Capitolo dieci

6.1K 261 53
                                        

Alex

Coglione,  ecco  cosa  sono,  dopo  tutto  quello  che  quella  ragazza  sta  passando,  io aumento  il peso.
Sono  ancora  dentro  la mia  macchina e non capisco  come  è  potuto  succedere.
Rebecca  doveva proprio  essere  in quel locale, mi metto  le  mani  tra  i capelli,  ma sono  proprio  sfortunato.
L'ho conosciuta  mesi  fa,  suo  padre  ha investito  in un mio  progetto  e poi mi ha invitato  a casa  sua  e lì l'ho conosciuta.
È  uno spirito  libero,  è  molto  libertina;  è  sempre  via, viaggia sempre   e quando  torna  all'ovile mi chiama e ce la spassiamo insieme.
Quel lunedì  dopo  aver  parlato  con Elisabetta,  ero  andato  nel mio  ufficio,  dove  ho passato  l'intero  pomeriggio,  prima  di uscire  ho ricevuto la sua  telefonata,  voleva  vedermi e passare  la serata  con me.
Porca miseria non si può  dire  di no a Rebecca,  è  una  bomba  a letto ed è  insaziabile,  e poi  io sono  libero,  non ho  legami, amo scopare.
Mi sento  confuso,  allora  perché  mi comporto  in quel  modo  con quella  ragazzina?  Io non lo so, so solo  che  mi fa impazzire,   che  amo  baciarla  e solo il pensiero  che  qualcuno  potrebbe  toccarla  mi manda  in bestia.  È  così  ingenua,  così  pura e sincera,  ma anche  forte  e orgogliosa.
Io non ci capisco  niente,  mi ha fottuto il cervello.
Le devo  parlare; e cosa  le dico? "sai Elisabetta  devi capire che io sono  un uomo  e ho le  mie  esigenze" oppure  "ragazzina  noi mica  stiamo  insieme,  posso  scoparmi  chi  voglio "  scuoto la testa  per le  stronzate  che  sto  dicendo  a me stesso.
Basta! le mando un messaggio.

Ore 03:24

Elisabetta  dobbiamo parlare.
È  solo  una  mia  amica e abbiamo  cenato insieme e basta,  non c'è  stato  niente.

Silenzio,  non mi ha  risposto,  chiude  le chiamate   quando  provo  a parlarle  al cellulare, fa scattare  la segreteria.
Sono  passati  tre  giorni, quello che  sento  è  SILENZIO.
Mi sono  tenuto  informato  delle  condizioni  di sua  madre, il mio  migliore  amico Renzo mi teneva aggiornato.
Adesso  basta  però, ho bisogno  di vederla e oggi  ci andrò.

Sono  in ufficio, chiedo  a Rosalba  la mia segretaria se ho impegni, appuntamenti per pranzo.
<<no signor  De Angelis>>

<<bene, se mi cercasse  qualcuno  dí pure  che  sono impegnato,  adesso vado  via, chiamami solo  se ci sono  delle  urgenze >>

<<si, signore >>

Esco dall'ufficio, aspetto  che  arrivi  l'ascensore e mi squilla  il cellulare, sullo  schermo  leggo  Sara.

"Pronto  Alex "

"Sara  è  successo qualcosa alla mamma  di Elisabetta? " dico  con tono  allarmato, pensando al dolore  che  avrà.

"No no lei  è  stazionaria  nella  sua  gravità. Avrei  bisogno  di parlarti possiamo  vederci? "

"Certo, stavo  proprio  venendo  in ospedale"

"Bene, quando arrivi  chiamami  che  scendo,  devo  parlarti  da sola"

Cosa  vorrà  dirmi? Anche  se lo so  già, figuriamoci sono amiche, sono  legatissime, avranno  sicuramente  parlato  dell'altra  sera  e Sara  sarà  più  che  incazzata  con me.
Vado  ai  posteggi   privati  riservati al personale, salgo  sulla  mia Audi A8 e parto.
C'è  un traffico  della  malora, ma riesco  ad arrivare  in orario.
Posteggio  prendo  il cellulare  e la chiamo

"Sono sotto  scendi ".
Non le do  neanche  il  tempo di parlare, riattacco.

Dieci  minuti  dopo  arriva, è  arrabbiata, mi saluta  ma questa  volta  senza  bacio  affettuoso  sulla guancia.

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora