Spagna
Il comandante spagnolo era un uomo dagli occhi acquosi e l'espressione triste, il volto allungato di qualche ramo bastardo dei casati di Castiglia, reso spinoso dalla barba malfatta. Morgan era certo di non apparire meglio, lui che non poteva contare nemmeno un'ottavo di nobiltà rubata, che non si lavava da giorni e che aveva dei capelli che sembravano ormai un ammasso di sterpi.
I due ragazzi per tradurre, a sommare le età, non facevano forse nemmeno 40 anni.
"Lei capisce che questo incontro mi rende accusabile di tradimento. C'è la forca per il tradimento, in guerra." spiegò lo spagnolo.
"Così è anche per me."
"Cosa l'ha convinta a presentarsi?"
Morgan era in imbarazzo. Quello che l'aveva convinto non avrebbe convinto un uomo sano di mente. Ma lui aveva smesso di esserlo da tempo e ne soffriva. "Abbiamo catturato uno dei vostri. Delirava di molte cose. Ma alcune collimano con quelle che erano nel suo messaggio."
Lo spagnolo rise. "Molti delirano al giorno d'oggi."
"Forse anche noi due, no?"
Lo spagnolo appoggiò una mano sul tavolo. Nascondeva qualcosa che raschiava sul legno mentre lui la muoveva. La mosse alcune volte in larghi cerchi e poi se la lasciò scappare via. Una piccola moneta prese a rotolare.
Non posso essere sconfitto
"No, purtroppo no. Noi non deliriamo."
Morgan appoggiò sul tavolo la moneta che aveva preso al demente. "Parli, per favore."
"Da quanto non riceve rapporti dall'ovest?"
"Non abbiamo molti uomini a ovest."
"Ne avete abbastanza da tenere a bada i nostri. Ma non comunicano da tempo, vero? Come non fanno i nostri. Una cosa cambia, tra i vostri e i nostri. Alcuni dei nostri sono tornati indietro."
Morgan ebbe un brivido. Era ovvio cosa doveva essere successo a chi non tornava indietro. "Altri uomini che delirano?"
"Qualcosa è venuto dall'oceano."
Morgan guardò le monete. "Dall'oceano possono venire solo i rinforzi per voi dall'America latina. Ma non penso me ne parlerebbe in questo modo."
"Qualcosa."
Morgan scosse la testa spazientito, ma qualcosa lo trattenne dall'andarsene. Il problema non era che non credeva allo spagnolo. Il problema era che non ne aveva paura. Non aveva paura di una minaccia che stava venendo a distruggerli tutti, forse perché pensava che lo meritassero, di bruciare, una buona volta.
"Abbiamo delle ottoniere" continuò lo spagnolo "l'unica tecnologia che sia arrivata qui... quelle ottoniere ci stanno spiegando cosa sta accadendo. Ed è qualcosa di terribile."
"E vi stanno dicendo anche cosa dovremmo fare?"
"Quello invece è ovvio." ci fu un lampo nello sguardo dello spagnolo. La sua vena castigliana nobile che dardeggiava cercando di affermarsi. "Dobbiamo unirci e combattere il nemico."
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Valerius Demoire - vol.1
Science Fiction[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
