Spagna
Morgan e il suo primo ufficiale erano rimasti soli, si erano rintanati in un tunnel che probabilmente gli inglesi avevano scavato per raggiungere gli spagnoli non visti. Era una sudicia galleria meno di un metro sotto terra, buia e pronta a crollare da un momento all'altro. Morgan vedeva l'altro soldato come una sagoma, con la poca luce che filtrava dall'ingresso.
"Siamo al sicuro qui?" disse il primo ufficiale.
Morgan provò la risposta tre volte, poi rinunciò.
"Siamo al sicuro?" provò a chiedere di nuovo quello, ottusamente.
"Io dico che non ci vede."
"Ma cosa vuol dire? Siamo protetti, no? Siamo sottoterra."
Avrebbe potuto farglielo credere, ma perché? Era certo di non riuscire a spaventarlo di più. "Non so che arma stia usando. ma vedendo quello che fa credo che dovremmo essere molto più sotto. Quella cosa, se arriva, ci cuocerà come polli."
Il primo ufficiale lanciò un gemito, lui gli prese la mano "... però credo che non possa vederci. E se non ha altro motivo per sparare qui, non sparerà. E allora ci salveremo."
Sentirono un rombo lontano, era il rumore che avevano associato al momento in cui la nave volante sparava la sua onda di calore. Il rombo durò meno delle altre volte, solo pochi secondi. Non avevano sentito grida, ma sapevano che non voleva dire che quella cosa non avesse colpito qualcuno.
"Perché? Perché siamo venuti qui?" chiese il primo ufficiale.
"Perchè..." Morgan avrebbe voluto dire che lo aevano fatto per scoprire il mistero, per salvare delle persone. Ma non era per quello. Non era per quello che aveva accettato. Era venuto lì per sfuggire alla guerra. Era venuto lì per il capriccio di vedere qualcosa di differente della sua trincea dove tutto aveva perso senso. Possibile che la sua noia fosse così acuta da non fargli prendere in considerazione la morte?
Un nuovo ruggito. Questo gli permise di non rispondere, ma il primo ufficiale scivolò per terra, in ginocchio, tremante. Andò giù anche lui. "Siamo soldati." fece notare.
"In un mondo di giganti di ferro e macchine volanti! Siamo soldati molto stupidi!"
Morgan sorrise. Stupidi, a loro modo, lo erano sempre stati.
Sentirono un nuovo rombo. Ma qualcosa di più secco e limitato. E poi un fragore lontano. Al primo rombo ne seguirono altri e altre esplosioni, simili a ruggiti.
Ruggiti nel cielo.
"Cannoni!" decise Morgan "Cannoni!"
"Cannoni?" fece il primo ufficiale.
Doveva vedere. Doveva scoprire cosa stava succedendo. Era giusto rintanarsi di fronte a mostro come la macchina volante, ma se c'era una battaglia era suo dovere combattere. Corse fuori dal tunnel, tornò al cielo. Ci mise un po' a riabituarsi alla luce, poi guardò verso l'alto. La macchina volante indietreggiava, alcune delle sue propaggini bruciavano.
Nuove detonazioni lo fecero girare. Si erano sollevati dei cannoni dalle trincee, cannoni che dovevano essere stati rintanati a lungo. Riconosceva la struttura di armi che aveva usato anche lui, ma gli appariva fossero state apportate modifiche. Mentre guardava, intontito, la scena, un uomo gli si fece vicino. Non indossava nessuna riconoscibile uniforme. "Per Valerius." lo salutò.
STAI LEGGENDO
Valerius Demoire - vol.1
Science Fiction[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
