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<<"Non ti muovere da casa

Non affacciarti alla finestra

Non dargli nessuna

possibilità di

prenderti...

Non possiamo rischiare tanto>>

Katsuki sorrise, nel leggere il messaggio del bicolore, e lasciò scivolare gli occhi su quel mazzo di fiori posato sulla scrivania....

Esattamente gli stessi fiori...

Esattamente nello stesso punto in cui zia Inko gli aveva detto di aver trovato quelli, ormai marci , di Izuku....

Quindi non si erano sbagliati e, per quanto assurdo, era stato proprio il redivivo Touya Todoroki ad attaccare Izuku...

Ma perché?

Questo si chiese Katsuki mentre sentiva le chiavi girare nella toppa, del portone di casa, e la voce di sua madre e della verdina parlare con qualcuno che, come sempre, non avrebbe risposto...

Il biondo si limitò a rimanere sdraiato al suo posto, sentendo i passi di Izuku su per le scale, e ritrovò a rimpiangere quel chiacchiericcio infernale di cui lo accusava sempre...per cui, più volte, aveva perso decisamente la pazienza...

Katsuki pensò a quando erano più piccoli...

A quando per capire che il verdino stava arrivando , e non avere il minimo dubbio su questo, gli bastava semplicemente sfilare le cuffiette dalle orecchie...

Ed era tutto risate...

Era tutto tonfi secchi dati dal suo essere maldestro...

Erano tutte urla, di cui il nome Kacchan era il perno, prima di vederselo arrivare di fronte alla porta con un'enorme sorriso sulla faccia...

Già...

Gli mancava quel vecchio nerd....gli mancava ogni cosa di lui...

E passandosi una mano sugli occhi, distogliendo finalmente lo sguardo da quei maledetti fiori, ripensò a quanto fosse stato stupido a trattarlo in quel modo...a fargli così male....

Magari se fosse rimasto suo amico gli avrebbe evitato una situazione del genere...

Magari, persino al primo dubbio o minaccia, si sarebbe rivolto a lui e ne sarebbero usciti insieme...come quando da bambini risolvevano, in poco tempo, tutti gli enigmi e caccia al tesoro organizzati da Masaru...

O magari, pensò sospirando, non si sarebbe mai minimamente nemmeno avvicinato alla montagna umana....e nessuno se la sarebbe presa con lui per colpire Natsuo...

I passi del verdino si fermarono in cima alle scale e Katsuki si tirò a sedere sul letto guardando di nuovo verso la scrivania...

Perché era andato con lui?

Perché non aveva chiesto aiuto?

Perché non gli aveva parlato chiaramente, invece di usare enigmi, per dirgli cosa stava succedendo?

Erano in tre oltre ad Izuku in quella casa...

Il suo Quirk lo avrebbe difeso no?

E c'era anche la potenza assurda di quello di Shouto su cui fare affidamento...

Per non parlare del K2 che, quando Izuku era stato catturato, aveva ghiacciato mezza montagna senza sollevare nemmeno un dito...

Perché non si era fidato di loro?

Poteva capire che non si fidasse di lui...che non volesse chiedere aiuto a chi, più di tutti, gli aveva fatto del male...

Ma perché non dirlo alla persona che, a quanto pareva, amava?

Katsuki si passò una mano tra i capelli, alzandosi dal letto per buttare i fiori, e ripensando a quel giorno...

Quale arma aveva utilizzato per convincerlo ad uscire in quel modo?

Per terrorizzarlo, a tal punto, da non avere altra scelta..

I piccoli non ti scordar di me, di una delicata gradazione di azzurro, si rigirarono tra le sue dita mentre un sospiro lasciava le sue labbra...

Aveva sbagliato tutto, questo era vero, ma ora aveva la possibilità di rimediare e fargli capire, uccidendo quel mostro, che potevano ancora essere amici e che il suo Kacchan sarebbe sempre rimasto al suo fianco....

In qualsiasi ruolo avrebbe voluto...

Ma ciò che non aveva calcolato il biondo, troppo assorto nei suoi calcoli e nei suoi pensieri di vendetta, era che lo psicoterapeuta aveva imposto ad Izuku di ricominciare a parlare con qualcuno...

Erano ormai passati tre mesi dalla violenza, tre mesi in cui la sua bocca era rimasta cucita, ed era di vitale importanza che lui ricominciasse ad esprimersi in qualche modo.....

Ed avevano concordato, Inko, Mitsuki ed il dottore stesso, che qualcuno della sua stessa età era la scelta ideale per farlo sbloccare in qualche modo...

Nulla di troppo complicato...

Izuku doveva solo andare da lui e dirgli che la cena era pronta...e poi avrebbe potuto tornare in camera e , cuffiette alla mano, sprofondare di nuovo nei ricordi che quella musica speciale gli mandava in testa....

Già....

Doveva solo dirgli che la cena era pronta....

E per quanto le sue mani tremassero, ed avesse seriamente paura che la sua voce non sarebbe uscita, Izuku aveva aperto la porta di Katsuki con tutte le più buone intenzioni....

Ma non si aspettava di certo questo...

La mano con cui aveva aperto la porta ricadde mollemente al suo fianco...

Gli occhi si sgranarono...

Un raschio sfuggì dalla sua gola, simile ad un guaito di un cane, ed Izuku fece due passi avanti mentre Katsuki rimase immobile e destabilizzato dal suo ingresso in camera...

E la sberla che colpì il suo viso, facendolo girare velocemente verso destra e spaccandogli il labbro in un secondo, lo destabilizzò ancora di più...

Perché Izuku era di fronte a lui infuriato e con gli occhi talmente spalancati, dalla paura, da far indietreggiare istintivamente anche Katsuki...

E gli occhi verdi erano posati solo su una parte mentre, senza concedergli nemmeno una parola, caricava un'altro pugno colpendolo di nuovo con ferocia...

Mentre dalla sua bocca uscivano le prime parole dopo mesi e mesi di silenzio...

Parole capaci di far tacere il biondo e non farlo reagire...nemmeno quando, dopo essersi rialzato, il terzo pugni gli arrivò in viso...

Perché faceva troppo male...

Questo pensò Katsuki, con le braccia abbassate per farlo sfogare, mentre Izuku ripeteva una sola cosa...

Si ...faceva troppo male sentirsi dire ciò che da mesi non riuscivano a capire ...

Il motivo stesso per cui, volontariamente, si era buttato tra le braccia del mostro....

"Io l'ho fatto...per salvare te..."


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