Capitolo trentadue

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Alex

È  passata  mezz'ora  da quando  sono  arrivato sotto  casa  sua.
Sono  nervoso e so  che mi sto  giocando  tutto.
Non conoscevo  la paura  prima  di incontrare  lei,  adesso  ci convivo  perché la paura  me la sento attaccata  addosso,  il pensiero  di perderla,  il pensiero  che  voglia  finire  la nostra  storia,  mi fa fermare  il battito  del   cuore.
Faccio  avanti  e indietro  su questo  marciapiede,  chi  l'avrebbe  detto  che  Alexander De Angelis sarebbe  stato  annientato  dall'amore  di una  ragazzina.
Io che  non mi sono  mai  fermato  davanti  a nessuno,  che  ho sempre  il controllo  di tutto, sugli altri e sui  miei  sentimenti,  adesso  mi sento  debole e consapevole che  un suo  rifiuto  potrebbe  distruggere per la prima  volta  l'uomo  che  sono  diventato.
Prendo  un profondo  respiro e suono  il citofono,  mi risponde Sara  e mi apre  il  portone.
Entro in ascensore, premo  il numero del piano, ho il cuore  che  tra  un po'  esce  dal petto, sto  sudando.
Cazzo  mi devo  calmare, se non mi vorrà, farò  in modo  che  mi voglia  perché  non rinuncerò mai  a lei.
Esco  dall'ascensore e suono  alla  porta. Sara  mi apre e quello  che  vedo  mi spezza  il cuore, mi prenderei  a pugni  da solo.
Elisabetta  è seduta  sul divano  con le  gambe  al petto  e lei  che  si circonda  con le braccia  come  se volesse  proteggersi.  Il nostri  sguardi  si  incontrano.
Ha gli  occhi  gonfi dal tanto  piangere, è  pallida, indossa  i pantaloncini  gialli  e una  canotta  bianca, quella  che  usa  di solito.
Io la trovo  bella  come  sempre, è unica, perché  per me  non ci sarà  mai  nessuna  come  lei.
Abbassa lo sguardo, non so  cosa  dire, ho paura  di  una  sua  reazione negativa.
Resto  lì immobile  per un po' a guardarla, poi  sento  Sara  che  saluta  e mi fa l'occhiolino e poi  mi sussurra  all'orecchio << Ti  giuro  che ti  spezzo  le gambe, non è  un avvertimento, è  una  realtà >> e poi  esce.

Mi avvicino  a lei, mi inginocchio, le passo  la mano  tra  i capelli  accarezzandoli.

<< Elisabetta ti chiedo  solo di ascoltarmi.
Ti ho detto tante, troppe  volte scusa,  so di non meritarmi niente,   ma voglio che  tu  sappia che  senza  di  te non posso  vivere, perché  sei  l'aria  che alimenta  la mia  vita.
Non c'è giustificazione per quello  che  ti ho fatto, vorrei  tornare  indietro, ma purtroppo non si può, gli  sbagli si pagano con la sofferenza e credimi io sto  soffrendo perché  ho paura  di perdere l'unica  donna  che  abbia  mai  amato  nella  mia  vita.>>

Lei  non si muove, non accenna  una  parola, continua  a non guardarmi, almeno  continua  ad ascoltarmi.
Prendo  di nuovo  a parlare.

<<Non so  più cosa fare, cosa  dire, voglio solo  che  tu mi perdoni ti prego amore.
Sei  la mia  vita, senza  di te è  finito tutto, per questo  ti chiedo di farmi  continuare a vivere per amare  solo  te.>>

Rimango  in ginocchio  ai suoi  piedi, il tempo  sembra  fermarsi, mentre  lei  ha la mia  vita  nelle  sue  mani.
Le alzo  il mento per costringerla a guardarmi, lacrime  escono  dai  suoi  bellissimi  occhi  neri  e profondi, la vedo  combattere  con  i suoi  sentimenti, la paura  di prendere  decisioni  sbagliate, la paura di continuare a soffrire e il desiderio  di essere  amata: questo  leggo  nei  suoi  occhi.
Mi avvicino  al suo  viso, appoggio  la mia fronte sulla  sua, sento  il suo  respiro, le mie  labbra  sfiorano  le sue e la bacio  dolcemente.
Lei  non mi respinge, non mi rifiuta, prendo  coraggio  e l'abbraccio.
Continuo  a sussurrare  piano  la stessa  parola  PERDONAMI PERDONAMI  PERDONAMI PERDONAMI  PERDONAMI  tra  un bacio e l'altro.
Ci stacchiamo  e ci guardiamo, lei  mi accarezza  il  viso  con mani  tremanti,  mi fa una  semplice  domanda

