Il gruppetto passeggiava lungo il cammino di ronda di Darmet. Idemar si muoveva piano, sorretto da Dauril; si era alzato solo da pochi minuti ma, senza perdere tempo, aveva chiesto di essere accompagnato lassù per guardare dall'alto la piana della battaglia e assicurarsi che fosse davvero tutto finito.
Il giorno era sorto da qualche ora e la mattina era giovane, ma il sole già caldo rischiarava la città sottolineandone ogni angolo e disegnando chiaroscuri e giochi di luci ed ombre sulle pareti degli edifici.
Erya camminava accanto a lui; era stanca per non aver quasi chiuso occhio durante la notte. Scossa per quanto accaduto e convinta di non avere alcuna possibilità di addormentarsi, aveva preferito assistere l'amico, la cui ripresa era stata lenta.
I guaritori elfi l'avevano visitato, e la sentenza era stata precisa: Idemar non era ferito né malato, ma era stato privato di ogni energia in quello scontro finale che aveva portato alla distruzione del Cuore di Djinora.
Una volta sveglio Idemar aveva osservato a lungo quel che ne rimaneva, in silenzio, e anche ora portava con sé il ramo dell'Ilinwe, consapevole che non avrebbe più potuto essergli d'aiuto se non come bastone da passeggio.
Ma l'idea di averlo perduto per sempre era difficile da sopportare; certo, in qualche momento il peso di quell'oggetto era stato impegnativo, l'aveva sentito pienamente nelle sue spalle senza averne alcun controllo; aveva sempre avuto una volontà propria, quella pietra, e a volte aveva fatto ciò che Idemar credeva meno opportuno. In diverse occasioni si era chiesto perché il Cuore di Djinora si comportasse in modo diverso da quello che lui credeva il migliore, giungendo persino a dubitare della sua utilità. Ma alla fine aveva compreso che il bastone era guidato da una volontà più esperta, che conosceva il mondo in modo più profondo di quanto Idemar avrebbe mai potuto, e che aveva saputo valutare nel modo migliore ogni situazione fino al colpo finale, per il quale aveva sacrificato ogni briciolo d'energia.
Lanciò un'occhiata al braccio, dove il segno del Cuore di Djinora era ricomparso, un amico che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, quindi alzò gli occhi al cielo, limpido e senza una nuvola; anche la foschia che da giorni sovrastava la piana si era dissolta ed era possibile ammirare i boschi della Valle d'Oro.
Anche Ashira osservava l'orizzonte. Un lungo taglio le attraversava la guancia, ormai in fase di guarigione grazie alle medicazioni elfiche, e il suo sguardo era di nuovo sereno, ma intenso.
«Troppo a lungo il mio popolo ha rinunciato a tutto questo, preferendo le tenebre al sole, gli spazi chiusi e grigi alle distese colorate; ma ora non c'è più tempo per il rimpianto e la paura, adesso i Feark torneranno alla vita e alla luce, consapevoli di poter contare su alleati preziosi e amici fidati» gli occhi si spostarono su Eareniel.
L'Elfa sorrise e annuì. «Aveva ragione chi disse che i nostri popoli non sono così differenti; adesso che l'amicizia è stata rinnovata non abbiamo motivo di spezzarla»
«Ora che mio padre non c'è più sarò io a occuparmi della formazione dei soldati» disse Ashira. «Non appena avremo deciso dove trasferire le nostre città aprirò una scuola e allenerò personalmente gli iscritti, continuando il lavoro che lui ha cominciato»
Erya riusciva a sentire ciò che provava la giovane Feark; la voglia di ricominciare dopo la tragedia, la necessità di trovare la forza per affrontare il futuro e la paura di non farcela da sola, celata dietro lo sguardo sicuro. Le posò una mano sulla spalla e disse: «Ci riuscirai. Il tuo popolo ha fiducia in te e ti sosterrà quando ne avrai bisogno. Nessuno potrebbe essere più adatto di te ad affrontare questo compito»
Ashira, imbarazzata, guardò gli Elfi e chiese: «E voi che cosa farete?»
«Io farò ritorno ad Ajersis appena possibile. Mi mancano le piante che vi crescono, e avranno bisogno di cure, dopo questo periodo. Senza Ilinwe non sarà la stessa cosa, ma il giardino non perderà il suo splendore»
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Il Cuore di Djinora
FantasíaIdemar vuole scoprire il significato del segno che lo accompagna fin dalla nascita. Erya ha dovuto nascondere per tutta la vita le proprie capacità a causa della paura che quelli come lei - conosciuti con il nome di Diversi - infondono nella gente. ...
