Capitolo cinquantadue

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Alex

Tre  mesi e mezzo sono  passati, il legame  con mio  figlio è  più forte.  Viviamo insieme, io lui e Barbara; ma dormiamo  in camere separate.
Non sono  andato  a letto  con lei, non l'ho  sfiorata, il solo  pensiero mi fa ribrezzo.
Max mi tiene  sempre  informato su tutto.
Tempo  fa la mia  ragazzina ha avuto  una  minaccia  di  aborto, troppo  stress le ha causato  un distacco  di placenta e il dottore  le  ha ordinato  assoluto  riposo.
Adesso  sta  bene e ha  ricominciato  a vivere, non ci siamo  più  visti,  almeno  lei  non mi vede.
Io la guardo in lontananza.
Ieri  sera l'ho  vista  in un locale, era  insieme   a Sara e altre  ragazze, c'era  Eva, la donna  di Luca.
È  diventata più  bella, la gravidanza  l'ha resa  ancora  più  sexy.
Era  serena, come  se avesse preso coscienza  di qualcosa.

Il suono dell'interfono mi distoglie  dai  miei  pensieri.
<<Mi dica  Rosalba >>

<<Signor De Angelis, c'è  la signorina  Sara Favia che  chiede  di incontrarla>>

Sara, la piccola  Sara, non ci siamo  più  incontrati, mi  ha allontanato completamente dalla  sua  vita, e pensare che  era  legatissima  a me, giustamente  il rapporto  con Elisabetta è  sempre stato  forte  e per niente  e nessuno  metterebbe  a rischio  la loro  amicizia; ha litigato  pure  con suo  padre  e sua  madre.
Io e suo  padre  siamo  amici  da anni, e come  amico  di famiglia passo diverse  sere a casa  loro con Barbara e mio  figlio,  anche  perché  non deve  dubitare  di niente, altrimenti sono  fregato.  Sara  appena  l'ha saputo ha mandato  a quel  paese la sua  famiglia e non si parlano più, si è  sentita  tradita.
Si è  compromesso  pure  il rapporto  con  Max, litigano  spesso.
Sono  cambiate  così  tante  cose;
Sara  ha aperto  un centro  di estetica con Giulia, l'ex  datore  di lavoro di Elisabetta, la mia  ragazzina  non lavora  più si è licenziata per la gravidanza, sorrido  pensando  a lei, aspetta  una  bambina, Max mi ha  dato  la notizia  tempo  fa. Sarà  bellissima  come  la madre.

<<Rosalba  la faccia  entrare >>

Entra, mi guarda  senza  mai  abbassare  lo sguardo, i suoi occhi  sono  gelidi, rossi  e gonfi, avrà  pianto, cerco  di rimanere altrettanto freddo, mentre  il mio  cuore batte come  un tamburo  impazzito.

<< Buongiorno Sara, cosa ti porta  da queste  parti? >>

Mi porge una  busta e due  piccole  scatole, le riconosco  subito.

<<Sono  qui perché  lei  me lo ha  chiesto. Ti meriti tutta  l' infelicità  di questo  mondo, ti auguro di soffrire e di non trovare  pace.
Non ti sputo  in faccia, solamente perché  anche  quella  sarebbe  sprecata con te. >>

Sto  per interromperla  ma lei  mi ferma.

<<Ti avverto non incrociare mai  più  la mia  strada per nessun  motivo, perché  te lo giuro che  non risponderò di me. Non cercarla mai, dimenticati pure  il suo  nome, perché  ti giuro  su Dio che se soffrirà  ancora   rimpiangerai  di essere  nato>>

Senza  neanche  darmi  il tempo  di replicare, volta  le  spalle  e va via.

Apro  la busta  tremando, dentro  c'è  un foglio scritto a mano, ma i miei  occhi  pieni  di lacrime continuano  a guardare quell'immagine, un'ecografia; si vede in modo  perfetto un bambino

Apro  la busta  tremando, dentro  c'è  un foglio scritto a mano, ma i miei  occhi  pieni  di lacrime continuano  a guardare quell'immagine, un'ecografia; si vede in modo  perfetto un bambino

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Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora