già a casa, a letto, immerso in sogni profondi, se avesse saputo dire di no.

E invece era precipitato direttamente in un girone infernale.

Roz finalmente lo mollò per andare a ballare con una ragazza. Jamison si sedette con uno sospiro su un angolo di divano libero da ragazzi che pomiciavano. Non aveva bevuto nulla, suo padre detestava gli alcolici. Diceva che se avesse iniziato con uno shot sarebbe finito come sua madre a farsi una birra per colazione.

Non che Alice fosse un'alcolizzata, ma ormai durante i pasti beveva sempre vino, quando guardavano un film insieme aveva sempre una bottiglia di vodka a farle compagnia e ogni tanto la domenica mattina Jam si accorgeva che aveva gettato bottiglie che solo la sera prima erano ancora piene.

Alice non diventava odiosa come tanti altri quando beveva. Era solo un po' più molesta e chiassosa del solito, rideva per un nonnulla e non capiva bene quello che Jam le diceva.

Un po' come Roz in quel momento.

Non aveva idea di quanti bicchieri si fosse scolata ma doveva aver superato da un pezzo la soglia di tolleranza.

Ora era lì che si strusciava insieme alla sua nuova amica, una rossa che Roz non aveva mai visto prima, palesemente ubriaca anche lei. Era iniziata come una danza buffa ma poi le urla di incitamento dei ragazzi lì intorno le resero più audaci.

Iniziarono a scambiarsi sorrisi maliziosi. Roz si mise schiena contro il fianco della rossa e scese lentamente, le mani levate in alto ad accompagnare il movimento con una carezza al fisico snello dell'altra. Quella intrecciò le mani con le sue, prima di scenderle a sfiorarle i polsi, le braccia e giù fino alla scollatura orizzontale del tubino. Roz le prese le mani, se le posò sfacciatamente sui seni e si alzò in piedi, con un sorrisetto.

Il fracasso intorno a loro era aumentato. I ragazzi si erano quasi tutti immobilizzati per fissarle con gli occhi sgranati dall'eccitazione, e probabilmente da tante birre. Jam restava fermo al suo posto, guardando lo spettacolo e sentendo crescere una certa agitazione nel suo stomaco.

No, forse un po' più in basso.

Roz circondò il collo della rossa con le braccia e i loro corpi aderirono, fondendosi in uno. Le mani della rossa vagarono lungo i suoi fianchi, fino a scoprire la lampo dell'abito. Con espressione maliziosa, la tirò giù di qualche centimetro, rivelando la pelle nuda delle costole.

Jam deglutì. Roz non indossava il reggiseno. Non si sarebbe spogliata davanti a tutti, vero? Con quale coraggio l'avrebbe guardata di nuovo negli occhi?

La rossa lasciò perdere la zip quando Roz le afferrò i lembi della canottiera di seta e iniziò a tirarli verso l'alto. L'altra si dimenò ridendo e fingendo di non volere ma poi la lasciò fare e Roz roteò la canottiera sopra la testa come un lazo, tra gli applausi fragorosi del pubblico. La rossa mostrò il seno nudo e prosperoso senza timore, girando persino su sé stessa.

Generations - Vol 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora