Capitolo dodici

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Elisabetta

Siamo  seduti  in sala  d'aspetto, le lacrime  non smettono  di scendere.
Ci hanno  fatto spostare, la salma  deve  stare  venti  minuti  circa  senza  essere toccata, devono  metterle  un macchinario  per vedere  che  il corpo  non da più  segni  di vita.

Io sono  seduta,  non parlo, sento  piangere,  parlare, ma non capisco  più   niente. Mi sento vuota. Sono dentro la mia  bolla, non voglio  uscirne, mi renderei  conto  che  veramente  lei  non c'è più.

Max

La donna  che  mi ha messo  al mondo, la donna  che  più ho amato  non c'è  più. Ad ogni  festa  le portavo  una  rosa  blu, le piacevano, erano  i suoi  fiori  preferiti.  Adesso  dovrò  portargliele  al cimitero, non le toccherà   più, non mi darà  più un bacio, non sentirò  più  il suono  della  sua  voce. Ha lasciato  un vuoto  in ognuno  di noi.

Sono  molto  preoccupato  per Elisabetta, non ha detto  una  parola, si è  chiusa  in se stessa. La chiamo, ma non risponde.
Siamo  seduti  in questa  sala  d'aspetto, dove  ci sono  dei  tavolini  con delle  sedie, vicino  a me  ho Sara, ringrazio  Dio  per averla  nella  mia  vita, è  il mio  angelo. Ci sono  Alex e Luca  e stiamo  guardando  lei, ha lo sguardo  fisso,  assente. Il suo  corpo  è qui  ma lei  non  c'è.

<<Sono  seriamente preoccupato  per Betta>>  dico.

<<lei  è  quella  che  sta  soffrendo  di più, è  stata  al suo  fianco  sempre, non l'ha mai  abbandonata>,  dice Sara.

Luca  si alza  e guardandomi  mi dice
<<non so come  reagirà  quando  vedrà  tua  sorella Franca>> poi  la guarda,  il suo  sguardo  innamorato;
<< è  spenta  Max, ho paura  che  non riesca  a reagire >>.
Si alza e si avvicina  a lei,  lo vedo inginocchiarsi,  la chiama,  lei  non  risponde,  l'abbraccia,  le bacia   la fronte,  le accarezza il viso,  lei non reagisce.
Sento il rumore di tacchi avvicinarsi, entra, ma non è  sola, è  insieme  a una  donna  dai  capelli  corti e rossi, le tiene  il braccio  sulla  spalla.
Franca  si passa  il fazzoletto  sugli  occhi, sembra  aver  pianto, io non l'ho chiamata, chi  sarà  stato?
Si avvicina  al tavolo <<voglio  vederla!>>.

Elisabetta

Sento  in lontananza   delle  voci, poi  è come  se venissi  catturata  dal suono  di uno  in particolare, quello  che  odio. Esco  dalla mia  bolla, qualcuno  è  accovacciato  a terra,  io non lo vedo, non so  chi  è, vedo  solo lei, mi alzo  di scatto  e mi piazzo  di fronte a Franca.
All'improvviso  tutti  tacciono, io e lei  ci guardiamo.

<<Non sono  venuta  per te, voglio  vederla  è  mio  diritto >>  mi dice  Franca.

La guardo  e le  rido  in faccia, il suo  volto  si contrae, si irrigidisce.

<<Hai  diritto? Ma le  senti  le  stronzate che  dici? Lei  è  morta,  non c'è  più.
Tu dovevi essere qui mentre  emanava  l'ultimo  respiro, dov'eri ? Te lo dico io, a farti  i cazzi  tuoi.
Sei  arrivata  adesso, ma mia  cara  lo spettacolo  è  finito. Tu non hai  diritto  a niente >>

Le do  un violento  spintone, barcolla  ma la  sua  amica  riesce  a non farla  cadere. Quest'ultima  mi guarda  e mi afferra  il braccio con violenza

<<tu non hai  nessun  diritto  di vietarlo>>

<<lasciami  immediatamente, se non vuoi trovarti col culo a terra>>

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora