Reika e il re

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Il giorno dopo le formalità e le feste, Reika era nello studio privato di re Gregoire. Aveva tolto la parrucca e il suo cranio rasato, assieme ai suoi occhi rossi, le conferivano un aspetto spettrale. Il re, però, non sembrava impressionato, anzi, manteneva il suo arrogante contegno con estrema facilità.

"Presto arriveranno i nuovi myrmidon dall'Uruguay" annunciò la donna "ma siamo a rilento con l'impiantare una fabbrica qui in Francia. Non possiamo basarci su rifornimenti che vengono dall'altra parte dell'oceano!"

"Stiamo procedendo, infatti." ribatté il re "Stiamo convertendo le fabbriche pesanti di mio padre. E' molto facile."

"Non sei ancora abbastanza forte per startene tranquillo!"

"Quanta premura, strega, sembra più il tuo trono che il mio!"

Reika tacque un momento, i suoi occhi penetranti attraversarono il re. Erano soli, re Gregoire stesso aveva imposto che non ci fosse nessuno a quel colloquio, anche per poter parlare apertamente. La donna mutante gli girò un po' intorno, fissandolo, estendendo i suoi poteri a sondarlo. "Sembra che tu stia imparando l'irriverenza dal generale delle tue macchine."

"E sembra che tu provi ancora irrazionale rancore nei suoi confronti."

"E' l'inglese il problema, re Gregoire, l'inglese!"

"Per ora ci è stato incredibilmente utile!"

Reika capì che anche sul re le sue idee non avrebbero avuto presa così decise di attenersi strettamente al suo ruolo. "Per l'Inghilterra saremo pronti tra due mesi. Per allora la guerra dovrà essere già in corso. Ci occuperemo di provocare la Germania, ma se anche non reagirà tieniti pronto a intervenire comunque."

Mentre questo colloquio si svolgeva Valerius, nel suo studio, manipolava una particolare versione di ottoniera da lui stesso modificata. Era un modello più complesso dell'originale, che poteva entrare in armonia solo con un'altra particolare ottoniera che ne condividesse le configurazioni. Quest'altra ottoniera, però, non era un vero sistema di comunicazione, ma un piccolo oggetto che, a rischio della vita, lui stesso aveva installato sotto il trono di re Gregoire nel suo studio privato.

Valerius, in piedi accanto all'ottoniera, ascoltava.

Alfredo Colonna, osservatore delle cinque Repubbliche, pochi passi dietro lui, faceva altrettanto.

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora