Fronte Francese
Sentì il suo corpo riemergere, letteralmente, dal torpore. Piano piano lo sentì salire verso la superficie della realtà, come un moto inevitabile, come se fosse più leggera dell'incoscienza che aveva intorno.
Poi, appena toccò la superficie, le fiamme cominciarono a roderla e morderla, l'atmosfera della realtà era satura di acido e di dolore.
Sbarrò gli occhi e urlò.
Provò a muoversi, ma il suo corpo non rispondeva, anzi, era come se ci fosse qualcosa di pesante che lo teneva. Poi intuì che quella cosa pesante erano le mani di un infermiere che intanto le rivolgeva parole per calmarla. "Stia tranquilla, madame. Non ancora! Non ancora!"
Non fece in tempo a concentrarsi sull'infermiere che un'ombra alle sue spalle le si avventò contro con un pungilione. Il suo corpo tornò a essere pesante e ad affondare.
Oscillò tra la coscienza e l'incoscienza, tra la vita e la morte, tra la pace e il dolore, per un tempo indefinito. Ogni volta che risaliva il bruciore era meno intenso, le parole dell'infermiere più chiare, i suoi movimenti più controllati. Alla fine capì di essere tornata a dei reali cicli di sonno e veglia, intervallati da qualcuno che la imboccava con cibo e acqua e alcune ombre indistinte che la guardavano e sussurravano, lontano dalla sua percezione. Quando non ne poté più di essere alla mercé di sconosciuti riuscì a risvegliarsi del tutto, i dottori le fecero mille domande a cui non seppe rispondere. Ne fece anche lei e loro risposero allo stretto necessario. Era in un ospedale? Si. Era viva? Si. Avevano vinto la guerra? Nessuna risposta.
Poi finalmente, qualcuno si rivolse a lei come a una persona e non come a un paziente. "Sono contento di vederla in forma capitano Santaroche."
Capitano... non era il suo grado. O forse si. Si toccò le garze che ancora le ingombravano il polso destro. "In forma?"
"I dottori mi dicono che le rimarrà quella cicatrice e quella sulla schiena, ma per il resto è intatta. Ho visto l'Orleans e posso assicurarle che è stata fortunata."
Il suo volto era intatto. Tutto, in lei, era intatto. Ed era stato il Valkyrie a salvarla. Quando l'incendio dei myrmidon era dilagato i sistemi di sicurezza della macchina inglese avevano erogato del refrigerante e, soprattutto, avevano liberato il vapore pesante. Nonostante potesse sembrare una follia, il rilascio controllato del fluido aveva assorbito le fiamme in pochi secondi. Abbastanza perché le protezioni del suo abitacolo non cedessero. Era stata fortunata per tutto quello? Non si sentiva fortunata.
"Non mi dicono della guerra." si lamentò "Lei chi è?"
"Generale d'armata Malebranque, potrei dire di aver guidato la resistenza all'invasione inglese, ma non posso, davanti a lei."
"E perché?"
"Perché lei ha guidato le truppe, è indubbio."
"E posso sapere come è finita? Abbiamo vinto?"
Malebranque parve imbarazzato: "Abbiamo respinto gli inglesi, gli abbiamo impedito di porre una testa di ponte qui. Ora arriverà l'inverno e la nostra flotta e scongiurerà altri sbarchi. Si, abbiamo vinto."
"Quanti myrmidon ci sono rimasti?"
"Quattro, tutti della sua squadra."
Francine visualizzò quest'immagine di lamiera intrecciata come vimini, ad avvolgere il terreno come una ghirlanda. Lamiera intrecciata lorda di sangue. "Dite che si sono salvati solo uomini della mia squadra?"
"Dicono che li abbia ispirati lei a sopravvivere."
"Saprebbe dirmi dove si trova ora il sergente Villeneuve?"
Malebranque non si aspettava la domanda. Valutò se dare la risposta, ma gli era fin troppo evidente che la ragazza davanti a lui era avida di risposte e non poteva negargliele. Il giro di parole che usò voleva essere una delicatezza, ma suonò grottesco. "Villeneuve non è tra quei quattro."
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Valerius Demoire - vol.1
Science Fiction[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
