Elisabetta
Siamo seduti in sala d'aspetto, le lacrime non smettono di scendere.
Ci hanno fatto spostare, la salma deve stare venti minuti circa senza essere toccata, devono metterle un macchinario per vedere che il corpo non da più segni di vita.
Io sono seduta, non parlo, sento piangere, parlare, ma non capisco più niente. Mi sento vuota. Sono dentro la mia bolla, non voglio uscirne, mi renderei conto che veramente lei non c'è più.
Max
La donna che mi ha messo al mondo, la donna che più ho amato non c'è più. Ad ogni festa le portavo una rosa blu, le piacevano, erano i suoi fiori preferiti. Adesso dovrò portargliele al cimitero, non le toccherà più, non mi darà più un bacio, non sentirò più il suono della sua voce. Ha lasciato un vuoto in ognuno di noi.
Sono molto preoccupato per Elisabetta, non ha detto una parola, si è chiusa in se stessa. La chiamo, ma non risponde.
Siamo seduti in questa sala d'aspetto, dove ci sono dei tavolini con delle sedie, vicino a me ho Sara, ringrazio Dio per averla nella mia vita, è il mio angelo. Ci sono Alex e Luca e stiamo guardando lei, ha lo sguardo fisso, assente. Il suo corpo è qui ma lei non c'è.
<<Sono seriamente preoccupato per Betta>> dico.
<<lei è quella che sta soffrendo di più, è stata al suo fianco sempre, non l'ha mai abbandonata>, dice Sara.
Luca si alza e guardandomi mi dice
<<non so come reagirà quando vedrà tua sorella Franca>> poi la guarda, il suo sguardo innamorato;
<< è spenta Max, ho paura che non riesca a reagire >>.
Si alza e si avvicina a lei, lo vedo inginocchiarsi, la chiama, lei non risponde, l'abbraccia, le bacia la fronte, le accarezza il viso, lei non reagisce.
Sento il rumore di tacchi avvicinarsi, entra, ma non è sola, è insieme a una donna dai capelli corti e rossi, le tiene il braccio sulla spalla.
Franca si passa il fazzoletto sugli occhi, sembra aver pianto, io non l'ho chiamata, chi sarà stato?
Si avvicina al tavolo <<voglio vederla!>>.
Elisabetta
Sento in lontananza delle voci, poi è come se venissi catturata dal suono di uno in particolare, quello che odio. Esco dalla mia bolla, qualcuno è accovacciato a terra, io non lo vedo, non so chi è, vedo solo lei, mi alzo di scatto e mi piazzo di fronte a Franca.
All'improvviso tutti tacciono, io e lei ci guardiamo.
<<Non sono venuta per te, voglio vederla è mio diritto >> mi dice Franca.
La guardo e le rido in faccia, il suo volto si contrae, si irrigidisce.
<<Hai diritto? Ma le senti le stronzate che dici? Lei è morta, non c'è più.
Tu dovevi essere qui mentre emanava l'ultimo respiro, dov'eri ? Te lo dico io, a farti i cazzi tuoi.
Sei arrivata adesso, ma mia cara lo spettacolo è finito. Tu non hai diritto a niente >>
Le do un violento spintone, barcolla ma la sua amica riesce a non farla cadere. Quest'ultima mi guarda e mi afferra il braccio con violenza
<<tu non hai nessun diritto di vietarlo>>
<<lasciami immediatamente, se non vuoi trovarti col culo a terra>>
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Non lasciarmi sola (completata)
Roman d'amourElisabetta è una ragazza che per i suoi 18 anni ha sofferto tanto e questo l'ha resa più matura. Ultima di quattro figli, ha un legame molto forte con i suoi genitori. Non ha un carattere forte, ed è molto fragile. Il dolore sarà una sua compagnia...
