Elisabetta
Sai quando pensi che certe cose a te non capiteranno mai? Ecco, in questo preciso momento mi sto ricredendo.
Mi ritrovo tra l 'incudine e il martello; sono in mezzo a due uomini che non potevano essere più diversi di così in ogni senso, si stanno uccidendo con lo sguardo, e per la prima volta sorrido a me stessa, perché miseria sono io la causa, e questo mi diverte tanto.
<<Elisabetta ti devo parlare, vieni con me, poi ti accompagno a casa>, dice Alex.
<<Hei, forse il concetto di dobbiamo andare non ti è chiaro, lei viene con me. E poi tu chi cazzo sei?>>
O mio dio, sgrano gli occhi alla risposta dura di Luca, vedo Alex avvicinarsi per niente intimorito, sono entrambi alti e ben messi. Alex lo guarda, fa un mezzo sorriso e poi gli dice <<ragazzino se non vuoi farti male è meglio per te che sali sulla tua moto e levi il culo da qui >>, io non riesco a parlare, cerco di dire qualcosa ma non esce niente, per me tutto questo non è reale, non può esserlo. La situazione sta sfuggendo al controllo di entrambi. Luca gli da una spinta e poi mi afferra e mi porta vicina a sé.
<<adesso mi hai rotto i coglioni, non la devi toccare!>>, grida Alex. Aquesto punto prendo coraggio, mi avvicino ad Alex dandogli del lei, voglio mettere distanza tra noi <<Signor De Angelis di cosa deve parlarmi?>>
<<Elisabetta dobbiamo parlare, come siamo tornati al lei?>>.
Mi avvicino a Luca e gli chiedo cinque minuti, mi distanzio un po' da loro e Alex mi si avvicina.
<<Elisabetta vieni con me>>
<<non posso devo andare a casa e poi non sarebbe carino nei confronti di Luca >>, lo vedo agitarsi, il viso duro, le mani strette a pugni, sta facendo uno sforzo a trattenersi.
<<Luca e, non mi avevi detto che non eri fidanzata?>>
<<infatti non lo sono, è che lui è molto protettivo con me >>
<<protettivo, come sei ingenua, quello ti vuole per sé. Lasciamo perdere, altrimenti veramente lo mando in ospedale, dammi il tuo numero così possiamo metterci d'accordo per parlare>>.
Estrae il cellulare e mi guarda in attesa, io sono indecisa, penso alle parole di Sara, ma quest'uomo ha un potere su di me, vorrei lasciarmi andare, in fin dei conti sono due chiacchiere, cosa può accadere?
Prendo coraggio e glielo do.
Ci scambiamo uno sguardo intenso e poi si avvicina e mi da un bacio tra i capelli e mi accarezza il viso, sta per andarsene, ma si ferma, si gira verso Luca <<hi ragazzino se fossi in te non canterei vittoria >>
E Luca per niente intimorito risponde << intanto lei adesso viene con me, e tu te ne vai da solo>>.
Mi porge il casco e andiamo via.
Luca
Le porgo il casco, aspetto che salga e sfreccio via con la moto.
Prima di uscire di casa ho detto a Max che avrei voluto portare Elisabetta a fare un giro, magari mangiare un panino da qualche parte e poi una passeggiata, mi ha detto che per lui andava bene , ma non era sicuro che lei sarebbe stata d'accordo.
La porto al Bar della Gran Madre, mi accorgo che si sta agitando, certo si è accorta che ho cambiato strada, alza la visiera del casco e cerca di parlare, io faccio finta di non sentire.
Arriviamo dopo mezz'ora circa.
Scende subito sfilandosi il casco, è visibilmente arrabbiata, mi guarda torva, e aspetta una spiegazione.
Le sorrido e le prendo la mano, lei non la rifiuta, ci sediamo fuori aspettando che qualcuno arrivi per ordinare.
<<Luca non capisco il perché invece di essere a casa mia mi trovo qui seduta con te, me lo protesti spiegare?>>
<<ho chiesto a Max se potevo portarti fuori a pranzo>>
<< non capisco, non dovresti chiederlo a me, invece di chiedere il permesso a mio fratello?>>
<< con tutta sincerità? No! Sapevo che me lo avresti negato>>
<< e allora preferisci sequestrarmi giusto? >> Alzo un po' il tono della voce perché non sopporto questo suo comportamento.
<<scricciola, avevo bisogno di contemplare la tua bellezza mediterranea da solo>> le dico facendole l'occhiolino, scoppiamo a ridere e so già che mi ha perdonato.
Dopo qualche minuto arriva un cameriere e ordiniamo.
Lei prende un tramezzino con prosciutto e formaggio, un'insalata e dell'acqua naturale, io una birra e un panino con salame piccante.
Dio la guardo, lei non si rende conto di quello che può suscitare in un uomo, è bella, quelle labbra carnose, gli occhi neri, quello sguardo che ti penetra nell'anima, quelle gote che diventano rosse quando le fai un complimento e si imbarazza. Io sono pazzo di lei, del suo corpo, della sua anima, non posso permettere a quello stronzo ricco di portarla via da me, che poi la sua reputazione la conoscono tutti, combatteró per lei.
Dopo aver pagato il conto facciamo una passeggiata, siamo fianco a fianco, la prendo dal polso per girarla, le accarezzo il viso, lei lo abbassa <<scricciolo, non posso più aspettare, tu devi sapere quello che provo per te, io ti amo Betta, e voglio te, e non ho intenzione di farti scappare>>
<<io..io ti voglio bene >> dice con lo sguardo basso
<<io invece ti amo, e non voglio darti fretta. Ti aspetterò>>
<<Luca mi... mi dispiace >>
<<Ti chiedo solo stai attenta a quell'uomo, non mi fido, è un donnaiolo usa le donne come se fossero sigarette, e giuro che gli spacco la faccia se ti sfiora>>.
Mi abbraccia forte, poggia la sua testa sul mio petto, io la stringo e vorrei fermare il tempo.
<<mi porti a casa?>>
<<certo scricciolo >> , si alza sulle punte e mi da un bacio sulla guancia. Le prendo la mano e ci avviciniamo alla moto.
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Non lasciarmi sola (completata)
RomansaElisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura. Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori. Non ha un carattere forte, ed è molto fragile. Il dolore sarà una sua compagnia...
