Alex
Coglione, ecco cosa sono, dopo tutto quello che quella ragazza sta passando, io aumento il peso.
Sono ancora dentro la mia macchina e non capisco come è potuto succedere.
Rebecca doveva proprio essere in quel locale, mi metto le mani tra i capelli, ma sono proprio sfortunato.
L'ho conosciuta mesi fa, suo padre ha investito in un mio progetto e poi mi ha invitato a casa sua e lì l'ho conosciuta.
È uno spirito libero, è molto libertina; è sempre via, viaggia sempre e quando torna all'ovile mi chiama e ce la spassiamo insieme.
Quel lunedì dopo aver parlato con Elisabetta, ero andato nel mio ufficio, dove ho passato l'intero pomeriggio, prima di uscire ho ricevuto la sua telefonata, voleva vedermi e passare la serata con me.
Porca miseria non si può dire di no a Rebecca, è una bomba a letto ed è insaziabile, e poi io sono libero, non ho legami, amo scopare.
Mi sento confuso, allora perché mi comporto in quel modo con quella ragazzina? Io non lo so, so solo che mi fa impazzire, che amo baciarla e solo il pensiero che qualcuno potrebbe toccarla mi manda in bestia. È così ingenua, così pura e sincera, ma anche forte e orgogliosa.
Io non ci capisco niente, mi ha fottuto il cervello.
Le devo parlare; e cosa le dico? "sai Elisabetta devi capire che io sono un uomo e ho le mie esigenze" oppure "ragazzina noi mica stiamo insieme, posso scoparmi chi voglio " scuoto la testa per le stronzate che sto dicendo a me stesso.
Basta! le mando un messaggio.
Ore 03:24
Elisabetta dobbiamo parlare.
È solo una mia amica e abbiamo cenato insieme e basta, non c'è stato niente.
Silenzio, non mi ha risposto, chiude le chiamate quando provo a parlarle al cellulare, fa scattare la segreteria.
Sono passati tre giorni, quello che sento è SILENZIO.
Mi sono tenuto informato delle condizioni di sua madre, il mio migliore amico Renzo mi teneva aggiornato.
Adesso basta però, ho bisogno di vederla e oggi ci andrò.
Sono in ufficio, chiedo a Rosalba la mia segretaria se ho impegni, appuntamenti per pranzo.
<<no signor De Angelis>>
<<bene, se mi cercasse qualcuno dí pure che sono impegnato, adesso vado via, chiamami solo se ci sono delle urgenze >>
<<si, signore >>
Esco dall'ufficio, aspetto che arrivi l'ascensore e mi squilla il cellulare, sullo schermo leggo Sara.
"Pronto Alex "
"Sara è successo qualcosa alla mamma di Elisabetta? " dico con tono allarmato, pensando al dolore che avrà.
"No no lei è stazionaria nella sua gravità. Avrei bisogno di parlarti possiamo vederci? "
"Certo, stavo proprio venendo in ospedale"
"Bene, quando arrivi chiamami che scendo, devo parlarti da sola"
Cosa vorrà dirmi? Anche se lo so già, figuriamoci sono amiche, sono legatissime, avranno sicuramente parlato dell'altra sera e Sara sarà più che incazzata con me.
Vado ai posteggi privati riservati al personale, salgo sulla mia Audi A8 e parto.
C'è un traffico della malora, ma riesco ad arrivare in orario.
Posteggio prendo il cellulare e la chiamo
"Sono sotto scendi ".
Non le do neanche il tempo di parlare, riattacco.
Dieci minuti dopo arriva, è arrabbiata, mi saluta ma questa volta senza bacio affettuoso sulla guancia.
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Non lasciarmi sola (completata)
Storie d'amoreElisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura. Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori. Non ha un carattere forte, ed è molto fragile. Il dolore sarà una sua compagnia...
