Capitolo sessantanove

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Elisabetta

Il mio  cellulare  continua  a squillare.
È  lui, mi ha intasato  la casella  dei  messaggi.  È da questa  mattina  che  continua  a chiamare,  ma io non rispondo. Cosa  pensa che  chiamando,  mi chiede  perdono e poi  torniamo  a fare la famiglia  felice? Se lo può  dimenticare.  Mi sta  impallando  il telefonino. Non ne ho letto  neanche  uno,  li ho cancellati  tutti.

Sono  seduta  nella  sala  da pranzo in casa  di mio  fratello,  la piccola  dorme dopo  aver mangiato. Sara  la sta  cullando. 
Max entra,  parla  al cellulare,  immagino  con chi.

<<Si  è  qui,  no non c'è,  si  tranquillo>> Alza  gli  occhi  al cielo e si passa  la mano  tra  i capelli  esasperato.  Prende  il cellulare e lo  mette in viva voce, lo appoggia  sul tavolo  <<parla ti sente  adesso >>

<<Ragazzina >> sentire  la sua  voce  è  un'emozione  inspiegabile,  mi fa battere  il cuore  ed è come  tornare  a respirare, un brivido  attraversa  la mia  schiena  e i miei  occhi  si riempiono  di lacrime. Ho voglia di gridare  "amore  ti amo", ma anche la rabbia e la voglia  di mandarlo  a quel  paese.  Ho un nodo  alla  gola,  trattengo le lacrime,  non voglio  piangere.

<<Elisabetta lo so che  mi stai  ascoltando,  mi merito  questo  tuo  silenzio. Non ho scuse  e ti chiederò  perdono  guardandoti  nei  tuoi  bellissimi  occhi,  perché  ti amo e ti amerò  sempre. 
Aspettami.
Ti prego  non uscire  con quel  coglione del poliziotto,  la prossima  volta  che  osa  toccarti finisco  quello  che  ho incominciato  in ospedale.  Diglielo  a chi  appartieni,  ricordagli che  noi  ci amiamo,  perché  il nostro  amore  non è  finito  amore mio. Non dimenticarlo  ragazzina.>>   vorrei  urlargli  che  a dimenticarlo  è  stato  lui  <<Amo  te  e nostra  figlia  e non vedo  l'ora  di  stringerti a me >> non rispondo,  mi alzo  ed esco  dalla  stanza. Non sentirà  la mia  voce,  non gli  do questa  soddisfazione.  Stronzo  mi ha fatto  male lacerandomi  il cuore  e spezzandolo.
Rimango  dietro  la porta,  voglio  ascoltare cosa  si dicono.

<<Alex è  andata  via >>

<<Non mi arrendo  Max,  dovessi  impiegarci  una  vita intera,  ma lei  tornerà  con me >> sorrido

<<Sarà  meglio  per te,  perché  questa  volta  ti spacco  la faccia >>
Metto  la mano  davanti  la bocca  trattenendo  una  risata

<<Sara  grazie >>

<<non devi  ringraziarmi devi  solo  amarla >>

<<la amo  da una  vita, e vorrei  solo dimostrarlo vivendola >>

<<Dalle  tempo, si sente tradita e non sopporta  che  tu  decida  per lei, per non parlare di quando  le hai  detto di abortire.  Alex è  dura  per lei, lasciala  sbollire e non ti preoccupare  di Cristian, Bella  ti ama >> sospira e poi  sento  Max

<<Alex appena  puoi  chiama  Guglielmo perché  ha degli  aggiornamenti che  io so  ma non posso  dirti niente  adesso >>

<<Lo chiamo  subito. Dai  un bacio  a mia  figlia e dille  che  papà  la ama da  morire >> quelle  parole  mi provocano  una  stretta  al cuore  e scappo  a piangere, perché  lo amo  come  una  pazza e non vorrei, non vorrei  più.

Alex

Sono  passati  tre  giorni  e a fine  settimana ci sarà  una  festa  di galà dove  l'ospite  d'onore  sarà  Trevis Bolook. Di lui  non so  ancora  niente, fremo dalla  voglia  di incontrarlo  e a qualsiasi  costo. Non accetterò mai di sposare  sua  figlia, poi  dopo  quello  che  mi ha raccontato Guglielmo, il padre  di Sara , mi fa  schifo  e non voglio  che  mio  figlio  abbia  a che  fare  con una  donna  così.
Guglielmo mi  ha raccontato che  Barbara ha una  relazione  malata  con suo  fratello  Malcom, lui  è completamente soggiogato dalla  sorella  e farebbe  di tutto  per amore  suo.

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora