Il tempo di Maschera di Ferro

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Londra

L'ottoniera era nascosta sotto dei tappeti, il che rendeva difficile operarla, con le manopole che si impigliavano nelle nappe e i visori seminascosti.

L'uomo però aveva ben altro da preoccuparsi perché era consapevole che pochi minuti di gracchiare potevano costargli la vita, se la persona sbagliata o anche solo l'orecchio sbagliato fossero stati in ascolto. Questo era il motivo della pistola, affatto nascosta, che teneva a portata di mano.

Segnò su un foglio il messaggio, lo lasciò a ripetersi diverse volte, come sempre. La prima volta non lo capiva mai, la seconda, cominciava a divenirgli chiaro, alla terza ormai aveva tutte le parole. Eppure era solo quando lo rileggeva che ne capiva il senso, come se i suoni fossero solo suoni, mentre operava la trascrizione. Le braci del camino erano accese, l'ultima precauzione, il foglietto ci sarebbe finito alla fine delle operazioni.

Finì di trascrivere, lesse e rilesse, cercò di comprendere. Quando tutto gli fu chiaro, allora nella sua testa ci fu abbastanza spazio per sentire il rumore alle sue spalle. Afferrò la pistola e la puntò.

"Tardi, amico mio." disse Maschera di Ferro fissando l'arma, con la mano sull'elsa della spada.

L'uomo non abbassò l'arma. "Tu hai esitato per primo."

"Io non sono qui a ucciderti."

"E perché non dovrei ucciderti io?"

Maschera di Ferro si portò in un angolo, si sedette su una poltrona e si tolse la maschera. Il suo volto rimaneva comunque avvolto nelle tenebre. E comunque il suo volto non aveva importanza. "Perché uccidermi?"

"Perché stai usando la ribellione di Valerius Demoire per i tuoi scopi, ingannando le persone. Lo sappiamo che non c'entri niente con i messaggi, li ascolti come noi. Non sei la nostra guida."

Maschera di ferro fissò il volto ghignante della maschera, dopotutto era un volto che lui non vedeva mai. "E quali sarebbero i miei scopi?"

"Non li conosco! E questo non ti aiuta."

"Io non ho bisogno di aiuto" la voce di Maschera di Ferro era metallica anche senza essere filtrata dalla maschera stessa "ma voi si. Per questo ti chiedo ancora: ha senso uccidermi?"

"Dove hai intenzione di portarci?"

Il brigante si alzò, si rimise sulla faccia il volto ghignante che molti identificavano con Valerius Demoire. Si avvicinò all'uomo, senza temere la sua arma. "Forse nello stesso posto dove vuole portarvi Valerius. Come fai a essere sicuro del contrario? Credi sia arrivato fin qui solo perché sono furbo? La verità è che nessuno ha mai trovato opportuno intralciare i miei piani, perché hanno sempre coinciso con quelli delle persone con cui ho lavorato. Come ora coincidono con i tuoi."

"Con la piccola differenza che io so chi sei."

Maschera di Ferro appoggiò un dito sulla canna della pistola e la spostò a puntare il vuoto. "E non l'hai detto a nessuno."

L'uomo all'ottoniera prese il biglietto con la trascrizione e lo gettò nel fuoco. Appoggiò intanto la pistola sui tappeti. Rimase a guardare le fiamme. "Il messaggio dice che sono arrivati al Varco di Calendimaggio."

"Quindi hanno salvato Valerius?"

"Non ancora."

Maschera di Ferro sospirò, un respiro da mantice attraverso la maschera, come lo sfiatare di un piccolo myrmidon "In ogni caso il tempo è giunto."

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora