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Più in alto salivamo, più mi sentivo sicura di ciò che facevo. Certo, la vocina di panico nella mia testa continuava ad urlare ogni volta che mettevo un piede in fallo e rischiavo di scivolare giù, ma dietro di me c'era Taras, pronto a mettermi una mano sulla schiena per sostenermi, ed incoraggiarmi silenziosamente a continuare la scalata. Non so quanto tempo trascorse, ma quando raggiungemmo una discreta altezza riuscii a vedere l'alba illuminare l'orizzonte di fronte a noi, sentendo i tiepidi raggi del sole sulla pelle e la corteccia intorno. Mi fermai e piazzai all'inizio di un ramo biforcuto da cui ero certa non sarei caduta, sedendomi con i piedi a penzoloni nel vuoto, per poter ammirare meglio lo splendido spettacolo di Madre Natura. Quello era il momento che più mi piaceva della giornata, mi infondeva tranquillità e faceva sentire in pace con tutto e tutti, anche se erano rare le volte in cui mi era capitato di poterlo vedere dal vivo. Presi un profondo respiro e chiusi gli occhi, completamente immersa nell'aria estiva che ci circondava. Solo un attimo dopo mi accorsi di qualcuno seduto al mio fianco, e che intuii fosse l'elfo biondo quando posò la mano sulla mia, aperta sul tronco.

<<Come ti senti?>> mi chiese con la solita serenità che lo contraddistingueva.

<<Come se la pace regnasse sull'intera foresta.>> risposi dopo qualche minuto di silenzio. Era vero, mi sembrava di riuscire a sentire ogni albero, compreso quello sotto le mie gambe, pieno di pace ed in sintonia col resto dei suoi simili. Come se fossero tutti collegati da una rete di radici sotterranee, e potessero provare ciò che provavo io semplicemente perché ero in contatto con uno di loro. Riaprii gli occhi, trovando i miei insegnanti uno da una parte e uno dall'altra, sui due rami di fianco a me, entrambi girati verso il sole nascente. I capelli chiari di Taras, illuminati dalla luce mattutina, sembravano splendere come un'aureola intorno a lui, dandogli un'aria angelica e dolce, col sorriso costantemente sulle labbra e gli occhi azzurro cielo limpidi come due pozze d'acqua cristallina. Galvorn, al contrario, era come un demone dal volto bellissimo e misterioso, con i capelli scuri striati di arancio e giallo e la pelle abbronzata che risaltava ancora di più, così come gli occhi neri e profondi che assorbivano ogni scintilla di luce ed al tempo stesso rilucevano in modo misterioso. Riportai la mia attenzione sul panorama di fronte a me e sospirai, felice.

<<E' bellissima.>>

<<Già.>> sentii mormorare da una voce bassa e stranamente malinconica. Mi voltai, trovando il moro intento a guardarmi, ma appena i nostri occhi s'incrociarono si voltò rapidamente dall'altra parte. Mi chiesi per un attimo a cosa fosse dovuto quello stato d'animo e quell'occhiata sfuggente che avevo ricevuto. Non ci badai per il momento, e tornai a guardare quel cerchio di fuoco che, da sopra gli alberi più bassi e lontani, ci salutava splendente. Chiusi nuovamente gli occhi per inspirare l'aria circostante, ma quando mossi una mano sul ramo avvertii qualcosa d'insolito: non era più rugoso come quando mi ci ero seduta, ma morbido e umido. Aprii gli occhi di scatto e notai uno strato di muschio che circondava la corteccia tutt'intorno a me, compresa la parte dove stavo appoggiata con la schiena. Sembrava di essere seduti su un morbido cuscino verde scuro.

<<Incredibile.>> Un sussurro mi distrasse dai miei pensieri e riportai l'attenzione sui due Elfi al mio fianco, entrambi intenti a guardarmi con espressione stupita. Sentii le guance farmi più calde e imbarazzata passai una mano sul manto verde al mio fianco, facendo inavvertitamente spuntare piccoli fiorellini bianchi al suo passaggio. Le loro facce si fecero, se possibili, ancora più sorprese, spostandosi da me al manto fiorito e viceversa. Forse avevo esagerato, ma di certo non l'avevo fatto apposta! Avevo semplicemente liberato la mente e pensato a quanto fosse bella la natura e, be', era successo.

<<Non ti avevo mai vista all'opera.>> Questa volta fu Galvorn a parlare, incontrando i miei occhi ancora un po' spalancati per quanto appena fatto.

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