Una mano sulla spalla mi fece girare di scatto, ero così sovrappensiero che non mi ero accorta di essere passata praticamente davanti al biondo senza degnarlo di uno sguardo. Il suo sorriso era divertito mentre spalancavo gli occhi, non sapendo cosa fare.
<<Hai intenzione di ignorarmi anche durante le lezioni? Perché sennò non credo faremo progressi.>> disse con tono fintamente offeso. Mossi le mani davanti al viso per negare quell'affermazione, e sentii le guance riscaldarsi.
<<S-scusa, non ti avevo visto.>> mormorai imbarazzata. La sua mano si spostò sulla mia testa per scompigliarmi i capelli, facendomi uscire un lamento scocciato che lo fece ridere.
<<Sai, pensavo non saresti più venuta.>> aggiunse poi, scostandosi per prendere una stradina tra gli alberi. Lo seguii cercando di memorizzare il percorso mentre rispondevo.
<<Ho dormito fino a tardi, ieri sera Galvorn è passato da me e->> mi bloccai dall'aggiungere altro, ricordandomi improvvisamente che anche lui provava qualcosa per me, e dirgli del moro non era il massimo della genialità. Si fermò rischiando di farmi andare a sbattere contro la sua schiena, voltandosi con un'espressione indecifrabile, un misto tra dispiacere e malizia che non capii.
<<Ooh, capisco. Quindi l'avete già fatto.>> Spalancai gli occhi e trattenni il fiato a quelle parole.
<<F-fatto cosa?>>
<<Lo sai di cosa parlo.>> Nella sua voce c'erano una nota di accusa che mi lasciò ancora più sorpresa. Capii finalmente a cosa si riferiva e divenni completamente rossa, peggio di un semaforo.
<<No! Certo che no Taras, Dio... Non l'abbiamo f-fatto!>> esclamai portandomi le mani al viso per nasconderlo. Dio che vergogna, arrossire così come una quattordicenne. Un paio di mani poco più grandi si posarono sulle mie, facendomele scostare per incontrare gli occhi azzurri del biondo, che adesso aveva un'aria sollevata, quasi felice.
<<Lo so, lo vedo da come t'imbarazza parlarne.>> Restai shoccata a quella frase e scacciai la sua presa, sorpassandolo e allontanandomi di qualche passo.
<<Non è per niente divertente Taras.>> esclamai, trattenendomi dal prenderlo a schiaffi per quello scherzo di pessimo gusto. Era forse la prima volta che non lo trovavo per niente simpatico. Lui mi raggiunse velocemente, mettendosi al mio fianco e prendendomi dal braccio per fermare la corsetta che avevo iniziato senza accorgermene.
<<Hai ragione, scusa, ma volevo esserne certo.>> si giustificò con un sorriso dispiaciuto. Incrociai le braccia e aspettai che andasse avanti, ma dato che non sembrava intenzionato a farlo parlai io.
<<Essere certo di cosa? Di vedere se mi sarei messa a ridere o no?>> Di nuovo sul suo viso comparve quell'espressione maliziosa di poco prima. Accorciò un altro poco la distanza tra noi, restando questa volta a pochi centimetri dal mio corpo. Mi sentivo improvvisamente più tesa, e avrei voluto allontanarmi ma la dolcezza dei suoi occhi mi lasciava immobilizzata lì. Un'altra differenza con il moro, il suo sguardo: Galvorn quando mi guardava in quel modo, coi suoi occhi neri come la pece, mi metteva soggezione, ed istintivamente mi ritrovavo a indietreggiare nonostante sapessi che non mi avrebbe fatto niente di male, Taras invece mi trafiggeva con la sincerità del suo azzurro cielo, mi faceva sentire rilassata e senza preoccupazioni. Galvorn era l'uomo eccitante e misterioso, ma con un lato dolce, Taras era il suo opposto, gentile e spensierato ma con un lato misterioso, così tanto che solo ora riuscivo a scorgerne una traccia dietro quelle iridi chiare. Avvertii in un secondo momento la sua mano sinistra accarezzarmi la guancia, mentre si piegava in avanti e raggiungeva il mio orecchio scoperto.
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My Life Now
AventuraEsistono creature fantastiche? Certo, sono dappertutto anche se non riusciamo a vederle. Forse perché non vi crediamo abbastanza. Per Lexy invece è facile come respirare, ma non si aspetterebbe mai di trovarsene uno davanti nel bel mezzo di una fore...
