Alex
Ho immagini confuse, Jennifer, che piange, grida, Cole che le sta sopra e poi il sangue.
Sento freddo, l'immagine di Elisabetta, il suo addio.
Una mano che mi accarezza, apro debolmente gli occhi, non riesco a visualizzare bene il volto, è una donna, la mia Elisabetta <<Amore mio ti prego non lasciarmi, non posso vivere senza di te ragazzina >>.
La mia mano sul suo viso, con le poche forze che ho cerco di tirarmi su, voglio toccare le sue labbra solo una volta, ma non riesco, la sua voce <<perdonami è tutta colpa mia, perdonami Alex>> non è la sua , non è la mia ragazzina.
Chiudo gli occhi.
Buio.
Jennifer
Quando mi sono svegliata, il primo pensiero è stato Alex. Le immagini di quella maledetta notte che ha segnato la mia vita le sentivo addosso. Era come un macigno.
Le sue luride mani sul mio corpo.
La violenza con cui mi ha strappato il vestito e gli slip.
L'immagine della mia mano vergine costretta a toccarlo dandogli piacere senza volerlo.
La colluttazione con Alex e il coltello conficcato nel fianco.
Tremo, i singhiozzi escono senza preavviso.
Mi siedo a terra in un angolo, non riesco a fermare il mio corpo che trema. Non è riuscito nel suo intento, però mi ha cambiata per sempre, non ci sarà una serata romantica, né il primo bacio dal mio ragazzo. Ha sporcato tutto, non potrò più fidarmi di un uomo. Non potrò più avere un contatto col sesso opposto.
Mi alzo, perdo per un attimo l'equilibrio. Voglio andare nella stanza di Alex.
Vedo la porta socchiusa, la spingo piano ed entro.
Si agita nel sonno.
Non voglio svegliare Davis che dorme nel letto con lui, mi avvicino, è un bagno di sudore, mi siedo sul letto nel suo lato.
Alex apre gli occhi in due fessure, passo la mano sul viso, scotta, ha la febbre alta. <<Amore mio ti prego >> ha la voce debole <<ti prego non lasciarmi non posso vivere senza di te, torna con me ragazzina >>.
Si tira su , le sue labbra sono vicinissime alle mie, ma poi si accascia nuovamente. Mi dispiace Alex è solo colpa mia se stai male.
<<perdonami, mi sento così in colpa, cosa ti ho fatto, non doveva accadere, non doveva >>
Chiude gli occhi e sprofonda in un sonno agitato e l'unico nome che pronuncia è Elisabetta.
Davis si strofina gli occhi, il suo bellissimo azzurro ormai spento ha lasciato il posto al rosso.
Si inginocchia sul letto e mi guarda, bacia il suo papà sulla guancia, si sdraia e poggia la sua testolina sulla spalla.
<<zia perché papà sta male? Cosa gli hanno fatto?>> mi ha sempre colpito con le sue frasi, è sempre stato diverso dagli altri bambini suoi coetanei.
È intelligente, ma quello che più mi ha sempre colpito è il fatto che capisce le situazioni. È un piccolo uomo.
<<È stato un uomo cattivo. Ma tu non ti preoccupare ometto, perché papà è un eroe e starà bene >>
<<promettimelo. Ho solo lui. Voglio il mio papà >>
<<te lo prometto, starà bene >>
Nella stanza entra un ragazzo alto e moro, dalla carnagione olivastra. Si avvicina a Davis e lo bacia in testa.
Il piccolo piange in silenzio.
Questa immagine di loro due me la porterò sempre nel cuore, provo un dolore viscerale al solo pensiero di dividermi un giorno da loro due.
Penso a mio nipote, Alex è stato bravo a instaurare un rapporto forte e profondo con suo figlio anche se non è stato presente per i suoi primi tre anni.
È facile amare entrambi e naturale, spontaneo.
La voce di quel ragazzo mi riporta alla realtà <<ciao, sono Max un amico di Alex, tu sei Jennifer giusto?>> è profonda, non come quella di Alex ma è piacevole. Mi porge la mano, che io guardo ma evito, perché solo il contatto con una mano maschile mi fa ribrezzo.
Lui capisce, mi sorride dolcemente e la ritira.
STAI LEGGENDO
Non lasciarmi sola (completata)
RomanceElisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura. Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori. Non ha un carattere forte, ed è molto fragile. Il dolore sarà una sua compagnia...
