Elisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura.
Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori.
Non ha un carattere forte, ed è molto fragile.
Il dolore sarà una sua compagnia...
Tre mesi e mezzo sono passati, il legame con mio figlio è più forte. Viviamo insieme, io lui e Barbara; ma dormiamo in camere separate. Non sono andato a letto con lei, non l'ho sfiorata, il solo pensiero mi fa ribrezzo. Max mi tiene sempre informato su tutto. Tempo fa la mia ragazzina ha avuto una minaccia di aborto, troppo stress le ha causato un distacco di placenta e il dottore le ha ordinato assoluto riposo. Adesso sta bene e ha ricominciato a vivere, non ci siamo più visti, almeno lei non mi vede. Io la guardo in lontananza. Ieri sera l'ho vista in un locale, era insieme a Sara e altre ragazze, c'era Eva, la donna di Luca. È diventata più bella, la gravidanza l'ha resa ancora più sexy. Era serena, come se avesse preso coscienza di qualcosa.
Il suono dell'interfono mi distoglie dai miei pensieri. <<Mi dica Rosalba >>
<<Signor De Angelis, c'è la signorina Sara Favia che chiede di incontrarla>>
Sara, la piccola Sara, non ci siamo più incontrati, mi ha allontanato completamente dalla sua vita, e pensare che era legatissima a me, giustamente il rapporto con Elisabetta è sempre stato forte e per niente e nessuno metterebbe a rischio la loro amicizia; ha litigato pure con suo padre e sua madre. Io e suo padre siamo amici da anni, e come amico di famiglia passo diverse sere a casa loro con Barbara e mio figlio, anche perché non deve dubitare di niente, altrimenti sono fregato. Sara appena l'ha saputo ha mandato a quel paese la sua famiglia e non si parlano più, si è sentita tradita. Si è compromesso pure il rapporto con Max, litigano spesso. Sono cambiate così tante cose; Sara ha aperto un centro di estetica con Giulia, l'ex datore di lavoro di Elisabetta, la mia ragazzina non lavora più si è licenziata per la gravidanza, sorrido pensando a lei, aspetta una bambina, Max mi ha dato la notizia tempo fa. Sarà bellissima come la madre.
<<Rosalba la faccia entrare >>
Entra, mi guarda senza mai abbassare lo sguardo, i suoi occhi sono gelidi, rossi e gonfi, avrà pianto, cerco di rimanere altrettanto freddo, mentre il mio cuore batte come un tamburo impazzito.
<< Buongiorno Sara, cosa ti porta da queste parti? >>
Mi porge una busta e due piccole scatole, le riconosco subito.
<<Sono qui perché lei me lo ha chiesto. Ti meriti tutta l' infelicità di questo mondo, ti auguro di soffrire e di non trovare pace. Non ti sputo in faccia, solamente perché anche quella sarebbe sprecata con te. >>
Sto per interromperla ma lei mi ferma.
<<Ti avverto non incrociare mai più la mia strada per nessun motivo, perché te lo giuro che non risponderò di me. Non cercarla mai, dimenticati pure il suo nome, perché ti giuro su Dio che se soffrirà ancora rimpiangerai di essere nato>>
Senza neanche darmi il tempo di replicare, volta le spalle e va via.
Apro la busta tremando, dentro c'è un foglio scritto a mano, ma i miei occhi pieni di lacrime continuano a guardare quell'immagine, un'ecografia; si vede in modo perfetto un bambino
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