Capitolo sessantuno

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Elisabetta

<<Cristian sto male, non ce la faccio più. Ahhhhhh!
Ho paura >> incomincio a piangere.

<<Elisabetta calmati. Stiamo arrivando in clinica. Andrà tutto bene piccola, andrà tutto bene >>

Non capisco se lo dice per tranquillizzare me o per se stesso, sta cercando di rimanere calmo, lo vedo che è agitato.

Ho paura che qualcosa possa andare storto, ho paura per la mia piccola bambina.

<< Cristian ti prego chiama Sara, voglio Sara ti prego, chiamala.
Ahhhhhh! >>

<<Elisabetta, non agitarti, Sara sicuramente è già in ospedale che ti aspetta, ora cerca di calmarti, non fa bene né a te né alla piccola>>

Faccio lunghi respiri, non doveva andare così. Perché, perché deve capitare tutto a me? Perché non c'è niente di facile nella mia vita?
Non mi accorgo che siamo già arrivati.

<<Sara!Sara! >> Grido

<<Bella stai calma >>

Mentre Sara mi stringe la mano la dottoressa Paduano e il dottore Saroglia parlano.

<<Facciamo subito un cesareo d'urgenza, la sala operatoria è pronta, faremo un'anestesia locale come avevamo deciso >>Sento dire al dottore.

Ma io prima di esser portata via ho bisogno di parlare con Sara.

<<Sara ascolta, se dovesse succedermi qualcosa, voglio che ti occupi tu di Aurora, lei dovrà crescere con te>>

<<Bella perché parli così? Non capiterà niente, la piccola crescerà con te >>

<<Sara  devi  giurarlo, ti prego >>

Mette  la mano davanti  alla  bocca
<<Te lo giuro, ma tu  promettimi di ritornare da me >>

<<Te lo prometto  Sara. Ti voglio bene>>

<<Anch'io Bella, sei  il mio cuore >>

Vengo portata in una  sala fredda, io sto  tremando dalla  paura. Mi avranno  iniettato  qualcosa  perché le fitte  sono  cessate.
La sala  è  piena  di  infermieri  e ci sono  tre  dottori.
Alzo  gli  occhi  e vedo  una  flebo, poi  mi fanno  sedere  e sento  pizzicarmi  con un ago  in basso  alla  schiena.
Dopo  pochi istanti  non sento  una  parte  del mio  corpo, dalla  vita  in giù.
Mettono  un telo  davanti, in modo  da coprire  a me  la visuale.
La dottoressa ogni tanto mi  chiede  come  sto, mi accarezza, cerco  di  essere  forte, ma la paura  che  qualcosa  vada storto  è  tanta.
Controllano  i miei  parametri, ho i battiti del cuore  un po' accelerati.
Sento  un pianto, vorrei  poter  gridare  dalla  gioia "Alex  il nostro  meraviglioso  miracolo è  nato ",  incomincio  a piangere, chiedo  subito  come  sta, mi dicono  che  la bambina  sta  bene.
Aurora  viene  avvolta  con un lenzuolo e avvicinata a me, al mio petto.

Aurora  viene  avvolta  con un lenzuolo e avvicinata a me, al mio petto

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