La pioggia e gli alberi, tra l'uno e l'altro, facevano un gran fracasso.
Erano nella tenda grande, quella che serviva da base operativa. Germaine, Valerius e Guglielmo, l'italiano. Guglielmo era quello con più anni, lì dentro, ma non erano più di ventidue, e qualcosa di illogicamente gioviale nella sua faccia lo faceva sembrare coetaneo di Germaine.
Germaine era stato lontano dal campo tutto il giorno, in cerca di notizie sulla guerra. Fortunatamente i telegrafi erano generosi di informazioni sul fronte.
"L'esercito francese ha incontrato resistenza" raccontò "e non parlo solo dell'esercito tedesco."
"Myrmidon." concluse rapidamente Valerius "Myrmidon tedeschi."
"Sembra che se l'aspettasse." aggiunse Guglielmo.
Valerius lo guardò. Il rapporto tra lui e Guglielmo era perennamente teso, da quando si erano incontrati, da quando, sull'ordine di Alfredo Colonna, lui li aveva aiutati a nascondere le loro macchine da guerra. Valerius guardava sempre Guglielmo come per evitare che gli si avvicinasse troppo. "Re Gregoire è un pazzo a credere di poter usare i myrmidon come vantaggio tattico. La conoscenza per crearli si sta già spargendo come una pestilenza. E non farà altro che peggiorare le cose."
L'italiano arricciò il naso "Per questo noi siamo qui in un angolo sperduto di Francia a infradiciarci le brache, lontane da qualsiasi avvenimento interessante."
Questa volta Valerius non degnò l'italiano di una risposta, si limitò a dispiegare sul tavolaccio di fortuna la mappa che lui stesso aveva disegnato. "Questa è Maison Fredière, il nostro obiettivo si trova qui. E' difesa, ma non abbastanza per noi. Avendo a disposizione il Danse Macabre e gli ORL è inutile pensare a un effetto sorpresa. Sfonderemo frontalmente, da qui." Indicò con una mano da quale lato sarebbero arrivati.
Erano accampati nei pressi di Maison Fredière già da alcuni giorni, erano già andati a fare certi giri esplorativi in zona e l'avevano vista tutti dal vivo. Mentre Guglielmo nemmeno di degnò di avvicinarsi al tavolo, Germaine fissava la carta come ipnotizzato.
"Qualche perplessità?" gli chiese Valerius. Aveva imparato a trattare il suo discepolo da pari, dopo che era riuscito con lui a fuggire da Parigi.
"E' una fortezza, inutile che ci prendiamo in giro. Senza i myrmidon ci vorrebbe la forza di re Gregoire per entrarci. Ma visto che abbiamo i myrmidon non c'è molto da dire."
Valerius non cambiò tono. "Perplessità?"
Germaine non alzò gli occhi. "Non ci ha spiegato perché lo stiamo facendo, mastro Demoire"
Guglielmo rise "Come se scappare da Parigi con tre mostri di ferro fosse una cosa logica, invece!"
Valerius lo ignorò ancora, sapendo che era l'unico modo per indispettirlo. "Vi sono cose che potrei dirti, Germaine, ma preferisco essere sicuro di cosa significano, prima. E per esserlo devo poter avere in pugno l'uomo che abita questa casa. Dopo questo, avrai tutte le risposte che potrò darti. Ti fidi di me?"
Germaine si rizzò quasi sull'attenti. "Sempre al suo servizio, mastro Demoire"
Valerius richiuse la mappa, la pioggia fuori sembrava essersi fatta persino più forte. "Tu segui me esattamente come io seguo il volere del padre."
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Valerius Demoire - vol.1
Science-fiction[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
