Danse Macabre

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Il Danse Macabre era più massiccio dell'elegante macellaio. In realtà il suo torace e le sue gambe avevano all'incirca le stesse dimensioni, ma le sue spalle erano più larghe in quanto alloggiavano un'unità supplementare del motore, utile a dare spinta alle braccia. Nonostante questo, però, il pilota continuava ad avere limitata capacità di controllo sulle braccia stesse: era possibile avviare dei movimenti base, opportunamente configurati, ma nulla che eguagliasse la precisione da spadaccino dell'Orleans.

Sopra le braccia era installata una brutta testa bulbosa in cui erano incastonati due occhi rossi di diverse dimensioni. Il più grande era grande come un uovo di struzzo, trasparente, inquietante nella sua inespressività. Valerius non aveva mai raccontato a nessuno quale fosse il suo uso, presente o futuro che fosse.

Il Danse Macabre montava il motore Zeddai Mark III nella stessa posizione in cui lo montava l'elegante macellaio, ovvero all'altezza del suo bacino. La differenza rispetto al motore del prototipo era che il Mark III poteva erogare una potenza di picco maggiore e, soprattutto, poteva avere buoni rendimenti anche con ignitium di purezza media, come quello consumato dall'Orleans. Non dipendeva più, quindi, da forniture di carburante pregiato.

Il Danse Macabre fondava la sua esistenza sulla potenza. Era incredibilmente robusto e inarrestabile. Se si fosse lanciato in una foresta avrebbe fatto parecchi metri fendendo gli alberi prima di fermarsi.

Gli sfiatatoi dei gas di scarico erano una particolarità che Valerius aveva progettato con cura: erano formati da due linee continue di piccoli ugelli che percorrevano longitudinalmente la schiena del myrmidon, dalle spalle fino alla vita, una a destra e una a sinistra della sua spina dorsale, ad alcuni metri di distanza da essa. Quando il pilota scaricava con forza il gas questo usciva da tutti i minuscoli buchi, formando sulle spalle dell'essere come due imponenti ali di vapore.

Il Danse Macabre era un essere mostruoso. Era stato voluto così. Era il segno del futuro che attendeva l'umanità: un demone di ferro dalle ali roventi, una creatura curvata dalla sua stessa potenza, che guardava con disprezzo il mondo col suo occhio color sangue. Mieteva vite e raggelava anime.

Era ciò che Valerius vedeva ogni mattina, guardandosi allo specchio.

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora