Appena Yuz vide il gigante di metallo scese da cavallo e si nascose nell'erba.
Gli era chiaro perché Valerius era rimasto immobile: Valerius non aveva mai visto una cosa del genere. Valerius non aveva mai visto una macchina muoversi dal di fuori, paradossalmente era l'unico a non aver visto in azione l'elegante macellaio e quindi non sapeva cosa significasse osservarlo marciare. Probabilmente, per un primo momento, non lo riconobbe nemmeno come qualcosa di simile a lui, come un gatto allo specchio.
Poi, però, dopo un primo momento di smarrimento, il ragazzo ripartì a tutta velocità, puntando direttamente il suo avversario.
La creatura di metallo dell'esercito coloniale, sebbene ovviamente basata su una tecnologia analoga a quella del macellaio, era profondamente diversa. Era più esile, tutte le sue forme erano più snelle, il suo torace sembrava tanto stretto da non poter alloggiare un abitacolo, le sue gambe erano stecchi su cui era agganciata solo una sottilissima blindatura.
E poi, cosa incredibile, portava una spada. Era, in realtà, poco più di una lunga sbarra di ferro, praticamente senza taglio, ma nella mano meccanica appariva come un fioretto. La macchina la teneva aperta sul suo fianco sinistro, esattamente come uno spadaccino, bilanciata cautamente affinché non minacciasse il suo equilibrio globale.
Valerius contava sulla mole dell'elegante macellaio. Le maggiori dimensioni della sua macchina gli avrebbero permesso di avere la meglio sul suo nemico semplicemente schiantandolo, travolgendo come già faceva usualmente con le altre minacce che si mettevano sul suo cammino. Non considerò minimamente l'arma del suo nemico. Non la considerò per presunzione. Lui e "il padre" Zeddai non erano riusciti a cavare dalle braccia del macellaio che movimenti inconsulti, che credibilità poteva avere una macchina del genere con in mano addirittura una spada?
Per tutte queste ragioni ciò che si limitò a fare fu aumentare al massimo la potenza erogata dalle gambe del tuo colosso, disporre le braccia a protezione delle gabbie mitragliatrici, inclincarsi in avanti. Correre. Correre verso il disastro.
Con l'elegante macellaio che avanzava come un treno in corsa, lo sconosciuto essere di metallo francese non modificò assolutamente il suo comportamento, continuando ad avanzare. Quando Valerius gli fu a portata, però, cambiò l'assetto delle gambe così da piantarsi bene sul terreno soffice, poi alzò e calò in un unico fluido movimento la sua spada, esattamente come un spadaccino provetto. Una massa di tonnellate e tonnellate di metallo rovente che tirava di lama con la leggerezza di una libellula. Un movimento bellissimo.
La spada colpì l'elegante macellaio precisamente sul ginocchio, vi penetrò, si incastrò nell'articolazione. Il movimento frenetico del colosso la aiutò a mordere i tiranti che tenevano insieme la gamba, reciderli, avanzare. In un ruscello di scintille la spada francese attraversò completamente la giuntura, staccando di netto l'arto.
Con la forza dell'inerzia la macchina di Valerius riuscì a fare ancora un passo, poi fu la volta di mettere a terra la gamba ridotta a un moncherino e cedette. Crollò di lato, in un atto estremo provò a mettere le braccia avanti, ma queste, trovandosi addosso il peso dell'intero corpo, si piegarono e si contorsero fino a spezzarsi anche loro ai gomiti. Mentre il torace di metallo del mostro si schiantava a terra, la sua gamba ancora funzionante continuava ridicolmente ad avanzare, in un dibattersi frenetico e assurdo contro il suolo, che sollevava terra e fango e contribuiva a deformare ancora di più la struttura già martoriata della povera macchina.
Forse uno spirito misericordioso, forse l'ultimo momento di lucidità di Valerius, ancora all'interno del mostro, posero fine agli spasmi della creatura, che finì per rimanere immobile, deformata, mezza sepolta nella terra.
Dietro questa scena desolante, il comandante dell'esercito colonialista francese pretendeva la resa.
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Valerius Demoire - vol.1
Ciencia Ficción[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