<<Perché?>>

Cosa  dovrei  dirle? Perché l'ho tradita? Potrei  trovare  tante  giustificazioni, ma non avrebbe  senso, perché  non  c'è giustificazione  per quello  che  le ho fatto.
Non credevo  di amarla, l'ho capito  dopo, gliel'ho detto, lei  lo sa.

<< Perché  sono  un coglione.
E questo  coglione non conosceva  l'amore  prima  di incontrare  il tuo  cuore >>

Mi alzo  e lei  con me, appoggia  il capo  sul  mio  petto  ed io l'avvolgo  tra  le  mie  braccia.
Piange  singhiozzando, mi stringe forte

<< Mi hai fatto  male  Alex, tanto  male, ma non riesco  a stare  senza  di te perché  ti amo e ti vorrò  sempre  nella  mia vita.>>

Dio  quanto  l'amo, sono  un fottuto  stronzo  fortunato  per avere  una  donna  così  al mio  fianco.
La bacio  con amore, con dolcezza, per quanto  io la desideri  da morire e vorrei perdermi  dentro  di lei, mi trattengo  perché non è  il momento, devo  pensare  a lei  e rassicurarla.
È  così  indifesa  in questo  momento, la mia  ragazzina, quanto  mi è  mancata.
Continuiamo  a baciarci, mi siedo e lei  sulle  mie  gambe, vorrei  rimanere così per sempre.
Si è  calmata, non piange  più  ed ha finito  anche  di tremare.

<< Ti amo  Elisabetta >>
Mi sorride, quel  sorriso  è  una  carezza al mio  cuore.
<< Ti amo anch'io  Alex, non farmi  più  soffrire >>

<<No amore, mai  più >>

Sentiamo  la porta  d'ingresso  aprirsi, entrano  Max e Sara seguiti  da Luca  e Eva.
Elisabetta  rimane  seduta  sulle  mie  gambe, non  fa cenno  di alzarsi.
Max si ferma  davanti  a noi, non proferisce  parola, mi guarda  con odio.
Si avvicina  a lei, le posa  un bacio  sul capo.
Mi alzo  tenendo  lei  stretta a me.

<< Max ricominciamo, ti prego  fallo per lei, ha bisogno  di  sapere  che  d'ora  in poi  tutto  andrà  bene.
Io l'amo  e lei  mi ha dato  un'altra  possibilità di  starle  accanto.>>

Stendo  la mano  in segno  di pace.
Lui  mi odia  e non mi vuole  accanto  a lei, posso  capirlo  ma non rinuncio  a lei. Non accadrà  mai.

Mi afferra  la mano  e guardandomi  negli occhi mi dice

<< lo faccio  solo  per  lei, fosse stato  per me  non saresti  più  passato  neanche da questa  via>>

Elisabetta lo abbraccia.

Passiamo  la giornata  insieme a casa  sua  accoccolati sul divano.
La sera  ordiniamo  la pizza, non ho nessuna  voglia  di lasciarla e andare via.
Dopo  cena  Luca  e Eva  vanno  a casa.
Elisabetta  mi chiede  di andare  nella  sua  stanza, mentre  Sara  e Max guardano un film.

Ci sdraiamo  sul letto.
<< Alex  rimani  fino  a quando  non  mi addormento?>>
La stringo facendole  appoggiare  la testa  sul petto.
E si addormenta  tra  le mie  braccia.
Adesso  c'è  solo  una  questione  da risolvere: chi  è  questo bastardo  che  minaccia  la vita  della  donna che  amo?


Ecco  a voi  il  capitolo  della  riconciliazione.
Ditemi  se vi è  piaciuto.
Buon primo  maggio  a tutti.
La vostra Laly-love 😚

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora