Il mattino seguente fu molto più difficile svegliarmi, mi sentivo ancora più stanca di quando mi ero addormentata. Il sole sembrava sorto già da un po', voleva dire che non era un'ora troppo inaccessibile per qualsiasi essere vivente, così alla fine mi obbligai a mettere piede fuori da quelle morbude coperte e assumere un aspetto decente, prima di scendere in sala da pranzo a mettere qualcosa nello stomaco. Avevo ripensato alle parole di Galvorn quella notte, sul fatto che, se non fossi rimasta, sarei dovuta morire. Era troppo inverosimile come cosa, a parer mio. I Sovrani mi avevano fatto capire quanto la mia presenza fosse importante in quel villaggio, quindi perché mai avrei dovuto essere condannata a morte? Solo per la mia natura umana? Sarebbe stata una mossa stupida. In definitiva, il moro doveva averlo detto per spaventarmi e smettere di fare domande. Era quel che continuavo a ripetermi, mentre prendevo le scale per arrivare ai piani inferiori. Era solo il mio terzo giorno lì, ma mi stavo rapidamente abituando a quella nuova sistemazione. Riuscii a non perdermi mentre vagavo per i corrodo, e quando entrai nella stanza trovai Calime già al suo posto a mangiare con i modi impeccabili di una Regina. Chissà se era qualcosa che s'insegnava come il nostro Bon Ton o a lei veniva naturale. Io se non mi applicavo a mantenere una certa integrità mentre mangiavo avrei molto probabilmente combinato un macello. Mi sedetti di fronte a lei dopo averla salutata con un sorriso e iniziai a far colazione con un po' meno ansia rispetto al giorno prima. Ora almeno sapevo cos'era ciò che scendeva nel mio stomaco, e non dovevo preoccuparmi di rischiare un'intossicazione.
<<Com'è andata la visita al villaggio ieri?>> chiese ad un tratto la donna con leggerezza.
<<Bene direi, anche se non siamo saliti sui rami. Sinceramente dubito di potercela fare così facilmente come voi.>> Calime rise, una risata cristallina e coinvolgente, e spostò lo sguardo su di me.
<<Sta tranquilla cara, penso che Taras e Galvorn sarebbero lieti di aiutarti se glielo chiedessi.>> 'Certo, come no.' pensai riferendomi a quest'ultimo. Lui di sicuro sarebbe rimasto in cima a sogghignare per la mia incapacità ad arrampicarmi. Non ero mai stata brava in quel tipo di cose, serviva una forza nelle braccia che non possedevo. Forse Taras mi avrebbe aiutato, ma quanto a muscoli era messo poco meglio di me. Invece quelli di Galvorn erano molto più sviluppati e risaltavano sotto la sua pelle abbronzata. Ok, perché ora stavo pensando ai loro muscoli?! Scossi la testa e riportai la mia attenzione sulla Regina.
<<Si sono comportati bene con te? Hai visto qualcosa d'interessante?>> continuò lei guardandomi con curiosità. Pensai un attimo a come rispondere: Taras si era comportato come sempre, scherzoso ma gentile, mentre Galvorn mi aveva trattata male, anche se poi era venuto a chiedere scusa. In realtà alla fine non l'aveva fatto, ma almeno mi aveva detto di non odiarmi. Troppo complicato da spiegare.
<<Ho visto il campo d'allenamento.>> risposi dopo un minuto <<E' davvero grande e spazioso, e gli attrezzi sembrano resistenti. Mi piace.>> La Regina mi guardo con una scintilla d'apprensione e fece un mezzo sorriso.
<<A proposito di quello... ne ho parlato col Re, come hai già notato,>> sentii il mio entusiasmo dimezzarsi mentre ascoltavo con attenzione le sue parole <<e credo voglia pensarci ancora un po'. Servirà poco, una settimana al massimo.>> Spalancai la bocca. Una settimana?? E la definiva poco?? Certo, per loro che erano esseri immortali sette giorni non erano niente, ma per noi mortali, il cui limite di tempo è scandito dalle lancette dell'orologio vitale, era molto.
<<Perché così tanto tempo?>> chiesi senza riuscire a trattenere una nota di impazienza.
<<Devi capire che essere Sovrani è un impegno a tempo pieno. Il popolo vede e giudica le decisioni che prendi, sa distinguere le scelte giuste per tutti da quelle fatte esclusivamente per migliorare la vita di pochi. Allenare un umana nel nostro territorio, senza sapere cosa sia o voglia fare davvero delle armi che riceverà, è una decisione azzardata e complicata da prendere. Devi avere pazienza.>> Inspirai profondamente, sapevo che avesse ragione. Il suo ragionamento non faceva una piega, e sapevo anche di essere troppo drammatica a volte. Se fossi stata nei loro panni avrei certamente preso più tempo possibile per valutare attentamente i pro e contro di quella scelta. Così annuii e mi scusai per la mia insistenza. Dovevo aspettare, essere paziente e basta. Per fortuna era una delle cose che mi riusciva abbastanza bene, almeno fino ad un certo punto. Dopo colazione la ringraziai per gli abiti che avevo trovato nella mia stanza, e anzi vi tornai subito per metterne uno. Scelsi lo stesso che avevo già provato, troppo bello per non diventare il mio preferito, sentendolo comodo e leggero quasi più del giorno precedente, e quando riaprii la porta per uscire mi venne quasi un infarto trovando Galvorn poggiato tranquillamente alla parete, di fronte la mia stanza. Portai una mano al cuore per farlo smettere di battere e gli rivolsi un'occhiataccia, ricevendo un cambio un'espressione interrogativa.
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My Life Now
AdventureEsistono creature fantastiche? Certo, sono dappertutto anche se non riusciamo a vederle. Forse perché non vi crediamo abbastanza. Per Lexy invece è facile come respirare, ma non si aspetterebbe mai di trovarsene uno davanti nel bel mezzo di una fore...
