Francine si aggirava per stanze vuote e devastate. Aveva sperato che effettivamente gli abitanti del castello gli avessero dato fuoco dopo averlo abbandonato, ma le tracce annerite dei corpi che incontrava qua e là dimostravano il contrario. Qualcuno era tra quelle mura quando l'incendio era scoppiato, chi aveva portato distruzione lo aveva fatto per cancellare vite umane oltre alle sue tracce.
Ogni tanto si chiedeva se qualcuno dei cadaveri che incontrava non fosse Valerius. Ogni volta doveva lottare contro quell'idea, stabilendo che uno era troppo basso, uno troppo grosso, un altro aveva indosso una divisa che non c'entrava nulla con lui. E poi perché Valerius sarebbe dovuto essere morto? Il Danse Macabre non significava nulla, era solo un pezzo di ferro abbandonato.
Il castello era immenso, avrebbe potuto rimanere lì dentro a vagare per giorni, ma l'istinto la portò a raggiungere il punto dove il Danse Macabre aveva sfondato. Da dentro l'edificio si vedeva distintamente l'abitacolo aperto, per far uscire il suo pilota, per lasciarlo andare a compiere il suo destino. Ma dove? Dove stava andando Valerius? E perché?
Le sembrò di individuare una via più importante delle altre, un percorso in mezzo alla cenere, che avesse più senso degli altri. Lo seguì sperando che quelli fossero stati anche i passi di Valerius, così da poter arrivare in fondo a quel tragitto e svelare il mistero di quel luogo orribile e lugubre. Prima ancora di avere la certezza che la strada che stava percorrendo era quella giusta, trovò qualcosa di ancor più incredibile, che la costrinse a fermarsi.
Per terra, accanto a una scala, c'era un cadavere. Un cadavere come molti altri che aveva incontrato fino a quel momento, ma con qualcosa di diverso, qualcosa di mostruoso. Il suo braccio destro, ancora stretto intorno a un fucile deformato dal calore, aveva qualcosa di non umano: era più grosso del normale, coperto di scaglie verdi che erano resistite persino alle fiamme e con dita armate di lunghi artigli ricurvi.
Si inginocchiò, chiedendosi se fosse possibile che una tale bizzarria fosse stata messa lì per gioco, a coronamento del disastro. Allungò una mano per toccarla, ma un movimento, dietro di lei, le impedì di farlo. Un movimento semplice, secco, ovvio, che rieccheggiò nelle sale vuote come una profanazione.
"Benvenuta, spada immacolata di Francia."
Si girò, incontrò lo sguardo inespressivo e diabolico di una maschera di ferro.
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Valerius Demoire - vol.1
Fiksi Ilmiah[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
