Valerius lascia l'Achademia

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E il giorno che Zeddai decise il destino di Valerius e gli fece lasciare l'Achademia, Yuz era nuovamente dal rettore e il rettore aveva nuovamente voglia di buttarsi dalla finestra.

"Cosa la preoccupa?" gli chiese l'eminenza massima dell'istituto, prendendolo in contropiede, prima ancora che potesse lamentarsi. "Temeva quel ragazzo come un flagello... e ora quel ragazzo smetterà di essere sotto il nostro stesso tetto. Ed è ancora qui?"

Lo stato d'animo di Yuz era ben diverso da quello con cui aveva inveito contro il rettore la prima volta. Provava la latente angoscia del genitore o del tutore che vede scapparsi via il suo allievo. Non aveva intrattenuto nessun rapporto diretto con Valerius dopo la fine del suo tirocinio, così agiva Yuz, ma comunque si era legato a lui con un affetto che sicuramente è disdicevole per chi ha il dovere di raccontare. Di fronte a quell'invettiva così cinica, si limitò ad abbassare la testa. "Ce lo ha lasciato come un pacco... ora se lo riprende... non è una pianta da far maturare in serra, è un ragazzo. E non penso sia giusto che faccia quello che vuole di lui."

"E' suo padre e comunque qui Valerius non aveva più nulla da fare. Il professor Zeddai sicuramente è la cosa migliore che può capitare a una mente come la sua."

"No" Yuz tirò fuori la perentorietà della verità assoluta "non lo è."

Il rettore sospirò, almeno sarebbe stata l'ultima discussione che avrebbero avuto sull'argomento. "Il professor Zeddai sta per partire per l'Argentina. La nostra nazione aiuterà la colonia spagnola in un enorme piano di valorizzazione del territorio. Ha il compito di progettare un vasto sistema di irrigazione per migliorare i campi e aumentare la produttività del paese. E' un impegno lodevole e ambizioso in cui Valerius può sicuramente aiutarlo. Non vedo per lui miglior luogo dove crescere e mettere in pratica quello che ha imparato qui."

"Zeddai le ha detto personalmente di questi progetti?"

"Assolutamente. Abbiamo parlato prima che portasse via il ragazzo."

"Mentiva. E lo sappiamo entrambi."

Il rettore trattenne un'emozione. Impossibile sapere quale fosse, finché la teneva stretta fra le labbra chiuse. Poteva essere anche la consapevolezza, quella con cui avrebbe dato ragione a Yuz. "E' un eroe della nazione. Non dubito dei suoi comportamenti."

"E' un freddo assassino della guerra del Vapore."

"L'abbiamo vinta, quella guerra."

Yuz non parlò più. Era stato già infantile presentarsi lì. Come avrebbe potuto il rettore fermare quello che stava accadendo? Che senso avrebbe avuto, per l'Achademia, mettersi contro l'eminente Zeddai? Yuz, forse per la prima volta nella sua lunga vita, quel giorno si era sentito ferito e vulnerabile e questo lo aveva fatto comportare in modo irrazionale. Sfogatosi con il rettore, però, cominciava a vedere lucidamente quello che sarebbe accaduto e questo lo calmò. "La guerra non è finita." si limitò a dire "La guerra non è nemmeno ancora cominciata."

Dalla mia attuale posizione dovrei condannare Yuz, ma non lo farò. Siano altri a giudicare il suo comportamento. Sarebbe pedante riportare qui il nostro codice, ribadire che mai e poi mai i nostri Calcoli devono essere resi noti alle persone comuni. Pedante e meschino.

I Calcoli, persino i nostri, sono sempre e solo Calcoli. Quello che stava avvenendo nel cuore di Yuz quel giorno era qualcosa di molto differente.

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora