Il rettore dell'Achademia

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Il rettore e Yuz stavano uno davanti all'altro, lasciando che le ondate di disagio rimbalzassero fra loro come una sorta di risacca emotiva.

Yuz non sopportava il rettore dell'Achademia come non sopportava qualunque autorità si credesse superiore a lui o pensasse di avere il diritto di controllarlo. Il rettore, di contro, era irritato dal modo in cui Yuz gestiva il suo istituto, come un piccolo feudo di cui era monarca assoluto e in cui nessuno poteva mettere becco.

Facevano di tutto per non incrociarsi, ma quello che aveva visto Yuz era così clamoroso che si era fatto la violenza di presentarsi al cospetto del rettore. "Ha capito la situazione?" gli chiese, dopo avergli esposto il breve aneddoto su Valerius che ho narrato prima.

Il rettore scosse lentamente la testa. "Non capisco il punto, professore."

"Ha smontato il tensiometro di Gamedio. E poi lo ha rimontato. Alla perfezione. Completamente funzionante. E ha 14 anni."

"In realtà l'unica cosa che noto è che per intrattenere i suoi tirocinanti trova esercizi piuttosto meschini"

Yuz cercò di mantenere la calma. Dentro di lui ribolliva, ma sapeva come comportarsi. Non sarebbe caduto nella trappola intellettuale del suo nemico. "Almeno sa cos'è il tensiometro di Gamedio?"

"Certo che lo so. Uno stupido giocattolo inventato da Gamedio secoli fa. Un ridicolo groviglio di ingranaggi e pulegge che rende complessissima un'attività di calcolo semplicissima."

"Eccola la parola chiave! Complessissima! Quell'oggetto è un delirio! Chiunque sia stato così stupido da cercare di capire come funzionasse è quasi impazzito. E il giovane Demoire lo ha smontato e poi rimontato!"

Il rettore tacque e guardò fuori dalla finestra, come se stesse valutando se gettarsi di sotto, tanto per chiudere il dialogo avendo l'ultima parola. Poi però decise altrimenti. "Capisco che possa averla impressionata."

"E sappiamo chi è il giovane Demoire..." Yuz fece sì che quel "chi" risultasse spigoloso all'udito del suo interlocutore.

Il rettore conosceva bene i litigi tra Yuz e Zeddai, dei noiosi circhi che gli avevano portato solo grane. Ora che cominciava a vedere dove il professore lo stava portando sentì un brivido gelido lungo la schiena e il salto dalla finestra gli apparve terribilmente allettante. "Credo debba sottintendere un po' meno, professore..." disse, facendo finta di non capire, sperando di spegnere le battute ad effetto di Yuz.

"Il professor Zeddai ci ha messo tra i piedi una sua... creatura... una specie di folletto... o genio... o demone. E lo ha fatto con uno scopo. Quell'uomo combatteva guerre fino a qualche anno fa. Come possiamo sapere cosa sta tramando ora? Con quel potenziale mostruoso a disposizione!"

Il rettore scavò una vera e propria trincea di apatia. "E?"

Yuz non era tipo paziente. Si pentì di essere corso dal rettore come una lavandaia isterica. Pensava che persino quello stupido barbogio lo avesse appoggiato se gli avesse presentato onestamente la situazione. Evidentemente si sbagliava e stava solo perdendo tempo. E perdere tempo era la cosa che Yuz odiava di più. Sbottò: "Mi sembra di capire che la faccenda non le interessa" disse tagliente "comunque sappia che terrò sotto controllo la situazione. Quando... QUANDO non SE vorrà avere notizie potrà averne da me."

Il rettore provò a replicare, cercando di contrastare quella battuta troppo irriverente, ma Yuz scivolò via dal suo ufficio prima che ci riuscisse.

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora