Varco di Calendimaggio
Germaine stava a prua della piccola imbarcazione che stava portando i venti soldati all'isola. Non aveva capito come un povero cieco e un feldmaresciallo destituito avessero potuto mettere insieme tanta gente per una missione nebulosa come quella che lei aveva proposto, ma l'avevano fatto. L'unica cosa che intuiva era che gran parte del lavoro lo avesse svolto "il vecchio", un uomo che era parte del gruppo, ma non indossava l'uniforme militare e non sembrava comandare niente. Se ne stava per i fatti suoi in un angolo e lei non aveva avuto ancora il coraggio di parlargli.
Stava appunto pensando come approcciarlo quando Ethienne gli venne vicino. Era un bel giovane sui ventitre anni, i capelli un po' troppo lunghi per un militare, occhi troppo piccoli e naso troppo grosso. Aveva da subito tentato di entrare in confidenza con lei, ma lei, di contro aveva visto la cosa con sospetto. Dalle occhiate che lui le dava, anche non visto, era arrivata persino a dubitare che André avesse fatto bene a svelare a tutti che era una ragazza.
"Lì dietro molti si aspettano un'isola piccola e disabitata. Non è un bene." le disse il giovane.
"Perché?"
"Perché se non lo fosse sarebbero impreparati."
Germaine riflettè a quando aveva perso Valerius, in quel grande castello, quando erano stati convinti di aver vinto per un secondo, prima che tutto impazzisse. "Temo accadrà qualcosa per cui ci vorranno tutti e venti questi uomini."
"Anche il vecchio continua a dirlo. E' un bene, perché è l'unico che riesca a spaventare certi, ma la cosa non sembra ancora chiara."
Lui le diede l'ennesima occhiata, lei si spazientì e inchiodò il suo sguardo con un'occhiataccia ferina. "E lei cosa pensa?"
Ethienne sostenne divertito lo sguardo, come se quel lampo d'odio fosse per lui una vittoria. "E' un'avventura. Accadrà qualcosa. Qualcuno ricorda storiacce su questa isola. Fatti di sangue."
Nessuno conosceva la storia di Francine, ovviamente, ma il massacro in cui si era trovata doveva aver avuto una certa risonanza in passato, non se ne stupiva. "E il sangue chiama sangue. Ha mai combattuto al fronte?"
Di solito la risposta a quella domanda era sempre un petto che scattava in fuori, un'espressione rude e una qualche fandonia su qualche momento storico. Ethienne invece scrollò le spalle. "Quando re Gregoire ha marciato su Parigi mi sono trovato a combattere dei lealisti della repubblica. Ma erano quattro gatti. Lei?"
Germaine non sapeva dire quale vera battaglia avesse vissuto, ma non lasciò cadere l'occasione. "Sono fuggita da Parigi a bordo di un gigante di ferro."
"Se era su un myrmidon non deve essere stato così difficile."
La ragazza arrossì, era caduta nella sua stessa trappola. Tornò a guardare l'orizzonte. "Ancora mezz'ora di viaggio e dovremmo esserci."
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Valerius Demoire - vol.1
Ciencia Ficción[COMPLETO] - VOLUME PRIMO Seconda metà del diciannovesimo secolo, un ALTRO diciannovesimo secolo. Gli equilibri del mondo si reggono sulla tecnologia. E tecnologia significa Vapore Pesante e Ignitium, le sostanze che, imbrigliate nelle macchine, h...
