Idemar non si era mosso dal punto in cui si trovava quando il giovane manipolatore dell'acqua era caduto a terra, finalmente libero. Era lì, in piedi, con il prezioso bastone stretto tra le mani, affrontando a viso aperto tutti gli avversari che gli si paravano davanti, forte della capacità del Cuore di Djinora di resistere a qualsiasi urto e uscire vincitore da ogni scontro. Attorno a lui si muovevano Elfi e Feark: i primi decisi a proteggere il ragazzo che maneggiava il Cuore di Djinora, i secondi legati al giovane Uomo che Norken aveva giudicato capace al punto da assegnargli il ruolo di capitano.
Gli avversari, però, erano determinati a smembrare quel gruppo, che rappresentava il punto di forza dell'esercito difensore, e quanti cadevano erano prontamente sostituiti. Il pericolo maggiore era rappresentato dai Diversi che formavano la guardia personale di Hodger. Come il giovane incontrato poco prima, indossavano una tunica viola con lo stemma del re ricamato sul petto, e avevano capacità superiori a quelle di quanti li avevano preceduti.
Idemar era protetto dal Cuore di Djinora, che gli permetteva di attraversare indenne i turbini e le tempeste di polvere creati da loro, di frantumare i muri di terra che si ergevano improvvisi davanti a lui e di allontanare gli incubi che alcuni dei Diversi sapevano seminare nei cuori dei soldati. Il bastone saettava instancabile per liberare i Diversi e spezzare le armi che gli venivano puntate contro, mentre il numero di Feark ed Elfi che gli stavano vicini andava scemando: i più fortunati tra loro erano rimasti feriti e trasportati dai guaritori, ma i corpi di troppi guerrieri punteggiavano quella zona della pianura. Il ragazzo evitava di abbassare lo sguardo, conscio della disperazione che lo avrebbe assalito nel riconoscere qualche volto amico, e impiegava ogni grammo di concentrazione per respingere quanti si accanivano contro di loro.
Nei rari e brevi momenti che gli erano concessi tra un avversario e l'altro, il suo sguardo vagava alla ricerca di Erya, che aveva perso di vista ormai da tempo.
Una scossa improvvisa, accompagnata da un boato terrificante, fece tremare con violenza il terreno sotto i loro piedi. Molti di quanti si trovavano in zona furono costretti a terra, e Idemar si appoggiò al bastone per non cadere. Un polverone compatto si sollevò in aria, impedendogli di vedere qualsiasi cosa, e il campo fu attraversato da urla e altri boati che Idemar non riuscì a identificare. Il terreno continuava a tremare, e ogni clangore di spade e sibili di frecce era cessato.
La terra oscillava con forza, come sconquassata al suo interno, e il ragazzo comprese che qualcosa di spaventoso stava avvenendo.
Alle urla si sostituì un silenzio che gelava il sangue e lentamente tornò la visibilità, ma nessuno era pronto ad affrontare ciò che si presentò ai loro occhi. A pochi metri dal punto in cui si trovava Idemar, il terreno si apriva in un'enorme voragine: un baratro ampio dove la terra era sprofondata trascinando con sé centinaia di soldati di entrambi gli schieramenti. Idemar fu uno dei primi a giungere sull'orlo del precipizio e a guardare giù.
Fu come ricevere un pugno in pieno stomaco: i corpi di Uomini, Feark ed Elfi erano ammassati sul fondo, privi di vita e uniti nella morte ai loro ultimi avversari.
Si aggrappò fisicamente e mentalmente al bastone con tutte le sue forze per non crollare, mentre le ginocchia si facevano cedevoli e incapaci di sostenerlo.
Tremando per lo shock si voltò verso quelli che erano con lui e riuscì a intercettare Sjili prima che giungesse al bordo, impedendogli di venire a contatto con quell'agghiacciante realtà.
Avrebbe voluto urlare, avrebbe voluto piangere, avrebbe voluto cancellare ogni traccia dell'esercito invasore, ma scoprì di non essere in grado di fare nulla di tutto questo.
Il responsabile di quel che era successo fu identificato dagli Elfi, che lo catturarono, impedendo il linciaggio da parte degli altri popoli, e lo condussero da Idemar, ancora intontito e incapace di reagire; era una giovane donna, una Diversa che indossava la tunica viola. Egli la liberò, chiedendosi confusamente quanto avrebbe sofferto se avesse scoperto di essere la causa di quella carneficina.
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Il Cuore di Djinora
FantasíaIdemar vuole scoprire il significato del segno che lo accompagna fin dalla nascita. Erya ha dovuto nascondere per tutta la vita le proprie capacità a causa della paura che quelli come lei - conosciuti con il nome di Diversi - infondono nella gente. ...
