Eareniel e Dauril non ebbero la minima esitazione; se qualcuno doveva andare a Lithenor non sarebbe partito senza di loro. Anche Idemar ed Erya si offrirono come volontari, nonostante nessuno dei due desiderasse davvero mettere di nuovo piede nel Lennar.
La loro proposta non fu accettata: non era possibile mettere a repentaglio la vita Idemar, il cui compito era guidare i popoli contro la forza che minacciava la loro scomparsa. Lasciare poi che andasse a Lithenor allontanandosi dai luoghi dove, con ogni probabilità, c'era più bisogno della sua presenza non era saggio.
Erya si era integrata e cominciava a non sentirsi un'estranea; la breve permanenza ad Ajersis le aveva permesso di migliorare di gran lunga la sua abilità con l'arco e la fiducia nelle proprie capacità era aumentata sensibilmente: non avrebbe più esitato prima di rispondere a un attacco, se si fosse trovata in una situazione di pericolo.
Idemar sentiva che era giunto il momento di ripartire, che il suo compito ad Ajersis era terminato. Non sarebbe tornato a Lithenor, ma il suo destino non era nemmeno quello di attendere che l'esercito elfo si preparasse.
Comprese quello che doveva fare la sera precedente la partenza del gruppo per Lithenor. Erano le ultime ore assieme a Eareniel e Dauril, con i quali stavano discutendo la situazione del popolo elfo.
«Non abbiamo dubbi; gli Elfi aderiranno alla difesa con tutte le loro forze, perché molto sta loro a cuore l'equilibrio che Hodger vuole sovvertire. Ma il popolo elfo non sarà sufficiente senza il sostegno di validi alleati e di una buona organizzazione. Gli Uomini le cui città saranno attaccate dall'esercito di Madaris si alleeranno di certo, ma saranno troppo pochi, e impreparati» disse Dauril.
Eareniel annuì. «Senza alleati sarà difficile fermare Hodger, ma non dobbiamo perdere la speranza»
«Non ci sono popoli disposti a combattere al nostro fianco?» chiese Idemar.
«Dopo le guerre abbiamo perso le tracce di numerosi popoli, che hanno preferito costruire le loro dimore in luoghi protetti e isolati. Non abbiamo loro notizie da tanto tempo» rispose Eareniel.
«In realtà ci sarebbero i Feark» aggiunse Dauril dopo qualche secondo di silenzio.
Erya e Idemar non avevano mai sentito parlare di un popolo che portasse questo nome. Quante cose gli Uomini avevano perduto, chiudendosi in loro stessi!
«Chi sono i Feark?» chiese Erya.
Dauril sorrise. «Non deve sorprenderti il fatto che non li conosciate; sono scomparsi da molti anni anche per gli Elfi, intere generazioni degli Uomini. Non hanno nemmeno partecipato all'ultima guerra che ha coinvolto i popoli, tanto che qualcuno crede non esistano più. In realtà il popolo fearkiano è sopravvissuto alle guerre, e sono convinto che viva nascosto, che abbia scelto l'isolamento per la pace»
«Le brevi notizie che abbiamo di loro sono frammentarie e dubbie. Non vi è alcuna certezza» spiegò Eareniel. «Ma i Feark erano un popolo forte, resistente, che non si arrendeva di fronte alle difficoltà e sempre disposto a farsi carico delle azioni più pericolose. Erano alleati che chiunque avrebbe desiderato al proprio fianco»
Dauril camminò su e giù per la stanza per qualche momento prima di dire: «Sono certo che non esiterebbero a schierarsi a fianco di Uomini ed Elfi, se solo qualcuno glielo chiedesse»
«Dove vivrebbero, stando alle notizie che si hanno di loro?»
«Nella Valle d'Oro, nei pressi di un monte che si erge solitario, il monte Rashar. Ma in realtà nessuno sa quanti siano; qualcuno dei messaggeri elfi li ha visti, in quella zona, ma si trattava sempre di piccoli gruppi, che si muovevano veloci e non si fermavano»
STAI LEGGENDO
Il Cuore di Djinora
FantasyIdemar vuole scoprire il significato del segno che lo accompagna fin dalla nascita. Erya ha dovuto nascondere per tutta la vita le proprie capacità a causa della paura che quelli come lei - conosciuti con il nome di Diversi - infondono nella gente. ...
