Poco convinto, Idemar prese in mano la mappa di Dryso. Il bosco di Ilwyn non gli era mai parso così smisurato: potevano servire settimane per percorrerlo tutto a piedi, considerata la limitata velocità che consentiva loro la vegetazione; senza contare che i confini più a nord non erano compresi nel disegno. Ma non aveva alternative da proporre, dopo essere stato tradito anche dal sole. Allargò le braccia e annuì.
Erya, che aveva scrutato la mappa con altrettanta preoccupazione, si voltò lentamente per decidere quale fosse la direzione più consigliabile.
Si bloccò di scatto, allarmata.
Solo per un istante, lungo un battito di ciglia, un piccolo viso era apparso tra le fronde del grosso pioppo che cresceva a pochi passi da loro. Un viso minuto, delicato, pallido.
Anche se si era trattato di un attimo, Erya sapeva di non esserselo immaginata. C'era davvero qualcuno tra i rami e, chiunque fosse, li aveva visti. Fissò la chioma, ma nessuna foglia si muoveva e nulla poteva far pensare che ci fosse qualcuno nascosto. Vide poi tre uccellini che cinguettavano proprio sul ramo accanto a quello doveva aveva visto sbucare il volto, e fu assalita da un dubbio: ricordava molto bene i versi irritati con i quali gli uccelli accoglievano il loro passaggio, e il loro rapido fuggire se si facevano troppo vicini. Era possibile che quegli stessi animali se ne stessero lì, a cinguettare come se niente fosse, quando una persona era così vicina?
Non disse nulla a Idemar, anche se continuò per un bel po' di tempo a scrutare con sospetto le chiome degli alberi, quasi aspettandosi di veder comparire di nuovo quel volto minuto. Non notando nulla, col passare dei minuti si convinse di aver avuto un abbaglio, forse dovuto alla stanchezza o allo spavento preso. Tanto più che Idemar non aveva avvertito pericoli, perciò non aveva motivo di essere preoccupata.
Camminavano da un paio di ore verso nord – stando ai calcoli di Idemar – e nessuno dei due si era ancora convinto che la decisione presa fosse quella giusta. Il ragazzo era abbastanza sicuro che da quella camminata senza meta non avrebbero ricavato niente di buono, ma non condivise i suoi sospetti con Erya, perché la ragazza gli avrebbe chiesto delle alternative, e lui non poteva dargliele.
Non gli piaceva l'idea di procedere nel bosco senza avere dei punti di riferimento precisi da considerare in caso di difficoltà, ma aveva intuito che Ilwyn non sottostava alle leggi che governavano tutto il resto. I punti di riferimento che aveva considerato fino a quel momento erano saltati puntualmente, e sembrava non fosse possibile orientarsi in alcun modo. Per un terribile istante l'idea che gli alberi si muovessero gli attraversò la mente, ma la respinse in fretta, bollandola come impossibile. Eppure non poteva fare a meno di pensare che l'ingresso nel bosco pareva aver indebolito i poteri di Erya; e se fosse stato così anche per i suoi?
Si massaggiò il braccio, soprappensiero.
«Ti fa male?» chiese subito Erya.
«No, è tutto a posto» la rassicurò.
Erya abbozzò un sorriso stiracchiato e lanciò un'occhiata preoccupata agli alberi vicini.
Lente e sempre uguali le ore passarono, e la luce cominciò a calare nel sottobosco, che assunse le sfumature scarlatte del sole al tramonto.
Fu in quel momento, mentre Erya osservava i raggi del sole che filtravano tra gli alberi formando dei giochi di luci e ombre su una grossa roccia poco distante, che Idemar si fermò, subito imitato da Cobalto. Erya, distratta, non fu altrettanto veloce, e urtò il ragazzo.
«Perché ti sei fermato?»
«Ssh!» sussurrò lui. «Guarda laggiù!»
Erya trasalì. Là, poco distante, seduto sulla grossa radice di un olmo enorme, c'era un bambino. Aveva corti capelli biondi e grandi occhi azzurri, puntati su di loro. Sembrava stranamente tranquillo, anche se non poteva avere più di tre anni. Erya si chiese cosa ci facesse un bambino tanto piccolo tutto solo in quel bosco che sembrava un labirinto senza fine.
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Il Cuore di Djinora
FantasyIdemar vuole scoprire il significato del segno che lo accompagna fin dalla nascita. Erya ha dovuto nascondere per tutta la vita le proprie capacità a causa della paura che quelli come lei - conosciuti con il nome di Diversi - infondono nella gente. ...
