Una volta in ascensore notai, per caso, un piccolo pulsante accanto alla leva laterale, che solitamente mi portata al piano di sotto. Strano che non l'avessi mai visto, con tutte le volte che lo usavo. D'altro canto era ben nascosto in un angolo, e grande più o meno quanto il mio pollice. Incuriosita non esitai a premerlo, come invece avrebbe evitato chiunque, ma non accadde nulla. Lo premetti ancora, ma niente. Forse era guasto dopotutto. Così sollevai semplicemente la leva e aspettai pazientemente di raggiungere quel piano ancora sconosciuto. Non sapevo cosa aspettarmi una volta aperte le porte automatiche, ma di certo non un unico e largo corridoio, dalle pareti ricoperte di quadri. Aprii la bocca esterrefatta, era la prima volta che vedevo così tante opere appese in quel posto. Feci qualche passo avanti, soffermandomi sulla prima tela a destra dell'ascensore, che mostrava una ragazza non più grande di me dai capelli lunghi e neri come il carbone e due grandi occhi viola, le orecchie da Elfo e un abbigliamento simile a quello degli elfi combattenti. Mi avvicinai per osservare meglio il ritratto, perdendomi quasi in quelle iridi dal colore inusuale. I suoi lineamenti... avevano qualcosa di familiare. Non so perché, ma mi sembrava di averla già vista da qualche altra parte. Un dettaglio attirò però la mia attenzione, facendomi spostare gli occhi dal suo viso alla schiena. Il mio arco! Cioè, l'arco che avevo trovato nella mia camera! Era lui, ne ero certa. Quegli intagli sull'impugnatura, e le piume viola e seghettate delle frecce, che facevano capolino tra alcune ciocche di capelli... era impossibile sbagliarsi. Allungai una mano, sfiorando con i polpastrelli quella donna sconosciuta. Non potevo crederci, era lei allora la proprietaria di quella meraviglia! Ma allora perché l'aveva lasciato dentro l'armadio, come qualcosa di inutile? Mille domande mi attraversavano la mente, mentre mi allontanavo per spostare lo sguardo sulla tela di fronte, e poi su quella vicina, e così via finché non raggiunsi un grande ma semplice portone in fondo al corridoio. Ogni ritratto raffigurava Elfi, maschi o femmine più grandi di me, e ognuno aveva un'espressione diversa sul volto. C'era chi era felice, chi arrabbiato o infastidito, chi timido e con le guance rosse. Tutti volti giovanissimi, ovviamente, ma nessuno familiare come il primo che avevo visto. Perché stavano appesi lì, lontano da chi avrebbe potuto invece ammirarli? Scossi la testa e mi concentrai sulla porta dall'aria pesante di fronte a me. Lasciai andare un sospiro e cercai di aprirla, spingendo il grande battente che fungeva da maniglia. Questa si aprì così facilmente che pensai ci fosse qualcuno all'interno a tirarla. Quasi inciampai nei miei piedi quando, oltrepassato l'ingresso, mi ritrovai di fronte ciò che avevo così ardentemente desiderato fino a quel momento.
<<LIBRI!!>> esclamai felice, mentre un sorriso mi stirava le labbra. Scaffali e scaffali ricolmi di libri, grandi e piccoli, che mi davano il benvenuto con il loro odore di pagine e inchiostro. Entrai e mi richiusi dolcemente la porta alle spalle, facendo alzare una nuvola di polvere quando questa toccò lo stipite, facendomi starnutire. Senza aspettare oltre arrivai al centro della stanza, per poi iniziare a camminare impaziente tra i vari altissimi scaffali. Mi ricordava tantissimo la biblioteca di Belle nel castello incantato della Bestia. Anzi, forse era proprio quello! Le finestre erano grandi il triplo della mia, e chiuse da pannelli di vetro saldamente incastrati, con solo qualche apertura più in alto per lasciar entrare un spiraglio d'aria. In compenso l'illuminazione era la migliore vista finora. Si alternavano ad ogni scaffale, e percorrevano entrambi i lati della stanza. Saltellai allegra per un altro po' fin quando arrivai alla fine del corridoio principale, che separava tutti quei libri in due grosse file verticali. Mi ritrovai davanti un'altra porta, molto più piccola, che in un primo momento pensai fosse lo sgabuzzino delle scope. Poi però una scritta in cima alla porta, con caratteri elfici, mi fece capire che doveva essere qualcosa di più. Posai la mano intorno al pomello, ma appena lo strinsi una brutta sensazione mi pervase completamente, insieme ad un brivido spiacevole. Staccai di scatto la mano e me la portai agli occhi, analizzandola. Nulla. Eppure avevo sentito qualcosa, ne ero certa. O forse me l'ero solo immaginato, però il mio sesto senso mi diceva che quella stanza non era per niente come le altre. Velocemente ritornai verso il centro della stanza, e cercando di dimenticare ciò che avevo appena provato feci vagare gli occhi su ogni libro. Ce n'erano di nuovi, sgualciti, vecchi e poco usati. Le mani mi prudevano dalla voglia di prenderne uno, buttarmi su una delle poltroncine rosse che avevo adocchiato sul lato destro della stanza e perdermi tra quella miriade di parole. Anche i piccoli pouf, situati a sinistra di essa, avevano un'aria abbastanza impolverata ma comoda. Un libro dal dorso particolarmente rovinato attirò la mia attenzione. Lo presi e lo aprii su una pagina a caso, ma ci rimasi malissimo quando la trovai piena di parole elfiche per me praticamente incomprensibili. Lo rimisi a posto sbuffando, e cercando più attentamente trovai un libro con il titolo in inglese. Lo presi, era più piccolo e stretto rispetto al primo. Alzai la copertina ed un sorriso mi nacque sulle labbra. 'Come capire e imparare la lingua del popolo. Vol.1' Lessi mentalmente. Che fortuna, proprio quello che cercavo! O meglio, quello che mi serviva al momento. Mi andai a sedere sulla poltroncina con la mente già immersa nella lettura, tanto che rischiai di scivolare per terra.
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My Life Now
AdventureEsistono creature fantastiche? Certo, sono dappertutto anche se non riusciamo a vederle. Forse perché non vi crediamo abbastanza. Per Lexy invece è facile come respirare, ma non si aspetterebbe mai di trovarsene uno davanti nel bel mezzo di una fore...
