Elisabetta
Sono pietrificata.
Ci ho creduto al nostro NOI, ho creduto, ho voluto credere al suo amore, sapevo che uomo fosse, ho messo da parte le mie paure per abbracciare qualcosa che non è mai esistito.
Gli ho dato il mio cuore senza riserve, l'ho fatto partecipe di tutta la mia vita, ho messo lui prima di tutto e tutti e soprattutto mi sono fidata.
Mossa sbagliata, dico a me stessa.
Mentre io mi struggevo per lui, mi tradiva, il suo corpo mentre stava con me è stato toccato da un'altra, le sue labbra, i suoi baci sono stati di un'altra.
Sento le sue mani accarezzare il mio capo, mi scosto e ritorno in me, non riesco più a guardarlo.
<< Elisabetta ti prego di qualcosa, insultami, prendimi a schiaffi, non sopporto questo silenzio >>
Come scossa da qualcosa lo guardo negli occhi e forse sarà l'ultima volta.
<< Non ho più niente da dirti, sono stanca.
Mi sono illusa che una come me potesse essere amata, ma le favole non esistono e tu non sei il principe azzurro.
Però ti ringrazio, mi hai aperto gli occhi, io non posso essere amata, io non faccio per te.>>
Cerco di alzarmi, voglio uscire da questa casa, voglio allontanarmi da lui.
<< Che cosa stai dicendo?
Io lo so che ho sbagliato, non mi sto giustificando, ti chiedo perdono, non puoi lasciarmi.
Io ti amo Elisabetta >>
Lacrime scorrono sul viso, mi odio per questa debolezza, mi sento così vulnerabile e fragile, non mi sono mai sentita sola come in questo momento.
Sono nata per soffrire, il dolore e la perdita fanno parte della mia vita, prendo atto di tutto questo, cercherò di sopravvivere, ormai per me niente ha più senso.
Mi alzo, prendo i miei vestiti e corro in bagno, chiudo a chiave la porta per paura che lui possa entrare.
Mi guardo allo specchio.
Illusa, stupida ragazzina che ha creduto all'amore.
Illusa, illusa, illusa.
Queste parole echeggiano nella mia testa. Mi accascio a terra e comincio a piangere a singhiozzi.
Grido forte, urlando un
<<PERCHE'! PERCHE'! PERCHE' NON POSSO ESSERE AMATA ANCH'IO.
DIMMI PERCHE'!>>
Lo sento dare pugni alla porta e chiamarmi.
Mi calmo dopo mezz'ora ed esco dal bagno.
Sto combattendo contro il mio cuore, vorrei gettarmi tra le sue braccia, vorrei stringerlo a me, vorrei perdermi nei suoi occhi.
I suoi occhi rossi dalle lacrime che stanno trattenendo, mi stanno supplicando perdono.
Io non riesco a guardarlo come prima, non riesco più a fidarmi, mi ha ferita.
<<Elisabetta ti prego perdonami>>
Abbassa lo sguardo, si inginocchia e si aggrappa alle mie gambe, sono lì ferma e gli passo una mano tra i capelli.
<< Lasciami andare, in questo momento voglio solo scappare lontano da te >>
<<NO! Non mi lasciare, ricominciamo, cancelliamo tutto quello che c'è stato prima, riprendiamo da dove ti ho detto che ti amo.
Giriamo pagina.
Ti prego in ginocchio, ti amo non mi lasciare >>
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Non lasciarmi sola (completata)
RomantizmElisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura. Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori. Non ha un carattere forte, ed è molto fragile. Il dolore sarà una sua compagnia...
