L'arrivo di Avignone

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Avignone!

Yuz sentiva la tensione pulsargli nelle vene. Nelle ultime settimane aveva capito come trasmettere notizie al di fuori del campo di Delatroux però era un esercizio intellettuale inutile senza avere niente da dire.

Sebbene avesse impiegato tutte le sue eccezionali doti e sebbene avesse esplorato il villaggio in lungo e in largo non era riuscito a trovare nessuna informazione utile, né sull'ubicazione della base definitiva né sui piani futuri delle misteriose persone che comandavano.

La visita di Avignone, però, aveva riacceso il suo entusiasmo. Se fosse riuscito almeno a dare un volto a uno dei cospiratori avrebbe avuto in mano qualcosa. Certo, Canterbury, per via dei suoi collegamenti col governo inglese, era di gran lunga più interessante per lui, ma questo non significava che Avignone non avrebbe potuto rappresentare qualcosa di importante.

Anche Delatroux era nervoso. Era evidente che Avignone non si faceva vedere molto spesso e quella visita era un evento notevole, nel bene e nel male. Approfittando della sua confusione, Yuz lo interrogò direttamente. "E' la prima volta che incontra Avignone?"

"Assolutamente si. Come immagino lei con Canterbury, se non peggio." "Canterbury era un personaggio ancora più sfuggente, ma immagino corresse molti rischi. La situazione politica in Francia lascia maggior manovra."

Delatroux ammiccò involontariamente, nervoso. "Già..."

"Secondo lei cosa significa questa visita?"

"Quello che aspettiamo. Significa che il nostro tempo è giunto. Anche se non la ho aggiornata la fabbrica è già a regime e presto ci trasferiremo lì. Significa che presto avremo a disposizione gli strumenti necessari."

"Gli Orleans?"

"Assolutamente si. E spero che là il suo ragazzo possa completare i suoi lavori e rimettere in piedi l'elegante macellaio. In realtà alcune persone non hanno apprezzato quello che abbiamo dovuto fare a quella macchina."

Yuz ricordò le sue sensazioni nel vedere l'elegante macellaio riverso a terra. Una grade apprensione per Valerius, certo, una grande angoscia, ma anche un senso di liberazione, come se quel demonio non fosse solo un pezzo di ferro semovente, ma qualcosa di più terribile. Un'evidente percezione del futuro. "Valerius sta lavorando alacremente" disse, con un sorriso posticcio "riparerà a quello che avete fatto senza problemi. In realtà sta probabilmente approfittando della situazione per migliorare il mezzo."

"Non ne dubito..."

In quel momento uno degli aiutanti da campo di Delatroux entrò nella casa, rosso in volto, con il fiatone. "Arrivano!" disse "Arrivano!" E nel dirlo indicò fuori dalla finestra. All'orizzonte, sull'unica strada che portava al villaggio, avanzavano tre auto scure, dei blindati leggeri a vapore. Nella loro scia una densa nuvola di polvere e gas di scarico.

"Andiamo dunque." disse Delatroux sorridendo.

"Andiamo." disse Yuz, altrettanto lieto.

Il loro atteggiamento gioioso era una menzogna. E lo sapevano entrambi.

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora