Elisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura.
Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori.
Non ha un carattere forte, ed è molto fragile.
Il dolore sarà una sua compagnia...
I giorni sono passati in fretta. Sono uscita dall'ospedale, devo tornarci la prossima settimana per un controllo. Alex mi ha portata a casa sua, dopo aver parlato con Max e Seba. Ieri sera quando siamo entrati a casa, la prima cosa che ha fatto è stata abbracciarmi, mi ha stretta così forte che credevo di soffocare. La prima cosa che ho fatto è stata andare in bagno e fare una doccia, l'odore del disinfettante, l'odore dell'ospedale non lo sopportavo più. Sono uscita con il suo accappatoio addosso. Mi sono seduta sul letto e con un asciugamano tamponavo i capelli. Sentivo il suo sguardo penetrarmi fin sotto la pelle. I suoi occhi pieni di desiderio. Non c'è mai stato bisogno di tante parole in questi momenti. Il nostro corpo, le nostre mani, le nostre bocche parlavano per noi. È vero, ero ancora dolorante per lo schianto contro l'asfalto, ma lo desideravo quanto e più di lui. Dolcemente mi ha fatto adagiare sul letto, come se fossi di cristallo. Mi baciava e accarezzava il viso. Mi ha slacciato l'accappatoio, e la sua mano con tocco delicato ha iniziato a percorrere tutto il mio corpo, il ricordo di quella notte mi fa tremare. Una notte di fuoco, durante la quale ci siamo amati più volte. In tutta la casa si sentivano i nostri gemiti, il suo e il mio nome gridati durante l'apice del piacere. Io lo amo e più vado avanti più mi rendo conto quanto forte e grande sia l'amore che provo per lui. Dopo esserci amati per ben tre volte, mi sono addormentata, ma ho sentito come la sua voglia di me non cessava, perché mi ha abbracciata forte da dietro e ha continuato a darmi baci umidi sul collo, finché si è addormentato anche lui.
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Questa mattina mi sono svegliata col fragrante odore di caffè. Alzo la testa e appoggiati sul cuscino al mio fianco trovo una rosa bianca e un bigliettino con scritto ti amo. Infilo la sua camicia e un paio di slip. Prendo la rosa e vado in cucina. È presto, ma lui è già pronto per andare a lavoro. Indossa un completo grigio chiaro, una camicia nera e la cravatta argentata. È di una bellezza disarmante. Mi avvicino, lui è seduto e sorseggia il suo caffè. Mi chino e lo bacio sulla guancia. Prendo una tazzina e mi verso il mio caffè. Per tutto il tempo non mi toglie gli occhi di dosso. Mi prende la mano e mi fa cenno di sedermi sulle sue gambe. Lo faccio senza esitare. Incomincia a baciarmi. I suoi baci scendono sul collo, la sua mano si intrufola sotto la camicia. Mi accarezza la schiena, poi passa sui seni, io già fremo dalla voglia di sentirlo dentro di me.
<< Dio ragazzina mi farai morire prima o poi. Ti voglio adesso su questo tavolo >>
Mi siedo sul tavolo, mi toglie la camicia, mette il suo viso tra i seni che bacia e poi lecca. Sento i suoi denti tirarmi con dolcezza i capezzoli, una mano dietro la mia schiena e l'altra tra le gambe, mi massaggia e sono già tutta bagnata per lui, pronta ad accoglierlo dentro di me. Mi sfila gli slip. Indietreggia e incomincia a spogliarsi. La giacca, la cravatta, la camicia ed infine i pantaloni con i boxer. Con sguardo da predatore si avvicina, mi bacia con passione. <<Ti amo ragazzina, non posso vivere senza di te, ti desidero oggi domani e per sempre.>>