Capitolo sedici

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Alex

È  tra  le mie  braccia,  si è  addormentata dopo  quell'incubo.
Mi si  è  gelato  il cuore  quando  prima  di addormentarsi ha sussurrato "non lasciarmi  sola ".
Lei  non sa cosa  ho fatto,  sono  un brutto  bastardo  egoista,  le sto  facendo  male  e lei  non lo merita.
Ripenso  a due giorni  fa,  quando le  ho fatto quella sfuriata e lei  arrabbiata  mi ha lasciato  lì come  un deficiente.
Ero  arrabbiato con lei  e con me stesso perché provo così  tanta  gelosia  da diventare  matto.
Ho fatto  quello  che  non avrei  dovuto  fare  per la seconda  volta.
Sono  andato  dalla  mia amica  Alessia, era dentro  il negozio  che  gestisce,  sapevo  che  l'avrei trovata nel suo  ufficio seduta.
Sono entrato senza bussare,  ero  teso  e arrabbiato  e senza riflettere  mi sono fiondato  su di lei. L'ho fatta alzare, lei  mi toccava  dappertutto, io volevo  solo  stare  bene  subito, le ho alzato la gonna  strappandole  le mutandine, le ho ordinato di piegarsi, ho messo un profilattico  e senza  pensarci  tanto  l'ho presa da dietro  scaricando con quel gesto  tutta  la rabbia. Non ci  sono state  coccole  oppure  carezze, solo  una sana scopata  tra  amici.
Alla fine mi ha salutato con un bacio  e me ne sono andato via.

Avrei  dovuto  lasciarla  stare, invece  sono  un fottuto egoista, non riesco  a stare  senza  di lei. Finalmente  avevo  nella  mia vita  qualcosa  di puro  e meraviglioso tutto racchiuso  in questa  meravigliosa ragazza e la tradisco come  se non  fosse  niente  per me.

Mi distolgo dai  mie  pensieri, mi auguro  che non lo scopra  mai, perché  so che  la perderei.

Sta  dormendo, sembra  un angelo, il mio  angelo, vorrei  riuscire  ad amarla  come  merita, ma non riesco. Dopo  la morte  di mio  padre, vedere  mia  madre  tra le braccia  di un uomo  che  ogni  tre  per due  la tradiva  per poi  abbandonarla  per scappare  con una  ragazza molto  molto  giovane, mi ha destabilizzato.
Non so  cosa  sia scattato  in me, ma non sono  il tipo da famigliola  felice  e tanti  marmocchi.
Eppure  quando  ho incontrato il suo  sguardo quel giorno, l'ho desiderata  come  si desidera  l'acqua  dopo  giorni  di cammino  in un deserto.
Vorrei  cambiare  solo  per  lei, ma non so se ne  sono  capace.
Adesso  la voglio  per me. Lei  è  mia.
Mi alzo cercando  di  non svegliarla, mi rivesto  e vado via, ho bisogno  di rimanere  solo.
Salgo sulla  mia  bimba  e torno  a casa  mia.
Arrivo  in poco  tempo, questa  casa  è il mio  rifugio, non è  entrata mai  una  donna, è  il mio  posto  sicuro.
Mi spoglio e faccio la doccia,  poi  mi butto  sul letto. Ho bisogno  di dormire.
Mi addormento  pensando al suo  meraviglioso  viso.

Elisabetta

Sono  le  nove  di mattina, dopo  quell'incubo  mi sono  addormentata  tra  le braccia  di Alex.
Lo cerco ma nel letto non c'è, lo chiamo  ma non mi risponde.
Mi alzo  e vado in cucina, ma la casa  è  vuota, ci sono  solo  io. Nessun  biglietto, guardo  il cellulare, ci sono  diversi  messaggi di Sara  e Max, uno  di Gaia,  ma di lui niente.
Io veramente  non capisco, per quanto  ci provi  non capisco, il suo  comportamento  mi fa sentire  più insicura  di quello  che sono.
Vorrei  chiamarlo, poi penso  che  potrebbe sentirsi  soffocare. Non lo so.
Forse  il fatto  che  non mi sento  pronta  per farlo, lo allontana  da me; sono  una stupida,  per colpa  delle  mie  paure  potrei  perdere  l'uomo  che  amo.
Prendo il cellulare e chiamo  Sara.

" Sara  "

"Ehi  Bella  buongiorno anche a te"

"Volevo  chiederti una cosa, però  mi vergogno  da morire."

"Dimmi lo sai  che  puoi  parlarmi di  qualunque cosa"

" Vorrei che  mi  prendessi un appuntamento  con la ginecologa  di tua madre, vorrei  iniziare a prendere  la pillola "

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora