"La Francia insorge."
Re Gregoire li accolse così, applaudendo mollemente. Uomo altissimo, ti carnagione chiara, capelli lunghissimi che gli arrivavano a metà schiena, liscissimi come fossero seta, un'espressione irridente da giullare. Figlio di Sergio I, il re del fuoco, il peccatore che aveva dato inizio alla guerra del Vapore e vi aveva trovato morte, impiccato dai vincitori del conflitto .
Valerius lo guardava apatico, cercando di tenere le distanze da lui, ma intanto Francine era raggiante. La sua nomina a generale era stata confermata sul campo e un'alta uniforme era stata confezionata per lei in fretta e furia perché si presentasse nel migliore dei modi al suo re. Era splendida, rigida nell'abito militare eppure così traboccante di vita e energie. Re Gregoire cominciò a rivolgerle sguardi quasi lascivi, quando Valerius se ne accorse le sue guance si infiammarono.
"La Repubblica non si aspettava niente del genere. Chiunque voleva un pretesto per la rivoluzione ha preso in mano le armi. Diverse province hanno già dichiarato di essermi devote, Parigi è una polveriera. Basterà entrarci per riavere tutto quello che mi è stato rubato."
Re Gregoire non parlava solo per loro. Nella sala grande del palazzo che occupava erano riuniti i suoi consiglieri più vicini e le personalità politiche che lo avevano aiutato ad architetturare il piano per la sua vendetta. Compatti, su un lato della sala, stavano impettiti i massimi esponenti dei moschettieri di ferro: generali, politici, intellettuali. La loro vittoria era duplice: il Re stava vincendo e l'artefice della vittoria era una loro creatura.
Ma re Gregoire aveva interessi tutt'altro che politici su Francine Santaroche, interessi che potevano aspettare. Gli interessava di più un'altra questione. "E così voi siete inglese, Valerius Demoire."
Valerius attese, secondo etichetta, alcuni secondi, poi rispose. "Il collegio dove sono stato cresciuto orfano era inglese."
"Orfano finché non vi ha adottato il professore Zeddai, uno scienziato inglese"
"Innegabile."
"E vi siete già fatto dei nemici, dicono."
"Ogni battaglia ne porta."
Re Gregoire affondò le dita tra i suoi capelli, le lasciò scivolare tra le ciocche come a suonare l'arpa. "Ma marcerete con me su Parigi?"
"Marcerò per voi come ho fatto finora."
"Voi non mi piacete, Valerius Demoire."
Francine ebbe un fremito, impercettibile. Solo gli alamari della sua giacca vibrarono un po'. Valerius invece sorrise. Erano sorriso contro sorriso, un re ghignante di vendetta e un genio beffardo, arrogante con l'intero genere umano. Non parlarono, non si dissero niente, rimasero solo a guardarsi.
"Ma in verità, in generale, i soldati sono tutti sgradevoli." concluse re Gregoire.
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Valerius Demoire - vol.1
Science-fiction[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
