<<No.>>
<<Chiamerò le guardie se non te ne vai subito.>> Lo sentii ridere sarcasticamente dall'altra parte.
<<Non verranno ad aiutarti, non sono tipi che si scomodano per cose del genere.>>
<<Allora resterò chiusa qui dentro finché non te ne andrai.>> Non finii di parlare che il mio stomaco brontolò sommessamente. Portai le mani su di esso nell'inutile tentativo di farlo smettere, dopotutto non mangiavo qualcosa dalla sera prima.
<<Credo non riuscirai a resistere tanto.>> disse lui, ed ero quasi sicura che stesse sorridendo trionfante. Strinsi i denti e le mani così tanto da ficcarmi le unghie nei palmi. Col cavolo che mi sarei arresa.
<<Mi lascerò morire di fame. E sai che sono abbastanza testarda da farlo.>> Dall'altra parte non sentii più nulla, e dopo vari secondi fui quasi tentata di aprire uno spiraglio per controllare che se ne fosse andato. Poi però un colpo più forte, questa volta per terra, mi rimise in guardia.
<<Non puoi farlo.>> mormorò lui così sommessamente che faticai a sentirlo.
<<Sì invece.>> Di nuovo silenzio.
<<Per favore Lexy.>> Qualcosa all'altezza del petto si sciolse sentendo quella frase supplicata, e dopo un minuto abbondante passato a combattere con me stessa e ciò che sarebbe stato giusto fare, tolsi la chiusura e riaprii la porta, giusto quel tanto che bastava per mettere fuori la testa. Trovai Galvorn seduto sul pavimento con il viso alzato verso di me. Aprii ancora un po' e titubante uscii dal bagno e mi poggiai con la schiena alla porta chiusa. Il mal di testa dovuto al pianto iniziava a farsi sentire, e mi passai le mani sul viso. Nonostante avessi dormito mi sentivo più stanca che mai.
<<Cosa vuoi?>> mormorai riaprendo gli occhi per puntarli verso di lui, quasi a trafiggerlo. Anche se inaspettate, le sue parole non avevano certo estinto il fuoco che sentivo dentro. L'avevano solo attenuato.
<<Parlare con te.>>
<<Di cosa?>>
<<Di quello che è successo oggi.>> Arcuai un sopracciglio, in attesa che continuasse.
<<Quando eravamo sull'albero e mi hai preso prima che cadessi->>
<<Sul serio??>> lo interruppi di nuovo arrabbiata <<Proprio di questo vuoi parlare?? Non di quel che mi hai detto prima di andartene? Sei davvero incredibile!!>> sbottai di nuovo, buttando all'aria la speranza di conversare con calma e oltrepassandolo, per raggiungere la porta e sbatterlo fuori a calci. Mi aveva proprio stancata. Non feci in tempo a raggiungerla che mi catturò dal polso e tirò verso di sé, afferrando poi anche l'altra mano.
<<Lasciami idiota!>> gli urlai contro dimenandomi come una pazza. Lui non mi ascoltò e strinse di più la presa sui miei polsi.
<<Ascoltami prima.>> ribatté con tono calmo, cercando di farmi ragionare, inutilmente dato che il fuoco dentro di me avrebbe potuto bruciarlo vivo.
<<Per sentirti dire che non dovevo toccarti senza il tuo permesso?? Gran bel discorso, davvero! La prossima volta->> Non potei finire la frase che mi ritrovai stretta tra le sue braccia forti. Smisi di dimenarmi, immobilizzata da quel gesto. Mi stava davvero abbracciando o era una mia illusione? Però il calore proveniente dal suo corpo a contatto col mio non lasciava alcun dubbio. Sentii i muscoli di braccia e gambe rilassarsi un po' sotto il suo tocco, e restai in attesa che si staccasse da un momento all'altro, con le mani lungo i fianchi.
<<Mi dispiace.>> mormorò contro il mio orecchio, sorprendendomi per la seconda volta nel giro di cinque secondi <<Non volevo dire quel che ho detto, solo che ero arrabbiato. Stamattina non facevi altro che chiedere di Taras, e dopo l'allenamento volevi andare per forza da lui...>> 'Aspetta un secondo. Sta per caso dicendo che è geloso?' La mia mente non riusciva a credere a quella cosa. Galvorn geloso di Taras. Del mio amico. Wow. Tornai ad ascoltare le sue parole giusto in tempo per sentirlo dire <<... e sopra l'albero ha detto che quel bacio doveva restare una cosa tra voi e->> Lo spinsi lontano da me giusto quel tanto che bastava per guardarlo in viso con gli occhi completamente spalancati dallo shock.
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My Life Now
AdventureEsistono creature fantastiche? Certo, sono dappertutto anche se non riusciamo a vederle. Forse perché non vi crediamo abbastanza. Per Lexy invece è facile come respirare, ma non si aspetterebbe mai di trovarsene uno davanti nel bel mezzo di una fore...
