Alla casa sulla costa

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Erano una carovana piuttosto bizzarra. Dietro tutti, Francine guidava l'Orleans con esasperante lentezza. Certo, col motore così giù di giri almeno non aveva problemi con l'ignitium, ma faceva un passo al minuto e le stava per venire un esaurimento nervoso.

Sul carro davanti a lei, gli stessi di quando era andata a Maison Frediére, a parte il fatto che Germaine non era più legata e sedeva comodamente. In testa al gruppo il brigante con la maschera di ferro portava al passo uno stallone bianco, galoppando ogni tanto avanti a tutti per sincerarsi della situazione.

L'Orleans portava, fissata alla schiena con delle catene, la testa del Danse Macabre, completa della calotta e con parte della placca pettorale. Era un oggetto macabro. Il Danse Macabre aveva una testa meno umanoide di tanti altri myrmidon, ma lì, appesa alla schiena come un oggetto inutile, dava proprio l'idea del cranio di una persona, mozzato alla base e portato in giro come un trofeo tribale.

Francine aveva rapidamente capito perché Maschera di Ferro aveva corso il rischio di contattarla. Rispetto al luogo dove si trovava maison Fredière stavano andando molto più a sud, verso Nizza. Portandosi dietro un oggetto bizzarro come la testa di un myrmidon sarebbe stato inevitabile dare nell'occhio e difficilmente il brigante avrebbe potuto spiegare alle guardie francesi che aveva buone intenzioni. Anche così, con lei a bordo di una macchina francese e il carro con le insegne della corona, erano stati fermati due volte da ispettori stradali e lei aveva dovuto tirare fuori tutto il suo orgoglio di tenente per ottenere la possibilità di passare senza problemi.

Maschera di Ferro indicava loro la direzione, ma non gli diceva dove stavano andando. Non da Valerius, questo era certo, perché se anche il segreto della sua posizione era nascosto nella testa del suo myrmidon, mentre erano al castello non erano riusciti a estrarglielo. Qualsiasi tentativo di Francine di chiedere spiegazione sia direttamente all'uomo mascherato sia a Germaine non aveva portato alcun frutto. Questa era un'altra cosa che le stava facendo perdere la pazienza.

Alla fine arrivarono al mare. Per quello che ne sapeva lei, erano si e no a una trentina di chilometri da Nizza, in un'area che però non era civilizzata. D'un tratto, Maschera di Ferro diede di sprone al suo cavallo e corse avanti, lasciandoli indietro. Non avevano bisogno della sua guida, però, visto che esisteva un unico sentiero. Seguendolo, arrivarono a una costruzione simile a una torre, di pietra, ai piedi della quale c'era una capanna a dir poco fatiscente. Davanti alla capanna un ometto di nemmeno un metro e cinquanta, ciuffi di capelli bianchissimi sulla testa, occhi azzurri chiarissimi nascosti dietro spessi occhiali dalla strana montatura. Un corpo in generale esile, che sarebbe forse volato via, non fosse per la pancia gonfia come un otre, che tendeva un grembiulaccio in tela grezza sporco di nero. L'ometto stava già chiacchierando con Maschera di Ferro, ancora a cavallo.

Francine rimase a bordo dell'Orleans mentre il resto del gruppo scendeva dal carro. "Siamo arrivati?" chiese all'altoparlante.

"Siamo..."

"Splendido! Splendido! Amico mio!" esclamò l'ometto eccitato. "L'Orleans! Il prototipo! La prima macchina francese! Guarda il suo braccio! Sei pistoni idraulici opposti a quattro, la più vicina rappresentazione di muscoli umani che la tecnica sia mai riuscita a realizzare. E un sistema di controllo basato su una rete fitta di cavi d'acciaio che al confronto di tutto il resto paiono sottili come capelli! Ah! E mi hanno anche raccontato che questa macchina può essere solo usata da un'avvenente fanciulla dalle tette enormi! Ma chissà! Magari sono dicerie!"

Ci fu un momento di gelido silenzio, tra tutti. Persino l'Orleans sembrava aver diminuito il basso rombo del suo motore.

"Scendo." disse poi semplicemente Francine, cominciando a sganciare le cinghie dal sedile.

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora