Capitolo cinquantanove

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Elisabetta

Io e Sara  siamo  sedute  sul  lungomare,  è  mattina  tardi,  il sole  è  alto ed è  piacevole  come  con dolcezza ci   accarezza  e riscalda  dolcemente i nostri  corpi.

<<Bella,  credo  che  Alex  si sia  comportato così  perché  è  stato  costretto,  non so  cosa c'è  sotto>>

<<Perché  pensi  questo? >>

<< Ho notato  che  tutte  le volte che viene  fotografato con quella non è  felice, è  teso,  lo vedo  forzato come  se fosse  costretto.
E anche  il comportamento  di tuo  fratello, ci sono  stati  giorni  che  ho creduto  veramente  che  mi tradisse.
Ma poi in alcuni  discorsi  ho percepito  che  c'era  qualcosa  ma non poteva  parlarmi >>

Ascolto  ma non la guardo, i miei  occhi  sono  posati  su un bambino che  gioca a palla  col proprio  papà,  e in quel  momento la Elisabetta dolce,  paziente  e pronta sempre  a perdonare  scompare,  mi giro  di scatto e con rabbia  mi  rivolgo a lei 

<<Sara, non voglio sapere niente e non voglio che tu scopra niente, fallo per me. Alex ha fatto la sua scelta, se è stato costretto o ha scelto  di stare  senza di noi non conta. Mi fa male ma ne prendo atto, ingoio il rospo e volto pagina. E tu non cercherai risposte, perché io non ne voglio. Sara, il tempo parlerà per noi. Ti prego ascoltami. >>

<<Ok come vuoi tu.
Ti  devo raccontare una cosa >>. La ascolto  guardandola  <<Alex ha avuto  un incidente. Era  ubriaco ed è  uscito  fuori  strada>> sussulto  a quelle  parole.

<< come  sta?  È  grave? >>

<< No! Non agitarti,  sta  bene, ha sbattuto  la testa  e deve  stare  a riposo,  sicuramente in poco  tempo  ritornerà  il rompicoglione  di una  volta. So che  doveva  partire  per l'America ma ha rinviato >>

<< Mi hai  spaventata,  ho pensato  subito al peggio >>

<<Ma allora  continui  ad amarlo >>

<<Non potrebbe  essere  diversamente,  penso  che  lo amerò  per sempre,  anche  da lontano  ma lo amerò  per sempre >>

Ci alziamo e camminiamo,  ci fermiamo  davanti ad una  scala  che  porta  giù  per gli  scogli,  scendiamo  fermandoci  all'ultimo  scalino,  ci sfiliamo  le scarpe e bagniamo i piedi.
Guardo  i miei  piedi,  incominciano  ad essere  gonfi. Muovo  l'acqua e lei  fa lo stesso  schizzandomi  un po' addosso.

<<Quando  partirai? >> dico  con voce  tremante

<<Posso  stare  solo  quindici  giorni Bella,  già  è  passata una  settimana,  quindi  sabato  prossimo  devo  essere  a Torino >>

<<Ascoltami, con   Franca  tutto  apposto?  Continua  le sedute? >>

<< si >>

<<L'hai vista? >>

<<Si  la vedo  più  serena,  almeno  sembra >>

<<E ti ha chiesto di me? >>

<<No Bella >>non potevo  aspettarmi diversamente.

<<Ascolta  io e lei  abbiamo  un patto,  mi manca  tanto  la piccola  Jessica. La prossima  volta che  vieni me la puoi  portare? >>

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora