L'enigma del tarot system

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"Questa roba non significa niente..." disse Arcadio grattandosi la testa fra i ciuffi di capelli bianchi. "Oppure significa tutto e allora questo vostro Valerius era forse un genio più di me."

"Non pensa ci sia nessun'altra informazione nella macchina?" chiese Germaine ansiosa. Le bacchette avevano finito di scolpire il legno già da alcuni minuti, ma tutti erano rimasti in silezio, come aspettando qualcosa di clamoroso, forse persino che Valerius entrasse direttamente dalla porta.

"E' tutto qui... e dentro Valerius." continuò sibillino Arcadio.

"Se è dentro Valerius" intervenne Francine "è inutile."

"Io non direi, angelo."

"Che idea ha?"

Arcadio si era messo a giocherellare con i trucioli che la macchina aveva prodotto. "Risponda a questa domanda: per chi è questo messaggio? Valerius lo ha lasciato per qualcuno dotato di abbastanza tenacia da inseguirlo fino all'ultimo luogo dove era stato visto, nel cuore di una guerra... chi voleva tanto ardentemente trovarlo?"

"Lei può rispondere a questa domanda?" chiese Francine sulla difensiva. Il tono dell'uomo non le piaceva.

"Io no... e lei?"

Francine, la spada immacolata di Francia, si avvicinò quasi barcollante al tavolo e si mise anche lei a scorrere le dita fra i segni. Sembrava come ipnotizzata dal geroglifico sul tavolo o anche solo dalla macchina che vi incombeva sopra, con ancora tutti gli aghi tesi. "Si sta prendendo gioco di me?"

"Mai quanto lei si sta prendendo gioco di sé stessa."

Francine era immobile, guardava giù il legno e pensava a Valerius, nel più grave dei pericoli, mentre programmava il tarot system e pensava a lei. Mentre le affidava con cieca fede la sua salvezza. Quella storia doveva essere una burla, non era possibile che Valerius Demoire, l'uomo che l'aveva tradita, gettando la sua reputazione nel fango, l'uomo che l'aveva umiliata sconfiggendola a Parigi in realtà, nel momento peggiore, ancora fosse pronto a rivolgersi a lei. Ma se così non fosse stato... se veramente Valerius avesse avuto quel pensiero, se veramente quel pensiero fosse stato nella sua testa mentre educava la sua macchina a tracciare i segni.

Calendimaggio.

Che giorno terribile.

"Si, ora ho capito. So di cosa sta parlando. Partiremo domattina."

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora