Stavano ancora ridendo....

Quei due ragazzi, che avevano passato la vita cercando quasi di diventare più piccoli possibile, in modo da non disturbare, sembravano riempire completamente il piccolo parco che per troppo tempo non aveva accolto nemmeno una risata...

Izuku si era rannicchiato sulla panchina portando anche i piedi sopra e con le ginocchia abbracciate al petto, e la felpa che lo copriva ormai interamente, stava raccontando al maggiore di quando sua madre si era dimenticata di aver già comprato il salmone....facendo diventare, quel pesce, il piatto principale di quasi tutta la settimana....

Ed Izuku sorrideva sempre, agitando le mani e tirandosi su le maniche continuamente , sembrando una macchina a molla che dopo anni di disuso veniva caricata...

E Natsuo si era perso....

Natsuo osservava quel ragazzino non sentendosi più né fuori posto né invisibile...

Izuku si rivolgeva a lui continuamente....

Gli aveva offerto metà dello snack che aveva nello zaino...

Lo guardava con quegli occhioni, che sembravano brillare di luce propria, e sorrideva....

Sorrideva di continuo guardandolo appena...

Con le guanciotte rosse...

Con le mani agitate...

Con quella parlantina implacabile che lo aveva intontito ma che, dopo tantissimi anni, lo fece sentire accettato....

Ed ancora adesso, con un'espressione buffa che voleva essere una pallida imitazione della faccia dell'insegnante di storia, gli stava raccontando di quando aveva scambiato Dante con Achille....e delle risate che erano susseguite nella classe....

I:" e poi il prof ha detto che se fosse andato Achille all'inferno...avrebbe addomesticato Cerbero in due secondi... Ed allora ho risposto che non era vero..c-che...che anche se qualcuno è forte non vuol dire che sia invincibile no? Cioè...stiamo parlando di un cane a tre teste giusto? Non è che vai lì con un osso gigante e lo addomestichi! Cerbero è enorme no? ...Ed allora il prof mi ha detto che la forza è importante e che non avevo colto il significato delle sue parole... "

Natsuo annuì, guardando il cielo che si caricava di nuvole, per poi tornare a guardare il verdino

N:" io la penso come te...il penso che l'intelligenza batta la forza...e che Achille, nella Divina commedia, avrebbe finito per fare da controfigura alla barchetta di Caronte...prima ancora di muovere un passo..."

Izuku annuì e sorrise, mettendo le guance sulle ginocchia, per poi guardare il cellulare e scoprire che erano le 17,50....

Il cielo si caricava sempre più di pioggia ed ormai mancavano meno di 20 minuti all'arrivo dell'autobus...

Il verdino si alzò, districandosi da quella posizione stranamente comoda, ed afferrò i bordi della felpa con entrambe le mani

N:" ...tienila..."

Izuku si fermò destabilizzato....

I:" i-io...io non posso tenerla...cioè...sei stato davvero gentile a prestarmela ma..."

Natsuo scosse la testa, sorridendo appena, ed alzò le mani con i palmi rivolti verso di lui

N:" davvero...non è un problema per me ed abito a pochi metri da qui... In più... è solo un'altra scusa p-per...per farti tornare no?"

Le guance del minore si colorarono di rosa, mentre le prime gocce colpivano il suo viso, e lasciò le mani ricadere lungo i fianchi

I:" ...sarei tornato comunque...."

Natsuo fece per aprire bocca, non sapendo nemmeno lui cosa voleva dire, ma la sagoma dell'autobus appari in lontananza...

Ed il maggiore, per la prima volta nella vita, prese una decisione dettata puramente dall'istinto...

Si alzò in piedi, ignorando allegramente la faccia sbalordita del verdino, e gli fregò il cellulare dalle mani per poi digitare velocemente i tasti

N:" ... s-se...se ti va...ti ho scritto il mio numero..."

Ancora più calore sembrò avvolgere le guance di Izuku, mettendo in risalto le lentiggini, e Natsuo gli ripassò l'apparecchio

N:" non sei costretto ad usarlo...si..insomma.... non sei obbligato a...."

Ma i capelli del verdino si mossero, nascondendogli il viso quando chinò la testa verso il suolo, per poi stringersi il cellulare al petto e, non visto, sorridere calorosamente

I:" i-io...ti...ti riporterò la felpa lu-lunedì ok?... T-ti.. t-ti va?"

Natsuo annuì, costringendo il minore ad alzare la testa per vedere la risposta, ed i loro occhi si incatenarono mentre l'autobus frenava....

Cinque minuti....

Cinque minuti di sosta, per il cambio dell'autista, li dividevano dal far scoppiare la bolla in cui si erano rifugiati....

In cinque minuti tutto sarebbe cambiato trasportandoli, nuovamente, nelle loro vite di tutti i giorni...

E quei cinque minuti sembravano ,davvero, troppo poco....dato che era venerdì...e che , per due giorni, non si sarebbero visti....

Natsuo fece un passo avanti, alzando appena una mano , mentre sentiva il desiderio di toccarlo almeno una volta....

Voleva rendersi conto che fosse reale...

Che quel ragazzino che aveva parlato, per circa due ore ininterrottamente, fosse sul serio lì....

Ma non voleva spaventarlo....

E la mano si abbassò....

Izuku si morsicò il labbro, sbirciandolo da sotto le ciglia scure, e strinse il tessuto della felpa tra le mani

I:" i-io...i-io vado...ok?"

Mise il cellulare nella tascona principale della felpa e, sempre più rosso, fece un passo indietro...

Gli occhi verdi si sollevarono un'ultima volta, incatenandosi a quelli del maggiore, mentre il nuovo autista si sbracciava per attirare la sua attenzione e metteva in moto il mezzo...

E rimase impietrito, sentendo la faccia andare a fuoco, quando la mano fresca di Natsuo si posò sulla sua guancia

N:"...si... lunedì...."

Il motore dell'autobus rombò per un secondo....

La pioggia cominciava a cadere più velocemente....

E la mano di Natsuo, che aveva seguito lo zigomo del minore con le nocche, si separò da quel viso

N:"... lunedì..."

Izuku annuì, facendo un'altro passo indietro, ed alzò timidamente una mano

I:" s-si... lu-lunedì..."

Per poi girarsi e salire sull'autobus....

E gli occhi grigi di Natsuo seguirono ogni suo movimento restando fermo, sotto quella pioggerellina, con una maglia bianca a mezze maniche ed il sorriso sul volto....

Fino a vederlo sedersi ....

Fino a rivedere i suoi occhi girarsi...

Fino a vedere che , chinando la testa, sembrava ravanare nello zaino...

Ed un bip risuonò, nella tasca posteriore del maggiore, proprio quando l'autobus partì......

Accompagnando il rumore del motore, ed il sorriso dell'albino, con la notifica di un nuovo messaggio

"A lunedì... Natsuo"


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