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Capitolo diciotto

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Elisabetta

Un altro  giorno è  sorto,  mi sento  così  vuota.
Ho trovato  un messaggio  di Alex, diceva
"Buongiorno  ragazzina,  ti ricordo che questa sera  vengo  a  prenderti  quando  finisci  il turno.
Tuo  Alex"
Non gli  rispondo, non so  se proverà  quello  che ho provato quando  mi ha ignorata.
Questa  mattina  Luca  verrà  con me  al cimitero, mi ha detto che arriverà intorno alle  dieci.

Mi alzo,  scelgo cosa  mettere. Opto  per Jeans neri e una  maglia  bianca con scollo a V, stivaletti neri con tacco, poi  vado  in bagno  e cerco  di essere  presentabile.

Ho l'umore  sotto i piedi, forse  sto  ragionando  troppo,  a volte  vorrei  essere più leggera  anche nelle reazioni, ma io non sono  così, io non ce la faccio, non penso  di chiedere la luna, vorrei  essere  amata, vorrei  sentirmi  al sicuro  e lo vorrei  con Alex. È  stato lui  a  cercarmi,  a volermi, io non lo avrei mai  fatto, io non mi sento  alla sua  altezza, non mi sento  all'altezza  di nessuno. Io sono  semplicemente  io, punto.
Non sarò  mai spigliata, non avrò  mai  un corpo  da sballo  come  alcune donne, ho sempre  sofferto, non sono  mai  riuscita a difendermi, ho sempre avuto Sara la mia  guerriera, sono  debole e insicura e il comportamento di Alex non fa altro  che  aumentare  tutte  le  mie  insicurezze.

Luca  è  venuto a prendermi, adesso stiamo entrando  dentro  il cimitero, lui mi tiene  per mano. Lui, Sara e  Max sanno quanto mi fa male  entrare  qui  e vedere  quella lapide, perché  guardandola  ho la certezza che non è un incubo ma è la realtà: lei non c'è più.
Mi inginocchio, bacio  la foto e batto la mano  sul terreno. Ho il magone, un dolore  al petto.
Mamma  mi manchi  da morire, è  tutto  più  difficile  senza  di te.
Luca  si china  vicino  a me,  mi accarezza il viso e asciuga  col pollice  le mie  lacrime.
Do un bacio  alla  foto.
Ciao  mamma.
Luca mi stringe  a sé. Prima  di salire  sulla  moto mi fa appoggiare, mette  le sue  mani  sulla  mia vita  e poi  si avvicina  col viso, prima  che  lui possa toccare  le mie  labbra  metto  la mia mano sulla sua  bocca  per fermarlo.

<<non posso  Luca  perdonami >>

<<ma non ti accorgi  che ti sta  prendendo in giro? Lui  non ti ama.
Cazzo  Elisabetta ascoltami  una  buona  volta >>

<<tu ... tu hai ragione, lo so che non mi ama, io non so  cosa  lo spinge  sempre a cercarmi, ma se non seguissi  il mio cuore  me ne  pentirei  per tutta  la vita, ci devo  provare,  non per lui  ma per me >>

<<Vieni con me due tre giorni, stacca la spina, vieni a  Milano,  magari non oggi.
Però  pensaci, magari  mi raggiungi la prossima settimana. Parti  il venerdì  e poi  il lunedì  mattina  ritorni a  casa >>

<<non ti prometto  niente, ma ci penserò >>

<< andiamo  scricciolo, ti porto  a casa, pranziamo  insieme>>

<<Ti sei  autoinvitato?>>

<<certo  è  anche  la mia di famiglia, e  poi  voglio  stare  con te fino  a stasera  quando  ti accompagnerò a lavoro >>  me lo dice  stuzzicandomi  e mi fa l'occhiolino.

Facciamo  un giro  lungo, sto  così bene quando c'è  lui accanto  me, mi fa sentire protetta, forse è  il  sapere  dei  suoi  sentimenti. Ho poche  certezze  nella  mia vita ma il suo amore  è uno  di quelli.
Alex mi ha chiamata dopo  pranzo, non gli ho risposto, conoscendolo  si  starà  infuriando. Ho voglia  si sentirlo, di perdermi fra  le sue   braccia, non proverò mai  questo  sentimento per qualcuno che  non sia lui.
Povera  me.

Non lasciarmi sola (completata) La tua prossima ossessione. Scoprilo ora