La prigionia di Valerius

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Valerius sedeva nella piccola stanza dove era stato relegato. Due guardie sorvegliavano la porta. Francine invece era con lui.

"Non permetterò che le facciano del male, ma la situazione è pericolosa, ho bisogno che mi aiuti." diceva la ragazza, con un tono stranamente supplice.

Valerius osservava un muro con la consueta apatia, distante dagli accadimenti. L'unico segno di nervosismo visibile era la mano con cui continuava a frizionarsi lo stomaco, dove i poteri di Reika l'avevano colpito. "La strega sa che non sarò mai fedele alla vostra causa. Me lo ha visto dentro."

"Ma se le dirà tutto di Yuz e prometterà di..."

"Non so niente di chi fosse Yuz. Ho scoperto le sue capacità assieme a voi. Per me era semplicemente un vecchio professore."

Nella stessa misura in cui Valerius era tranquillo, Francine appariva agitata. La ragazza sentiva l'oppressione di una situazione inevitabile ed era impotente. Evidentemente, fino a quel momento, era stata abituata a superare ogni tipo di ostacolo. Si sedette vicinissima a Valerius, fino a essere a contatto col suo corpo e gli prese le mani. "Perché ci disprezza tanto? Perché non può capire che la nostra via è giusta?"

Colto da pietà, Valerius la guardò negli occhi. "Perché ho il dovere di combattere la mia battaglia."

"Si può sapere di cosa sta parlando?"

"Un giorno, madamoiselle, i giganti cammineranno sulla terra. E allora si tratterà di tenerne il passo o perire."

Incapace di comprendere il giovane, Francine si alzò in piedi e tornò verso la porta. "La ucciderà."

"Purtroppo non vedo via d'uscita. Non fuggirò, madamoiselle... o potrò andare avanti da qui, con quello che ho fatto o non avrà senso andarmente. Non potrei mai riuscire a ricostruire tutto da capo... un'altra volta."

Francine strinse l'elsa della sua spada, come a cercarvi sostegno, poi aprì la porta, con uno schiocco così forte che entrambe le guardie si girarono verso di lei, allertate. Si trovarono nella bizzarra situazione di avere tutti e tre la mano sulla propria arma. Valerius, seduto sul fondo nella stanza, neanche li guardava.

"Problemi se torno ai miei alloggi?" chiese la ragazza.

I due soldati si ritrassero imbarazzati. "No, tenente."

Valerius, prima che la porta si richiudesse, guardò finalmente in direzione della schiena della giovane. "Non siete solo un tenente, madamoiselle."

Ma Francine non aveva bisogno di sentire quelle parole, sapeva già cosa fare. "No, sono il pilota."

Valerius Demoire - vol.1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora